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All’inizio di una storia.

La settimana scorsa andavo al Forum di Assago, in metropolitana, per gara 1 delle semifinali playoff del basket. Davanti a me una coppia. Circa sui 25-30 anni. Lui spiegava a lei la struttura del tabellone dei playoff. Che tenerezza. Mi ha ricordato me, al primo Wimbledon con Mrs Puck, quando le spiegavo il concetto di palla break.

Amico che, con tanto impegno, ti prodigavi a spiegare “al meglio dei 5” e, per differenza, le “final four” di coppa Italia, hai tutta la mia stima ma sappi che, se la storia proseguisse, lei se lo dimenticherà e con molta probabilità non avrà più interesse al concetto.

Ps Ciao Cara, allora Wimbledon il 6 luglio? 🙂

Le regole

Forse sarò un tipo eccessivamente fissato, qualcuno potrebbe dire che ho dei problemi, altri diranno solo che sono un fesso. Personalmente mi sento solo poco italiano. Il fatto è che sono un vero fissato per il rispetto delle regole. In strada, nel vivere comune, anche nei giochi, io non sopporto scorciatoie, sotterfugi e palesi truffe. Questo emerge particolarmente quando viaggio, per esempio nel rispetto di regole Aimè desuete come rispettare una coda ordinata oppure non fare il furbo coi bagagli. Quando poi vedo genitori che lo fanno davanti ai figli imbufalisco. Di peggio c’è solo quando qualcuno cerca di giustificarsi con un “tanto lo fanno tutti”. No, non tutti. Io no. Passerò per fesso ma vivo bene così.

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