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90° minuto

Per un mix di eventi (Cremonese tornata in B e nessun accesso a Sky) ieri sera mi sono trovato a cercare di vedere i gol sulla Rai. Scanalando ho trovato 90° Minuto. Trasmissione storica della televisione italiana. Sinceramente non mi ero mai posto il problema se questo programma esistesse ancora o meno. Vederlo mi ha messo una profonda tristezza. Il linguaggio visivo è rimasto quello degli anni ’80. Fredda cronaca delle azioni salienti. Stacco tra il primo secondo tempo SEMPRE con una frase tipo “con il montaggio di Mario Rossi, passiamo alla ripresa”, commento finale in studio con il telecronista che alle spalle ha i monitor della regia locale o della regia mobile. Le costanti scoppole prese da Sky (ma anche da Mediaset), non tanto a livello di soldi per i diritti ma proprio sul modo di fare televisione, non hanno insegnato nulla.

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X-Factor, il televoto e gli hacker

X-Factor è finito. Non che mi abbia scaldato più di tanto come edizione (insulti ad Arisa a parte). Ho notato però un piccolo disclaimer che appariva durante le puntate e che trovate nella foto. In pratica il voto ormai è molto “social” ma la produzione non garantisce che qualcuno non entri a taroccare il voto. Già mi vedo schiere di schiavo in un call center o in una sorta di web farm, pagati per manipolare il voto. Non è poi così impensabile. 

Mediaset Premium ha fatto il passo più lungo della gamba?

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Originariamente questo post doveva chiamarsi “Mediaset premium ha le pezze al culo”. Pareva però un titolo un po’ forte e ho quindi deciso di declassarlo a questo preambolo.
Tutti sanno che la paytv del biscione si sia pesantemente indebitata per l’acquisto dei diritti della Champions League, proprio negli anni in cui le milanesi (con tutto il loro bacino d’utenza) uscivano dal giro della coppa europea più prestigiosa.
Questo non ha fatto certo bene ai conti della società e, probabilmente anche (o soprattutto?) per questo, è saltata la cessione ai francesi di Vivendi.
Oggi leggevo qualche notizia di borsa e ho trovato questa:

FATTO
Medusa, la controllata di Mediaset (MS.MI) che produce cinema, avrebbe ceduto a Sky l’esclusiva sui diritti TV dei film prodotti nella stagione 2016-2017, tra cui quello di Checco Zalone. Ne ha parlato ieri sera Reuters.

L’accordo riguarda solo la piattaforma pay tv: secondo Il Giornale Sky paga 20 milioni di euro per 16 opere. In precedenza, questi diritti venivano venduti senza esclusiva.

EFFETTO
L’operazione alleggerisce la base costi di Mediaset Premium, la quale aveva acquisito a giugno 2015 i diritti esclusivi per i film e le serie TV di Warner Bros (fino al 2020) e Universal (fino al 2018).

La coperta in casa Mediaset Premium è corta e quindi il gruppo cerca di monetizzare all’esterno, invece che tenere una risorsa all’interno. Giusto? Sbagliato? Intanto se le cose andassero bene, un’operazione del genere non sarebbe certo andata in porto…

Numerare le serie TV 

Notavo che una particolarità tutta italiana è quella di numerare, già dal titolo, le serie TV. È una particolarità soprattutto delle fiction Rai. Per esempio in questo periodo c’è molta pubblicità per Braccialetti Rossi 3 ma potrei anche fare tantissimi altri eventi, non ultimo “Gli occhi del cuore 2” (o magari anche tre). All’estero, o sulle serie straniere, questo non si usa. Come la vedreste la pubblicità di CSI Las Vegas 18 o Lost 5?

 

Quattro Ristoranti e un funerale

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L’altra sera riguardavo (credo su Tv8, che dovrebbe essere la vecchia DeejayTV) una replica della prima puntata di 4 Ristoranti. Per chi non lo conoscesse, è un programma condotto da Borghese dove quattro ristoratori, fra i quali vi è un comune denominatore, visitano a turno il ristorante degli altri e si danno i voti. A questi viene aggiunto quello di Borghese e si decreta il vincitore.

La prima puntata era sui locali post etnici di Milano. L’avevo già visto ma l’ho riguardato con piacere soprattutto per un motivo: in uno dei ristoranti ero stato e di recente ho saputo che ha chiuso. Se il programma deve fare da effetto volano… prima di tutto non ha funzionato e poi in questo caso non potrà sortire ulteriori effetti.

Si trattava del Boidem, un locale vegetariano/kosher. La puntata era stata vinta da M00shi, per festeggiare ci sono tornato ieri a pranzo (è a 5 minuti dal mio ufficio).

#SocialFace

A volte mi faccio veramente del male da solo. Potevo immaginarlo, potevo evitarlo. Invece no. Il tele masochismo che è in me ha avuto io sopravvento. 

Andiamo con ordine. Stavo cazzeggiando su MySky quando mi sono imbattuto in #socialface. Ecco. Un programma il cui titolo parte con un hashtag doveva farmi presagire una grande minchiata (un po’ come una canzone che ha un hashtag nel titolo, ma questa è un’altra storia), però mi ha incuriosito.

Apro la descrizione: otto webstar si sfidano su SkyUno. Mmm… No, non ci puo’ essere “lui”… Guardo il riassunto delle varie puntate e… Sì, lui c’è. Favij è arrivato anche su Sky.

Con la morte nel cuore ne scarico le prime due e parto con la visione. Come definirlo? YouTube che incontra Jackass. Questi… (Pausa nella scrittura: mi sforzo di trovare un termine che esprima il mio disprezzo per la qualità delle loro produzioni ma anche quel minimo di rispetto perchè comunque un certo sbattimento e impegno c’è lo mettono) soggetti vengono ripresi all’interno di una finta casa, dove fanno scommesse stupide e si sfidano ai videogiochi. Una roba di una noia e di una trasparenza di contenuti imbarazzante. 

Ho amici che mi hanno tolto il saluto perchè gli ho parlato di questa trasmissione e l’hanno quindi vista per curiosità. Temo che dopo questo post perderò anche qualche lettore.

#SocialFace: otto webstar si sfidano su SkyUno. 

Sorgente: #SocialFace | SkyUno | Favij, Greta Menchi, Simone Paciello | Anticipazioni

Scempi di Sky On Demand

Stasera mi sono lasciato sorprendere da una piacevole e leggera commedia su Sky. Di quelle che sono sempre state la mia passione tra gli anni 90 e 2000. Non che dopo non mi siano più piaciute, solo che non ne hanno più fatte molte che fossero meritevoli. Comunque una volta finita, mi vien voglia di passare a vedere se ne trovo un’altra su Sky on Demand. Apro la sezione cinema e trovo “Steve Jobs”. La descrizione parla di Boyle, Fassbender, anche della Winslet. Neanche una parola Lui, lo sceneggiatore, il mio mito: il grandissimo Aaron Sorkin. Mi arrabbio quasi un po’ e poi vedo che film hanno messo a fianco: Game Therapy. E NO CAZZO! Non puoi mettermi Favij a fianco di Sorkin CAZZO NON SO FA! 

Scusate ma quando mi girano i cinque minuti…

Mi sa che quest’anno non guardo X-Factor

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A differenza di altre mie conoscenze su Facebook, avevo trovato quasi perfetta l’ultima stagione di X-Factor. Mi piaceva il mix dei giudici, mi era piaciuta la selezione dei concorrenti, mi era piaciuto lo svilupparsi della competizione. Nessun cantante in particolare mi piaceva ma in fondo è irrilevante: è lo spettacolo che guardo.

Ero quindi convinto che non si sarebbe potuto lasciare tutto come lo scorso anno, perchè si sarebbe solo potuti scendere di livello. Quello che però hanno fatto, rivoluzionando il cast dei giudici, mi pare un filino troppo estremo. Soprattutto il ritorno di Arisa mi lascia alquanto freddino (per usare un eufemismo) Magari gli darò una chances le prime puntate di selezione, ma penso proprio che quest’anno X-Factor non mi vedrà tra gli spettatori.

Sorgente: Corriere.it

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