il 20 giugno
Il 20 giugno è ormai alle spalle e qui si inizia a respirare un’aria più leggera. Forse lo scrivevo già l’anno scorso, da quando sono in ufficio comincio a capire il perchè mio padre a casa, in questo periodo dell’anno, era sempre intrattabile.
I primi anni in ufficio ho solo "capito" perchè era così stressato, negli ultimi due ho iniziato a esserlo anch’io. Segno che ormai questo lavoro ce l’ho abbastanza tatuato dentro.
A dire il vero da quando sono qua, mio padre è molto più rilassato sotto scadenze. Nel 2005 il non invidiabile premio dello stress ce lo giochiamo io e mia madre, che pure lei non è che esterni molto.
Pur accorgendomi di essere nervoso, pensavo (illusione di orso) di mascherarlo bene almeno in famiglia, però quando lunedì scorso (guarda a caso, il 19), il giorno dopo un bel weekend in montagna che in teoria doveva essere servito, mio padre a cena mi guarda e mi chiede "come mai sei così arrabbiato in questi giorni?" ho capito che ho fatto bene a non darmi alla recitazione 
La cosa più clamorosa è che poi me l’abbia detta una cosa del genere, oltre a pensarla, orsi come siamo in famiglia
.
Altro simbolo che il 20 giugno è alle spalle è che oggi non ho sentito la sveglia e mi sono alzato alle 7.30: fino alla settimana scorsa mi svegliavo alle 6 da solo e mi crogiolavo nel letto fino all’ora di alzarmi.
Conunque…ieri ero fuori ufficio per lavoro e non ho scritto sul blog, quindi preparatevi che oggi mi rifaccio.
Pubblicato il 28 giugno 2006, in Uncategorized con tag giorno marmotta, vita ufficio. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento
Comments 0