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Aquile Randagie

Ieri, su impulso di Mrs Puck, siamo andati a vedere Aquile Randagie. Si tratta del racconto della storia vera di un gruppo scout che resistette, in clandestinità, al divieto di associativismo, che non fosse di regime, da parte del Duce. Il regista, presente in sala, ha spiegato che oltre a una storia vera, è anche una metafora sempre valida, su certi valori. Il film è oggettivamente ben fatto, compatibilmente coi mezzi limitati, anche per gechi, come me, conosce solo in parte il movimento scout. Io l’ho guardato più con gli occhi di un cattolico. Gli amici scout forse mi contesteranno l’affermazione, ma io ho visto i protagonisti più come cattolici che come scout. In quest’ottica sono sempre più convinto che anche i nostri tempi devono richiamare all’azione, in difesa di valori che sono prima umani che cattolici.

La battuta che mi è rimasta impressa del film: non serve essere fascisti per amare la propria patria.

Una domenica musicale

Una volta postavo molto più brani sul mio blog. La giornata di ieri mi dà l’occasione per riprendere questa buona abitudine, perché è stata una giornata cadenzata dalla musica. Appena svegli, chiacchierando di colori con Mrs Puck, mi è tornata alla mente QUESTA CANZONE. Ne è seguito poi uno zapping forsennato su YouTube. La musica è proseguita in auto ed anche in TV dove, in una serie (davvero carina Girlboss, una via di mezzo tra New Girl e La stronza dell’appartamento 23) hanno passato la canzone del video che vi pubblico qui sotto. Fù resa famosa fa un film a metà tra la commedia sentimentale e i film di ambientazione college/high school. Insomma, un mio classico di qualche anno fa.

Eddie “The Eagle” Edwards

In un periodo in cui guardo pochissimi film su sky (ormai sono quasi totalmente devoto alle serie) mi sono imbattuto in un biopic su un personaggio che non conoscevo: Eddie “The Eagle” Edwards.  Per me la cosa più pittoresca delle olimpiadi di Calgary 1988 era stata la squadra di bob giamaicana (anche questa arrivata sul grande schermo con Cool Runnings), invece c’è questa interessante storia di questo sportivo che voleva assolutamente partecipare almeno una volta alle olimpiadi. Una storia di perseveranza davvero bella. Ve lo consiglio. Intanto vi giro anche un video del vero Eddie “the Eagle”.

Ps da notare il ruolo di coprotagonista per Hugh Jackman, capace come pochi altri di infilarsi in film di dubbia qualità (per quanto io apprezzi i film sportivi e leggeri come questo)

Sorgente: Eddie Edwards (sciatore) – Wikipedia

Film con un tremendo HYPE

Ci sono film che creano grandi aspettative e grandi attese. Da settimana ne ho uno che attendo con estrema impazienza e che sarà nelle sale (svizzere…) nel mese di dicembre:

FRONTALIERS DISASTER

Visto che:
1) sono un grande fan della serie
2) sono veramente in trepidante attesa del film
3) sto squallidamente lavorando lungo per elemosinare un invito per l’anteprima
non potevo non parlarvene.

Visto che le riprese non sono ancora iniziate, non c’è un trailer. Hanno però rilasciato un teaser. Come definirlo? FURTISIM!!!!

Se non sapete chi siano i Frontaliers e non ne avete mai vista una puntata: vergogna. Non ho altro da aggiungere.

Milano Rovente

L’altra sera, scanalando, mi sono imbattuto in “Milano Rovente”. Un fantastico esempio del filone exploitation italiano. Stupendo. Recitazione assurda, attori doppiati, trama (rigorosamente malavitosa) impalpabile. Poi non poteva mancare il re del product placement di quegli anni: il punt e mes! Attori che senza motivo hanno la bottiglia sul comodino e lo bevono ad ogni ora ed in ogni situazione. Geni.

Cinema vs Videogiochi: per una manciata di dollari

 Una volta i videogiochi erano una cosa da ragazzini. Una volta, c’erano i videogiochi tratti dai film (erano chiamati i tie-in) che sfruttavano queste licenze per vendere di più. Poi le cose sono un po’ cambiate. I videogames sono cresciuti di spessore, di qualità e anche di costi di produzione. Infatti oggi il rapporto si è invertito e ci sono case di produzione che acquistano le licenze per portare titoli videoludici sul grande schermo. Anche i costi di produzione sono cresciuti e i cosiddetti titoli tripla A possono costare come un blockbuster hollywoodiano. Ma i ricavi? Prendiamo una notizia di oggi. The Division, gioco che sta spopolando di recente, a una settimana dal lancio ha incassato 330 milioni di dollari. Prendiamo allora la classifica del boxoffice di questa settimana e scopriamo che Deadpool dal suo lancio ha incassato negli Usa dal suo lancio 328 milioni di dollari. Ovvio, ci sono poi gli incassi nel resto del mondo ma c’è anche un arco temporale ben superiore a quello di The Division.

Sorgente: Tom Clancy’s The Division – The Division sbanca: 330 milioni nella prima settimana – Gamesurf.it

La divina triade della banalità 

 Prendete in un qualsiasi giorno dell’anno la lista dei film in prima visione, soprattutto quelli dei grandi multisala. Depennate a questo punto: sequel, remake e reboot. Cosa ci resta? Molto poco. A volte nulla. Questa è la cartina di tornasole della poca originalità del cinema mainstream attuale. Potremmo anche passare da una triade ad un quadrumvirato se aggiungiamo le saghe: film che nascono già per non completarsi coi titoli di coda. Non fraintendete, anche io ho visto, che so, Star Wars o mi vedrò magari Creed. Però ben vengano i sempre meno numerosi cinema che passano pellicole fuori dai soliti circuiti.

Il post dell’anno

Mi sono accorto che ho trattato il post più letto di dicembre ma non quello più letto di tutto il 2015. Il podio è interessante e variegato.

Al terzo posto un pezzo che non è neppure del 2015 ma bensì del 2014. Si dev’essere così ben posizionato nei motori di ricerca che quasi ogni giorno ha portato il macinato: Top Five: film sull’hockey

Medaglia d’argento per un post recente ma che dev’essere arrivato sui motori di ricerca al momento giusto. Vi raccontavo della chiusura del car sharing Twist e di come lo avessi appena sottoscritto: Twist chiude, il tempismo è tutto nella vita

Vince un post che deve il suo successo alla condivisione che ne ho fatto sulle pagine dei tifosi dell’Olimpia Milano e che parla del fatto che sono stato bannato dall’account twitter ufficiale della società: Il Daspo ai tempi dei Social

In definitiva è stato un bel 2015 per la mia versione “autore di blog”. Mi sono divertito a vessarvi con tante stupidate. Grazie per avermi letto.

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