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Fogna and I

Da amante del tennis e tifoso italiano, ho sempre avuto un rapporto di odio/amore verso Fabio Fognini. Dotato di grandissima classe, se è in giornata, è in grado di vincere con chiunque. Altresì è capace di perdere una partita già vinta, contro un Carneade. Poi non sta mai zitto. In TV si percepisce poco questa cosa, però ogni punto è un commento. 

Col tempo però ho iniziato a seguirlo  con crescente simpatia, nonostante abbia sposato la donna della mia vita. Anche sceneggiate come quella del video qui sotto, mi strappano sempre un sorriso.

…tranne i giorni in cui mi fa perdere scommesse già vinte…

L’erba del vicino è sempre più bagnata (cronache da Wimbledon)

Detto della coda, ops The Queue, riprendo il mio racconto di Wimbledon da dove lo avevo lasciato: dal botteghino, con in mano i biglietti per il campo 1. Lì l’inizio era fissato per le 13. Sul campo 16 invece alle 11 Fognini sfidava Feliciano Lopez. Campo piccolo e quindi ci dirigiamo subito lì. Troviamo degli ottimi posti e… Inizia a piovere. Smette. Riprende. Smette. Scendono in campo, fanno riscaldamento, stanno per servire e… Piove. Sarà il tormentone della giornata, dove alla fine vedremo due set di Venus Williams e qualche Game di Fognini. Le cose sembrano mettersi bene per l’inizio tardivo del match di Djokovic sul campo 1 (il terzo match, di Raonic, è già stato posticipato). Avversario un pennellone americano, tutto dritto e servizio. Un Nole nervoso perde il primo set al tie break e il secondo di schianto. Sono ormai le 20 (siamo in piedi da ormai 16 ore, molte delle quali in piedi e sotto la pioggia). Sta per iniziare il terzo set e… Diluvio.

In definitiva non si è visto molto tennis, ma quel poco è stato abbastanza buono e intenso. L’esperienza della coda (da rifare) e il campo 1 hanno impreziosito una giornata bella. Più di quella del 2015 in cui i match visti non erano stati questo gran che. Ma allora c’era la Pennetta almeno…

Ps ovviamente tornando in hotel verso le 21 c’era uno stupendo tramonto limpido…

Ps2 ovviamente il giorno dopo è una stupenda giornata 

The queue 

Ecco la fredda cronaca di una lunga mattina londinese

4.19 am- la sveglia era fissata per le 4.30 ma l’ansia da sveglia (che non suono) ci fa alzare anche prima. 

4.52 – per la prima volta testiamo Uber. Del resto la prima metropolitana ci consentirebbe di arrivare ben più tardi.

5.12 – le impostazioni di Uber ci hanno fatto scaricare nel centro di Wimbledon e non al torneo, anche se avevamo selezionato una voce che sembrava corretta. Prendiamo al volo un taxi, dividendolo con due angloindiani.

5.33 – prendiamo posto in coda. Numero 2646. Ora c’è tempo per un caffè, biscotti… E una lunga attesa. 

6.42 – inizia una leggera pioggerellina. C’è chi apre cerate e ombrelli e chi invece stappa spumantini (con fragole) e mangia hamburger 

7.50 – la pioggia prosegue ma siamo attrezzati. Arriva il nostro momento i iniziare a muoverci 

9.10 varchiamo i cancelli della parte di coda all’interno del Golf Club di Wimbledon. Se vede pure un timido sole. Dietro di noi pare la coda sia ben oltre il numero 7000. C’è chi mi illude che potremmo prendere i biglietti per un posto numerato 

10.05 – passiamo i controlli di sicurezza, prossima tappa il botteghino.

10.15 -stavamo per prendere il ground access quando… Vedo nello sportello di fianco che hanno due biglietti per il campo 1! Presi al volo! Entriamo e sono un bimbo felice. Sotto un timido sole, la lunga coda è servita a qualcosa.

Radek Štěpánek: il trivella de noantri

Nella mia recente trasferta romana per gli Internazionali d’Italia di Tennis, mi è capitato di vedere dal vivo Radek Stepánek. È stato il culmine di una serie di coincidenze per le quali mi sono trovato a conoscere, e appassionarmi, alla sua storia. No, non parlo delle sue vittorie tennistiche, che pure ci sono state, ma delle sue conquiste amorose. Stepánek non è bello, diciamolo, però evidentemente piace molto. Soprattutto alle colleghe tenniste. Fascino? Doti nascoste? Chi lo sa, però di sicuro un esempio per noi “non proprio adoni”

Un vecchio articolo che riassumo quasi tutti i suoi flirt noti: LEGGI QUI

Sorgente: Radek Štěpánek – Wikipedia

La chimera vacanziera

wimbledon-2015

Da sempre la primavera è un periodo abbastanza pesante per me. Ai tempi dell’università era quando ci si caricava per le sessioni di esami più importanti dell’anno. Da lavoratore è il periodo delle grande scadenze. Da sempre quindi, in questo stressante periodo, mi aggrappo avido alla chimera delle vacanze.

Una volta marzo era il periodo dell’inizio della pianificazione dei viaggi Usa, quindi quando lo stress saliva, nel tempo libero si faceva volare la fantasia cercando chicche per l’itinerario, ristorantini interessanti, alberghi sfiziosi.

Da qualche anno a questa parte però ho una tappa intermedia, che mi aiuta a guardare oltre la siepe: Wimbledon. Quel weekend lungo di fine giugno è un po’ un traguardo, oltre il quale si deve ancora faticare un mese ma il peggio (dovrebbe) essere passato. Quest’anno non la tradizione sarà rispettata e non vedo l’ora di andare. Vedremo come impreziosire questa volta i giorni londinesi.

Ps Certo che il primo Wimbledon senza Flavia Pennetta sarà difficile da digerire…

Sport, soldi e sessismo

Ray Moore, direttore del torneo Atp di Indian Wells, magari sarà il peggior maschilista di questo mondo. Si è dovuto dimettere a causa di alcune sue dichiarazioni ritenute sessiste. Ha detto che le tenniste donne dovrebbero inginocchiarsi e ringraziare ogni giorno Federer e Nadal. Il senso è che grazie a loro l’attenzione (degli sponsor) sul tennis è molto aumentata e con questo i premi. Fenomeno che ha trascinato al rialzo anche quello del circuito femminile. Economicamente parlando un’affermazione sacrosanta. Non solo le donne ma anche qualsiasi tennista professionista fuori dai top 10 dovrebbe farlo. Serena Williams ha risposto piccata che non si inginocchia davanti a nessun uomo, secondo me sbagliando bersaglio. Il succo non è che Federer e Nadal (e ora Djokovic, Murray e Wavrinka) fanno molto più audience del circuito femminile. Inginocchiarsi forse no ma ringraziarli di sicuro. Tutti i politicamente corretti sono corsi a stracciarsi le vesti e indignarsi. Solo Djokovic ha avuto l’ardire di dire che secondo lui i premi tra circuito maschile e femminile dovrebbero essere maggiormente differenziati. 

Un’altra occasione in cui il politicamente corretto ha impedito una seria discussione.

Sorgente: Tennis: il patron di Indian Wells si dimette dopo le frasi sessiste – Repubblica.it

Non tutte le armene sono brutte

Una delle certezze assolute con cui tornai dall’Armenia è che non ci fossero donne belle, almeno secondo il mio gusto. L’influenza russo sovietica è quasi assente e l’essere una etnia molto chiusa, dello stesso ceppo di turchi e iraniani, non aveva certo aiutato.

Oggi, grazie al Google alert che ho sullo stato caucasico, scopro la loro tennista di punta,Ani Amiraghyan, classe 1993 e n.615 del ranking Wta, e non è poi male. 

Il tennis femminile è sempre un’isola felice.

Sorgente: Spazio (all’altro) Tennis: Armenia | SPAZIO TENNISSPAZIO TENNIS

Provaci ancora, Cecchinato

Marco Cecchinato è un giovane tennista italiano, classe 1992. Nel non sempre florido panorama del tennis italiano, mi piace sempre seguire i giovani. Anche se per motivi non sempre chiari, i nostri tennisti maturano più tardi rispetto agli stranieri. Cecchinato nel 2015 ha avuto un’ottima stagione sui challenger e si è affacciato sul circuito maggiore, dove vuole consolidarsi quest’anno. Però ha un piccolo problema: non ha ancora vinto un match in un Tabellone principale. Magari vince le qualificazioni ma poi al primo turno… Niente. Magari anche andando avanti e facendosi recuperare sul più bello. Ormai ogni settimana lo seguo con simpatia e curiosità. Per ora il suo record parla di zero vinte e dieci perse. Forza! Provaci ancora Marco!

 Sorgente: Marco Cecchinato | Bio | ATP World Tour | Tennis

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