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Ultras Vs Terroristi

L’altro giorno, dopo l’attentato di Londra e il panico di Torino, una mia conoscenza di Facebook dichiarava che, in una situazione del genere, la sua reazione sarebbe quella di cercare di limitare gli assalitori. Plaudendo comunque le intenzioni, io ed altri abbiamo fatto notare come sia facile dire certe cose ma poi non si può sapere (soprattutto se non si è addestrati per questo) come ci farà reagire il nostro istinto in determinati frangenti. 

Sta di fatto che a Londra uno ha proprio recapito così. Al grido di “io sono del Milwall” un 53enne si è gettato in un corpo a corpo con uno degli assalitori. A pensar male si fa peccato ma non sempre si sbaglia: visto anche le sue dichiarazioni calcistiche, mi viene da pensare che sia uno che, fuori e dentro gli stadi, non sia estraneo si corpo a corpo. È addestramento anche quello.

Sorgente: Attentato Londra, ultrà lotta con i 3 terroristi:

Borough Market

borough_market2Borough Market è uno di quei posti di Londra che suggerisco sempre agli amici che si recano nella capitale britannica. Io stesso, quasi ogni volta che ci vado, ci passo per un pranzo o una passeggiata. Forse per questo l’ultimo attacco terroristico mi ha scosso più degli altri. Andai a Parigi poco dopo il Bataclan, nella stessa Londra sono andato diverse volte, nonostante gli attentati, in questi anni. Però questa volta è stato un po’ diverso. Dirsi che non dobbiamo lasciargliela vinta è un po’ più difficile. Anche per questo, forse, è importante resistere e provare, senza correre rischi inutili, a condurre una vita normale.

Ho già un biglietto per Londra in tasca e non lo butterò di certo. Però questa volta non so se andrò a Borough Market.

In tutto questo è bello leggere storie come QUESTA

Il bello della FA cup

Sabato passeggiavamo per Londra, nella zona del Covent Garden e siamo stati, gioiosamente quanto alcolicamente investiti dalla parata dei tifosi del Lincoln City, che nel pomeriggio avrebbe giocato con l’Arsenal il quarto di finale della FA Cup. Si tratta di una squadra della quinta divisione inglese, che occhio e croce potremmo paragonare alla nostra serie D.

Il fenomeno delle cenerentole è una costante della FA Cup, la principale coppa del calcio inglese. Questo perchè i sorteggi sono totalmente casuali, senza teste di serie. Ecco che quindi due big possono scontrarsi al primo turno così come un club semi dilettantistico puo’ trovarsi un corridoio percorribile, verso i turni che contano. In questo stesso weekend anche il Millwall, squadra di terza divisione, sfidava il Tottenham.

Ecco che quindi i tifosi del Lincoln si sono goduti la trasferta londinese e il match contro la ben più blasonata squadra. Poco importa che sia finita con un punteggio tennistico.

Delle pratiche bdsm

Londra. Starbucks. Interno giorno. Mrs Puck porge a Puck il sandwich che sta mangiando “vuoi un altro morso” lui “no, ho una bassa sopportazione del dolore”. Lei ride “una volta opponevo una maggiore resistenza a queste battute”.

Yes, we can’t!

 

elio-e-le-storie-tese-yes-we-cant-bruxelles-4617C’era una volta il “chi se li incula?”
C’era una volta la cassettina del live di Borgomanero
C’era una volta ielaio, grusso e c’era pure Panino.

Bhè mentre leggerete queste righe io starò volando verso Londra, con la mia maglietta di supergiovane, le mie micette sempre accese e la mia barba bianca da over 40 (come Tanica…), orgoglione di essere presente questa sera al primo concerto londinese degli Elii.

Ps Oppure metto la maglietta del tour del 92? Oppure metto la maglietta del Pippero? Sono dilemmi…

Au iu col iu?

Oggi stavo cercando di ritrovare la mia scrivania, sotto la pila di carte ce vi si è accumulata soprattutto nell’ultima settimana (non che prima fosse pulita…). Salta fuori una busta con affrancatura “Royal Mail”. Che mi mandano dell’Inghilterra? Pensavo alla pubblicità, frutto di qualche passato acquisto online… e invece… Erano i biglietti per il concerto di marzo degli Elio e le storie tese a Londra!

Chi l’avrebbe mai detto… una volta li sentivo cantare Pick of the mountain (abbreviazione di un titolo molto più lungo che iniziava con “when i was young, i was very young and i love you very much. But you didn’t love, because you were a bitch…”) con un inglese molto maccheronico.

Qui vi posto un video del lontano 1986. Nel 2017 volerò a Londra per ascoltarli. Forza Panino

Spigolature da Wimbledon (e zone limitrofe)

Come sempre, quando torno da un viaggio, ci sono tanti piccoli aneddoti che meriterebbero  de essere raccontati. Però non meritano un post ha hoc. Qualcuno però finisce in questo mio solito post-polpettone, che deve il suo nome a una rubrica de La Settimana Enigmistica.

– Un mio amico, che un anno dovette fare The Queue mentre io ero riuscito a trovare prima i biglietti, dice sempre che senza la coda non è un vero Wimbledon. Catalogavo la cosa come una uscita stile la volpe e l’uva. Ora però devo dargli ragione. Ciò non vuol dire che in futuro la faccia sempre (tenterò sempre il ballott e l’acquisto su ticketmaster), però la farò ancora in piacere, magari provando anche la notte in tenda.

– Sul campo uno, che comunque è abbastanza prezzolato e  i  cui match sono di un certo livello, avevamo davanti due signore, circa di cinquant’anni, totalmente ubriache. Quando, tra una sospensione e l’altra, verso le 18 stava per cominciare il match di Djokivic (numero 1 al mondo), hanno pensato bene di prendere e andare a casa.

– vedere un musical a Londra è sempre bello. Prenderlo prima a prezzo  pieno è abbastanza inutile: se ci si accontenta di posti laterali, il giorno stesso si risparmia discretamente. Noi, senza troppa fatica, abbiamo pagato circa il 50% in meno.

La Brexit, vista da vicino

Come già scritto, nel weekend ero a Londra. Nonostante non abbia attaccato bottone con autoctoni, ho visto un po’ di TV e sbirciato un po’ di giornali. Questo mi ha permesso di farmi un minimo un’idea sulla questione.

Mentre qui da noi tanti plaudono la maturità dell’elettorato inglese e la superiorità della Common Law anglosassone, qui c’è un sacco di gente incavolata nera. In tutti gli schieramenti politici stanno volando i coltelli, con accuse reciproche di aver sottovalutato la questione Brexit. I giornali poi sono unanimemente schierati contro l’uscita dal Eu. Sabato a Londra c’è stato una grande manifestazione, fondamentalmente chiedendo di rivotare.

Alla faccia degli italici sostenitori della democrazia diretta, qui non si solleva più di un dubbio sul lasciare ancora certi argomenti all’iniziativa popolare.

In barba a chi sostiene che i figli d’Albione abbiano ora “l’arma segreta” (il Meglioli…), si parla di discesa del prezzo delle case, ristrutturazione (leggi: licenziamenti) in molte aziende e di Pil destinato a svoltare in negativo.

Pare anche ci sia una corsa a trovare un avo europeo per poter avere il passaporto UE.

Eh… Ma noi li invidiamo e diciamo che hanno capito tutto…

Io comunque sono l’ultimo degli ignoranti. Vi rimando a QUESTO ARTICOLO che spiega tutto molto meglio.

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