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Quando un DJ fa la differenza

Non è vero che non mi piaccia la musica “ballabile”. Ho diversi cd di disco anni ’70 e, udite udite, diversi cd anche di DJ. Di due a dire il vero: Mousse T e Fat Boy Slim. Proprio di quest’ultimo vi vorrei parlare oggi. Stamane il Trio Medusa ha rimandato Brimful of Asha dei Cornershop. Sicuramente l’avete sentita tutti almeno una volta. Quello che magari non sapete è che la versione originale dell’album è discretamente una palla come ritmo:

Quella che regolarmente viene passata in radio è invece la versione remix di Norman Cook (Fat Boy Slim) che è quella che ha dato il successo al brano.

Non sono contro i DJ, lo sono solo quando fanno musica di melma.

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Dagli anni 70 (quasi 80) con furore

Questo weekend eravamo in Liguria. Diciamo tra Sestri e Rapallo, senza entrare troppo nel dettaglio. Alberghi tutti pieni ma avevamo prenotato per tempo. Diciamo che la struttura era un fantastico spaccato, direttamente degli anni 70. Gli arredi, le suppellettili, gli alcolici (rimpiango di non esser riuscito a fotografare le bottiglie di Bianco Sarti), tutto parlava di un albergo agé per gente anch’essa agé. Meritano però menzione assoluta i posacenere attaccati alle pareti di ogni corridoio e ormai lasciato alla propria solitudine, visto che non si può più fumare. Uniche due concessioni alla modernità il televisore (dove però il digitale terrestre non prendeva neppure Rai e Mediaset) e il Wi-Fi (che si prendeva in stanza ma non andava).  Pittoresco.

Milano Rovente

L’altra sera, scanalando, mi sono imbattuto in “Milano Rovente”. Un fantastico esempio del filone exploitation italiano. Stupendo. Recitazione assurda, attori doppiati, trama (rigorosamente malavitosa) impalpabile. Poi non poteva mancare il re del product placement di quegli anni: il punt e mes! Attori che senza motivo hanno la bottiglia sul comodino e lo bevono ad ogni ora ed in ogni situazione. Geni.

Sugli sugli bane bane 

Concludo questo mercoledì, che sa tanto di venerdì, con questo video. Fantastico quanto sono goffe in questi primi tentativi anni 70 di video musicali.

Che il trash sia con voi!

Piccoli Piaceri Tattili 

Iniziamo la settimana con uno di quei post della serie “chi se ne frega” ma, a dispetto di quello che il titolo potrebbe far pensare, per nulla pruriginoso (YdR mi ha redarguito per la svolta sexy, frutto solo dell’attualità e del fato, di settimana scorsa).

Di recente ho cambiato il tappeto in salotto. Sono andato all’ikea per un prezzo in mente. Esattamente per la metà, ho trovato quello che potremmo semplicisticamente definire un grosso ritaglio di moquette rossa a pelo lungo. Oltre a piacermi per la tinta, il tappeto mi dà anche grandi piaceri tattili. In fondo sono un po’ figlio degli anni 70 e nutro un inconscio desiderio di ricoprire i miei pavimenti di moquette. Spero mi passi.

 

Presto non ce ne ricorderemo più

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L’altro giorno mi sono trovato a riflettere sul fatto che immagini come quella qui sopra sono ormai pezzi archeologici. Se non avete neppure capito di che si tratti, è presto detto: la classica schermata di disturbi sulla vecchia televisione analogica. Nell’era del digitale, o c’è segnale o non c’è. O si vede benissimo o c’è una schermata nera (o blu). Addio segnali distorti, addio immagini di pessima qualità. Io mi ricordo addirittura quando i computer si collegavano alla tv col cavo dell’antenna; fù un vero sollievo quando si passò all’avveneristica presa scart! Così ieri sera mi sono ritrovato a fissare un schermo sfarfagliante. Con un po’ di nostalgia.

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