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Wimbledon 2018: schiavi delle bollicine

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Finiamo il trittico di post dedicati a Wimbledon 2018 con un commento meramente di costume: gli inglesi sono ormai schiavi delle bollicine.

La tradizione li vuole incalliti bevitori (ma anche bevitrici) di birra.  Non che sia una falsa nomea ma quest’anno ho notato una crescita esponenziale di prosecchini e champagne. Un apposito bar, all’interno dell’impianto, c’è sempre stato (della marca che vedere nella foto) ed anche ben prezzolato. Basti dire che non vendono singoli calici e che la bottiglia più a buon mercato è a 44 sterline. Mai come quest’anno però andava di moda. Mi sedevo sugli spalti ed arrivavano due signore con bottiglia e calici. Andavamo sulla Henman Hill e ogni cinque minuti un tappo che saltava era festeggiato con urla di giubilo. Non solo Wimbledon: nei parchi di Londra o nei teatri dei musical, le bollicine regnavano sovrane, a dispetto di qualità e prezzo. Drugà, alculizà.

Wimbledon 2018: la non coda e il torneo

Lo scorso weekend (lungo) ho perpetrato il mio personalissimo rito pagano di Wimbledon. Quando mi sono imbarcato sul volo per Londra, ero praticamente certo di dover fare, per il secondo anno di fila, La Coda. The Queue. Sveglia 4.15, Uber 4.45, coda 5,30 circa, ingresso ore 10. Invece atterro e… scopro che il mio omonimo rhodese aveva fatto il miracolo ed era riuscito a prendermi i biglietti, nell’ultima sessione utile di Ticketmaster. Il programma si è trasformato in: sveglia ore 8.30, full english breakfast ore 9, ingresso 10.30. Con questi presupposti, la giornata è stata molto più leggera. Mi sono goduto Nadal (in riscaldamento) Nishikori, Bautista Agut, Paire, Svitolina e infine abbiamo tifato per Fognini. Di questo però vi parlerò in un post ad hoc.

L’erba che amo di più

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Si sta disputando la 131esima edizione di Wimbledon. Però quest’anno cade il, ben più tondo, 140esimo anniversario della prima edizione.

Mentre vi scrivo sono le 9.30 di mattina e, con la pancia piena di una grassa e grossa english breakfast, mi sto dirigendo verso il torneo. Tutto era pronto per la sveglia alle 4 e la coda (The Queue) poi… Il mio Sniper di biglietti è riuscito nel miracolo e, mentre volavamo verso Londra, ha trovato i biglietti. Ammetto che la coda è bella ma dormire è meglio 

Seguiranno aggiornamenti 

Sorgente: La storia di Wimbledon, il più antico torneo di tennis – Il Post

Fogna and I

Da amante del tennis e tifoso italiano, ho sempre avuto un rapporto di odio/amore verso Fabio Fognini. Dotato di grandissima classe, se è in giornata, è in grado di vincere con chiunque. Altresì è capace di perdere una partita già vinta, contro un Carneade. Poi non sta mai zitto. In TV si percepisce poco questa cosa, però ogni punto è un commento. 

Col tempo però ho iniziato a seguirlo  con crescente simpatia, nonostante abbia sposato la donna della mia vita. Anche sceneggiate come quella del video qui sotto, mi strappano sempre un sorriso.

…tranne i giorni in cui mi fa perdere scommesse già vinte…

L’erba del vicino è sempre più bagnata (cronache da Wimbledon)

Detto della coda, ops The Queue, riprendo il mio racconto di Wimbledon da dove lo avevo lasciato: dal botteghino, con in mano i biglietti per il campo 1. Lì l’inizio era fissato per le 13. Sul campo 16 invece alle 11 Fognini sfidava Feliciano Lopez. Campo piccolo e quindi ci dirigiamo subito lì. Troviamo degli ottimi posti e… Inizia a piovere. Smette. Riprende. Smette. Scendono in campo, fanno riscaldamento, stanno per servire e… Piove. Sarà il tormentone della giornata, dove alla fine vedremo due set di Venus Williams e qualche Game di Fognini. Le cose sembrano mettersi bene per l’inizio tardivo del match di Djokovic sul campo 1 (il terzo match, di Raonic, è già stato posticipato). Avversario un pennellone americano, tutto dritto e servizio. Un Nole nervoso perde il primo set al tie break e il secondo di schianto. Sono ormai le 20 (siamo in piedi da ormai 16 ore, molte delle quali in piedi e sotto la pioggia). Sta per iniziare il terzo set e… Diluvio.

In definitiva non si è visto molto tennis, ma quel poco è stato abbastanza buono e intenso. L’esperienza della coda (da rifare) e il campo 1 hanno impreziosito una giornata bella. Più di quella del 2015 in cui i match visti non erano stati questo gran che. Ma allora c’era la Pennetta almeno…

Ps ovviamente tornando in hotel verso le 21 c’era uno stupendo tramonto limpido…

Ps2 ovviamente il giorno dopo è una stupenda giornata 

The queue 

Ecco la fredda cronaca di una lunga mattina londinese

4.19 am- la sveglia era fissata per le 4.30 ma l’ansia da sveglia (che non suoni) ci fa alzare anche prima.

4.52 – per la prima volta testiamo Uber. Del resto la prima metropolitana ci consentirebbe di arrivare ben più tardi.

5.12 – le impostazioni di Uber ci hanno fatto scaricare nel centro di Wimbledon e non al torneo, anche se avevamo selezionato una voce che sembrava corretta. Prendiamo al volo un taxi, dividendolo con due angloindiani.

5.33 – prendiamo posto in coda. Numero 2646. Ora c’è tempo per un caffè, biscotti… E una lunga attesa.

6.42 – inizia una leggera pioggerellina. C’è chi apre cerate e ombrelli e chi invece stappa spumantini (con fragole) e mangia hamburger

7.50 – la pioggia prosegue ma siamo attrezzati. Arriva il nostro momento i iniziare a muoverci

9.10 varchiamo i cancelli della parte di coda all’interno del Golf Club di Wimbledon. Si vede pure un timido sole. Dietro di noi pare la coda sia ben oltre il numero 7000. C’è chi mi illude che potremmo prendere i biglietti per un posto numerato

10.05 – passiamo i controlli di sicurezza, prossima tappa il botteghino.

10.15 -stavamo per prendere il ground access quando… Vedo nello sportello di fianco che hanno due biglietti per il campo 1! Presi al volo! Entriamo e sono un bimbo felice. Sotto un timido sole, la lunga coda è servita a qualcosa.

Radek Štěpánek: il trivella de noantri

Nella mia recente trasferta romana per gli Internazionali d’Italia di Tennis, mi è capitato di vedere dal vivo Radek Stepánek. È stato il culmine di una serie di coincidenze per le quali mi sono trovato a conoscere, e appassionarmi, alla sua storia. No, non parlo delle sue vittorie tennistiche, che pure ci sono state, ma delle sue conquiste amorose. Stepánek non è bello, diciamolo, però evidentemente piace molto. Soprattutto alle colleghe tenniste. Fascino? Doti nascoste? Chi lo sa, però di sicuro un esempio per noi “non proprio adoni”

Un vecchio articolo che riassumo quasi tutti i suoi flirt noti: LEGGI QUI

Sorgente: Radek Štěpánek – Wikipedia

La chimera vacanziera

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Da sempre la primavera è un periodo abbastanza pesante per me. Ai tempi dell’università era quando ci si caricava per le sessioni di esami più importanti dell’anno. Da lavoratore è il periodo delle grande scadenze. Da sempre quindi, in questo stressante periodo, mi aggrappo avido alla chimera delle vacanze.

Una volta marzo era il periodo dell’inizio della pianificazione dei viaggi Usa, quindi quando lo stress saliva, nel tempo libero si faceva volare la fantasia cercando chicche per l’itinerario, ristorantini interessanti, alberghi sfiziosi.

Da qualche anno a questa parte però ho una tappa intermedia, che mi aiuta a guardare oltre la siepe: Wimbledon. Quel weekend lungo di fine giugno è un po’ un traguardo, oltre il quale si deve ancora faticare un mese ma il peggio (dovrebbe) essere passato. Quest’anno non la tradizione sarà rispettata e non vedo l’ora di andare. Vedremo come impreziosire questa volta i giorni londinesi.

Ps Certo che il primo Wimbledon senza Flavia Pennetta sarà difficile da digerire…

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