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Pizzettine Catarì

Quei giorni in cui… uno si sveglia con in mente questa atroce pubblicità anni 80…

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Visto in TV

Il bollino “Visto in TV” è un logo totalmente anni 80 e totalmente Usa che campeggia sulle confezioni di parecchi articoli che, nel corso della propria storia, sono passati attraverso le televendite. A volte articoli del genere te li ritrovi in casa. A me è capitato con questa Handy Stufetta. Reputo i miei persone di un certo raziocinio ma, visto che la mela. Non cade mai lontano dall’albero, ogni tanto hanno queste derive consumistico/trash/nerd. In linea di principio, quindi, non posso che apprezzare. Certo che però ce ne vuole di fantasia per pensare che sta roba riscaldi totalmente una stanza di medie dimensioni.

AMMETTO che personalmente non l’ho ancora provato. I miei dicono non sia stato un grande acquisto. Però prometto che nel weekend lo testo e aggiorno il post.

Il Bike Sharing a Milano c’è dagli anni 80

img_5681-1024x767In questi mesi a Milano c’è stato un grande entusiasmo per il bike sharing.  A fianco di BikeMe, che già da tempo opera con successo, sono apparsi due nuovi operatori: OFO e Mobike. La peculiarità di questi due servizi è che, a differenza di BikeMe, le bici non vanno prese e lasciate in appositi stalli ma si possono lasciare dove si vuole.

Questo mi ha fatto tornare in mente un (fallimentare) esperimento degli anni 80: 300 bici che furono messe “libere” per esser prese e lasciate dove si voleva. Inutile dire che durarono pochi giorni… Qui di seguito trovate un pezzo che racconta meglio la storia.

Sorgente: La leggenda ritrovata (al Fuorisalone di Rossignoli) del bike sharing anni ’80

90° minuto

Per un mix di eventi (Cremonese tornata in B e nessun accesso a Sky) ieri sera mi sono trovato a cercare di vedere i gol sulla Rai. Scanalando ho trovato 90° Minuto. Trasmissione storica della televisione italiana. Sinceramente non mi ero mai posto il problema se questo programma esistesse ancora o meno. Vederlo mi ha messo una profonda tristezza. Il linguaggio visivo è rimasto quello degli anni ’80. Fredda cronaca delle azioni salienti. Stacco tra il primo secondo tempo SEMPRE con una frase tipo “con il montaggio di Mario Rossi, passiamo alla ripresa”, commento finale in studio con il telecronista che alle spalle ha i monitor della regia locale o della regia mobile. Le costanti scoppole prese da Sky (ma anche da Mediaset), non tanto a livello di soldi per i diritti ma proprio sul modo di fare televisione, non hanno insegnato nulla.

Dagli anni 70 (quasi 80) con furore

Questo weekend eravamo in Liguria. Diciamo tra Sestri e Rapallo, senza entrare troppo nel dettaglio. Alberghi tutti pieni ma avevamo prenotato per tempo. Diciamo che la struttura era un fantastico spaccato, direttamente degli anni 70. Gli arredi, le suppellettili, gli alcolici (rimpiango di non esser riuscito a fotografare le bottiglie di Bianco Sarti), tutto parlava di un albergo agé per gente anch’essa agé. Meritano però menzione assoluta i posacenere attaccati alle pareti di ogni corridoio e ormai lasciato alla propria solitudine, visto che non si può più fumare. Uniche due concessioni alla modernità il televisore (dove però il digitale terrestre non prendeva neppure Rai e Mediaset) e il Wi-Fi (che si prendeva in stanza ma non andava).  Pittoresco.

Il bonzo

Su internet si trova di tutto. In particolare su YouTube si trova di tutto. In questi giorni (complice un ordine fatto, di cui vi parlerò approfonditamente quando mi verrà recapitato) mi sono tornati in mente i tempi del Commodore Vic-20, il papà del C64. Nei primi anni 80, la pirateria era decisamente più legalizzata ed in edicola ai trovavano cassette con giochi a cui venivano semplicemente cambiati i nom originalii. Mi è quindi venuta la curiosità di scoprire se uno dei primi videogiochi di cui ho memoria (assieme a Lunar Lander) si chiamasse come mi ricordavo e se ne riuscivo a trovare un video. Eccovi Bonzo.

Lavazza, Las Vegas Kid e Mrs Puck

andre-agassiConscio che rilanciare uno spot Lavazza sul mio blog possa scatenare le ire di Mrs Puck (che lavora per la concorrenza), non posso però non parlarvi di cosa hanno preparato per gli UsOpen 2016. Del resto ormai hanno quasi il monopolio della sponsorizzazione dei maggiori tornei di tennis al mondo (Wimbledon su tutti).

Nel video che trovate qui sotto, Andre Agassi (origini armene: padre Agassian ha troncato il finale del cognome), già noto come Las Vegas Kid, beve una tazza del noto caffè e di colpo ripercorre tutta la propria vita agonistica, terminando in piedi sul tavolino col la divisa e la capigliatura che lo resero famoso ai tempi.

Per la cronaca, avevo quella maglietta. Erano gli anni d’oro in cui le divise tennistiche erano articoli molto alla moda (ricordo anche una Edberg che avevo e la Tacchini di Camporese)

Detto questo lo spot è bello ma Mrs Puck, che proprio avvezza al tennis non è, alla fine mi fa: “ma quello coi capelloni è lo stesso pelato dell’inizio?” E’ seguito il gelo da parte mia. Sono quei momenti che se non fanno saltare un rapporto, lo rinsaldano… Mi mancherà 🙂

Non solo blog: i miei scritti estivi

Quest’anno, tra uno sclero lavorativo e un altro, sono riuscito a scrivere non solo per il mio blog. In particolare sono tornato a fare qualche pezzo per Gamesurf e, dopo il successo del mio primo articolo, ho pubblicato anche due brevi scritti su LegaNerd.

Per chi se li fosse persi, vi rimetto i link:

LEGANERD
Joystick, cacciaviti e fusibili: le vacanze del nerd anni 80
Openfeint: quando Apple si fece trovare impreparata

GAMESURF
Le tour de France 2016 – Recensione Ps4
Dino Dini’s Kick Off Revival – Recensione Ps4
Brain Training tiene davvero giovane la mente? – News

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