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Altro che college alla Harry Potter… è un castello nel nulla…

Grazie a Google Alert, servizio che credo non usi ormai praticamente nessuno, ricevo quotidianamente notizie a proposito dell’Armenia. L’altro giorno ho ricevuto questa segnalazione

Sorgente: Da Agnana all’Armenia in un college alla Harry Potter | Riviera Web

Io quel posto lo conosco! Non che ci abbia studiato ma, nell’ultimo tour di Georgia e Armenia, fatto nel 2016, ci sono passato a fianco. La guida ci raccontò che era un college d’élite, molto costoso e che attirava pochi ma selezionatissimi studenti da tutto il mondo. Noi ci guardammo con scetticismo. Il posto, disperso fra le montagne, era vicino ad una cittadina tutt’altro che intrigante. Ci venne raccontato che il tutto è nato dall’idea di un ricco magnate, originario della zona. Sarà… però penso che sia una vera punizione essere internati in una scuola del genere…

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E’ per storie così che sostengo Kiva

Io da anni sostengo progetti di microcredito tramite Kiva. Di che si tratta? Persone in paesi in via di sviluppo hanno bisogno di finanziare la propria attività (o la propria istruzione, o altre situazioni difficili) e si affidano ad associazioni di cooperazione internazionale, per avere finanziamenti. Queste associazioni prendono i fondi anche da piattaforme come Kiva. Io (inteso come finanziatore di Kiva) decido chi finanziare, dai 25 dollari in su, non ricevo interessi ma solo il rimborso del capitale.

Così un Sargis qualsiasi, che nel suo paesello (in Armenia) è impiegato It ma non riesce a sostenere tutta la famiglia, puo’ avere un finanziamento per aiutare la produzione agricola della madre e arrotondare così: con patate.

Sorgente: Sargis – Armenia | Kiva

Lavazza, Las Vegas Kid e Mrs Puck

andre-agassiConscio che rilanciare uno spot Lavazza sul mio blog possa scatenare le ire di Mrs Puck (che lavora per la concorrenza), non posso però non parlarvi di cosa hanno preparato per gli UsOpen 2016. Del resto ormai hanno quasi il monopolio della sponsorizzazione dei maggiori tornei di tennis al mondo (Wimbledon su tutti).

Nel video che trovate qui sotto, Andre Agassi (origini armene: padre Agassian ha troncato il finale del cognome), già noto come Las Vegas Kid, beve una tazza del noto caffè e di colpo ripercorre tutta la propria vita agonistica, terminando in piedi sul tavolino col la divisa e la capigliatura che lo resero famoso ai tempi.

Per la cronaca, avevo quella maglietta. Erano gli anni d’oro in cui le divise tennistiche erano articoli molto alla moda (ricordo anche una Edberg che avevo e la Tacchini di Camporese)

Detto questo lo spot è bello ma Mrs Puck, che proprio avvezza al tennis non è, alla fine mi fa: “ma quello coi capelloni è lo stesso pelato dell’inizio?” E’ seguito il gelo da parte mia. Sono quei momenti che se non fanno saltare un rapporto, lo rinsaldano… Mi mancherà 🙂

Tutti odiano l’Armenia

La nostra guida, orgogliosa e nazionalista, forse esagerava a magnificare la sua terra natia. Allora (per il principio del “al lupo al lupo”) abbiamo iniziato a fare un po’ la tara alle sue affermazioni. Quando ci disse che spesso nelle previsioni meteorologiche internazionali Yerevan era esclusa per motivi politici, lo tacciammo un po’ come cazzaro. Nel viaggio di ritorno è successa però una cosa che mi ha fatto pesare diversamente le sue parole. Nella foto vedete la mappa della rotta del nostro volo Aegean: c’è il punto di partenza ma non viene nominata la città di Yerevan. 

Dura la vita armena… 

Se vivessi a Yerevan  vorrei vendere pneumatici 

Se già vi ho parlato dei guidatori georgiani, oggi vi parlo di quelli armeni, soprattutto degli abitanti della capitale. Di sicuro sono più disciplinati dei loro vicini ma hanno un brutto vizio: sgommare in partenza ai semafori. Non so quante volte, in questi giorni, ho sentito stridere le gomme. In genere si auto un po’ tamarre e di una certa cilindrata. 

Restando in tema automobilistico, anche a Yerevan ho trovato una pt cruiser. Mi resterà invece il rammarico di non essere riuscito a fotografarne una stranissima: fatta a limousine ma con una sorta di espansione di vetro a mo di calessino (o PapaMobile).

Uno passa la vita a fare le vacanze in Trentino e poi…

Siamo stati al monastero di Tatev e per arrivarci si deve prendere una funivia. Quando la nostra guida ha detto che era la più lunga al mondo molti hanno storto il naso. Alla fine dopo accurate verifiche online, ho appurato che in effetti è così. Certo che magari il record è agevolato dal fatto che ormai da noi gli impianti sono tutte cabinovie, tranne rari casi.

Contrattare è unteria

Io non sono fatto per i mercati più a est di Atene. Laddove la contrattazione sul prezzo è una prassi consolidata, io non mi trovo a mio agio. È così bello vedere un oggetto, sapere il prezzo e quindi decidere se soddisfa o meno il proprio prezzo di riserva personale. 

Invece no. Qui è d’obbligo contrattare, è quasi uno sgarbo se non lo fai. Il mio massimo è chiedere il prezzo, se me ne dicono uno troppo alto, ringrazio e me ne vado. Se mi fermano con una controfferta se ne può anche riparlare. 

La tratta dei turisti 

L’altro giorno siamo passati dalla Georgia all’Armenia, attraverso un confine di terra. Il passaggio è stato tutto fuorché semplice. Al confine georgiano siamo scesi dal pullman e abbiamo fatto un primo controllo, dove ci hanno messo sul passaporto il timbro d’uscita. Siamo risaliti sul pullman e siamo arrivati al confine armeno. Siamo scesi e, in coda con varia umanità e nel caos automobilistico più totale, abbiamo fatto un altro controllo documenti? Al di là del confine siamo stati consegnati dalla guida georgiana a quella armena. Finito? Affatto. Dovevano ancora controllarci il pullman. Il tutto tra auto che si divincolavano dalla coda in maniera molto creativa. 

Un’esperienza molto formativa…

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