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Pinguini Tattici Nucleari

Nonostante sia un matusa che ascolta musica vecchia, non a caso sarò presto a Londra per il concerto di John Fogerty (all’uopo sto già preparano una bella camicia a scacchi), ogni tanto mi entusiasmo per musica Gggiovane. Era successo con i Selton, qualche anno fa, è successo da poco con i Pinguini Tattici Nucleari. Purtrppo li ho conosciuti con un filo eccessivo di ritardo, così mi sono perso il loro concerto ai Magazzini Generali.

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1 Ottobre 2018

Da oggi a Milano e in altri circa duecento comuni lombardi (tra i quali il mio), le auto diesel Euro 3 non posso circolare, nei giorni feriali, dalle 8.30 alle 18.30.

Questo vuol dire che il mio Pt deve restarsene chiuso in box. Cosa che peraltro fa quasi sempre in quelle fasce, però non poterlo usare (volendo) è una bella scocciatura e il segno che forse devo cambiarlo.

In effetti un erede lo avrei individuato, vediamo cosa succederà…

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Starbucks e quei simpaticoni del Codacons

Cose esiste a fare il Codacons? Me lo chiedo ormai da parecchio tempo, da quando mi sembra che, più che cercare l’interesse dei consumatori, cerchino solo le luci della ribalta mediatica. Sì, perchè nell’era del sensazionalismo, del populismo e delle fake news, loro ci sguazzano proprio a meraviglia. I loro esposti sono ormai sempre più pretestuosi e strampalati. Dopo l’esposto con Burioni per la questione dei vaccini, ora se la prendono con Starbucks per i prezzi.

Si chiama libero mercato. Se loro vogliono far pagare 1,80 un caffè e 4,50 un cappuccino, sono liberissimi di farlo. Soprattutto se poi si trovano stuoli di soggetti disposti a fare la coda pur di entrare.

Sono prezzi fuori mercato? Sì. E’ nel loro diritto farlo? Altrettanto sì. Perché il preteso diritto (che quelli del Codacons vorrebbero difendere) di concedere a tutti di poter provare l’esperienza di Starbucks non sta né in cielo né in terra.

Io allora voglio veder difeso il mio diritto di provare un pranzo a Villa Crespi senza dover spendere più di 100 euro. Codacons, cosa aspetti a fare un esposto?

Cosa mi sono perso

In questi mesi, per pigrizia, per impegni e per cause di forza maggiore, mi sono perso tante cose.

Intanto mi sono perso la mostra della Magnum al museo diocesano.

Poi mi sono perso tanti film. Alcuni li sto recuperando in tv, altri li sto perdendo anche nelle rassegne estive. In particolar modo ci sono due titoli che hanno il sapore dell’est europeo che avrei voluto vedere: Hotel Gagarin e Morto Stalin se ne fa un altro.

Se qualcuno di voi li avesse visti, mi faccia sapere se devo impegnarmi per recuperarli. Grazie

 

Come ti tradisco Caprotti con Bezos (o Gasbarrino)

E’ con il cuore contrito, in ginocchio sui ceci e fustigandomi la schiena, che scrivo questo post.

Sì, perchè il vero F205, il milanese imbruttito fiero di esserlo fa la spesa in un solo posto: l’Esselunga.

Mrs Puck (aka GiGi, pronunciato sgisgi, in questi frangenti) aveva già tentato, invano, di portarmi sulla cattiva strada e, quando mi distraggo, me la ritrovo al Penny Market. Però, da vero uomo rude, la rimetto a posto al grido di “Pentiti! E credi in Caprotti”.

Poi però… arrivi che esci tardi dal lavoro e il frigo assomiglia alla fortezza di Supermen: una desolante e fredda caverna di ghiaccio. La voglia di andare a fare la spesa è poco e pensi quindi di farla online. Qui Esselunga mi perde punti: non puoi farla per il medesimo giorno, figuriamoci entro due ore. Amazon Prime Now, con Unes, sì.
Ecco che quindi ieri sera siamo caduti di nuovo in tentazione e abbiamo riempito così il frigo (e le pance).

C’è aria di Fuorisalone

Ieri sera abbiamo fatto un aperitivo con amici in zona corso Garibaldi. Vuoi le prime giornate tiepide, vuoi il venerdì sera, vuoi i milanesi imbruttiti, però c’era davvero il mondo. La chiara impressione è che ci sia già aria di Fuorisalone, l’evento che, al grido di “installazioni!”, muove masse oceaniche per le vie dei Distretti bene del design (o modaioli) di Milano.

F205

Una cosa che i non milanesi non capiscono, è la nostra passione per la parte di codice fiscale che testimonia la nascita all’ombra della Madonnina. Che volete che vi dica? Non so neanche quanti a Roma o Torino sappiano il proprio codice. Il milanese orgoglioso (e orgogliosamente imbruttito) è invece tronfio di potersi definire F205. Non a caso il reparto maternità del San Raffaele ha cambiato ingresso, per poter risultare sul suolo meneghino.

Ps poi c’è gente che trova l’F205 nelle patatine ma questa è un’altra storia… vero Mrs Puck?

La dura legge dell’obbligo

In Italia si capisce solo la legge dell’obbligo. Per far vaccinare i bambini si mette l’obbligo, per combattere l’evasione fiscale si limita l’uso del contante, per far pagare il biglietto si intensificano le ronde.

Benvenga, dico io. Perchè chi rispetta le regole, di tutte queste cose non ha nulla di che preoccuparsi.

Proprio l’altra sera, scendendo alla mia fermata di casa, Pero, notavo dei soggetti (non esplicitamente riconoscibili come controllori) accanto ai tornelli d’uscita. Poco dopo ho letto, con grande soddisfazione, l’articolo che segue. Peccato che si debba sempre ricorrere a queste cose per far rispettare quello che dovrebbe essere la prassi della legalità e del senso civico.

Sorgente: Milano, ronde di security e vigili: partono le pattuglie miste sulle «linee nere» Atm – Corriere.it

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