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Lavazza, Las Vegas Kid e Mrs Puck

andre-agassiConscio che rilanciare uno spot Lavazza sul mio blog possa scatenare le ire di Mrs Puck (che lavora per la concorrenza), non posso però non parlarvi di cosa hanno preparato per gli UsOpen 2016. Del resto ormai hanno quasi il monopolio della sponsorizzazione dei maggiori tornei di tennis al mondo (Wimbledon su tutti).

Nel video che trovate qui sotto, Andre Agassi (origini armene: padre Agassian ha troncato il finale del cognome), già noto come Las Vegas Kid, beve una tazza del noto caffè e di colpo ripercorre tutta la propria vita agonistica, terminando in piedi sul tavolino col la divisa e la capigliatura che lo resero famoso ai tempi.

Per la cronaca, avevo quella maglietta. Erano gli anni d’oro in cui le divise tennistiche erano articoli molto alla moda (ricordo anche una Edberg che avevo e la Tacchini di Camporese)

Detto questo lo spot è bello ma Mrs Puck, che proprio avvezza al tennis non è, alla fine mi fa: “ma quello coi capelloni è lo stesso pelato dell’inizio?” E’ seguito il gelo da parte mia. Sono quei momenti che se non fanno saltare un rapporto, lo rinsaldano… Mi mancherà 🙂

Tutti odiano l’Armenia

La nostra guida, orgogliosa e nazionalista, forse esagerava a magnificare la sua terra natia. Allora (per il principio del “al lupo al lupo”) abbiamo iniziato a fare un po’ la tara alle sue affermazioni. Quando ci disse che spesso nelle previsioni meteorologiche internazionali Yerevan era esclusa per motivi politici, lo tacciammo un po’ come cazzaro. Nel viaggio di ritorno è successa però una cosa che mi ha fatto pesare diversamente le sue parole. Nella foto vedete la mappa della rotta del nostro volo Aegean: c’è il punto di partenza ma non viene nominata la città di Yerevan. 

Dura la vita armena… 

Se vivessi a Yerevan  vorrei vendere pneumatici 

Se già vi ho parlato dei guidatori georgiani, oggi vi parlo di quelli armeni, soprattutto degli abitanti della capitale. Di sicuro sono più disciplinati dei loro vicini ma hanno un brutto vizio: sgommare in partenza ai semafori. Non so quante volte, in questi giorni, ho sentito stridere le gomme. In genere si auto un po’ tamarre e di una certa cilindrata. 

Restando in tema automobilistico, anche a Yerevan ho trovato una pt cruiser. Mi resterà invece il rammarico di non essere riuscito a fotografarne una stranissima: fatta a limousine ma con una sorta di espansione di vetro a mo di calessino (o PapaMobile).

Uno passa la vita a fare le vacanze in Trentino e poi…

Siamo stati al monastero di Tatev e per arrivarci si deve prendere una funivia. Quando la nostra guida ha detto che era la più lunga al mondo molti hanno storto il naso. Alla fine dopo accurate verifiche online, ho appurato che in effetti è così. Certo che magari il record è agevolato dal fatto che ormai da noi gli impianti sono tutte cabinovie, tranne rari casi.

Contrattare è unteria

Io non sono fatto per i mercati più a est di Atene. Laddove la contrattazione sul prezzo è una prassi consolidata, io non mi trovo a mio agio. È così bello vedere un oggetto, sapere il prezzo e quindi decidere se soddisfa o meno il proprio prezzo di riserva personale. 

Invece no. Qui è d’obbligo contrattare, è quasi uno sgarbo se non lo fai. Il mio massimo è chiedere il prezzo, se me ne dicono uno troppo alto, ringrazio e me ne vado. Se mi fermano con una controfferta se ne può anche riparlare. 

La tratta dei turisti 

L’altro giorno siamo passati dalla Georgia all’Armenia, attraverso un confine di terra. Il passaggio è stato tutto fuorché semplice. Al confine georgiano siamo scesi dal pullman e abbiamo fatto un primo controllo, dove ci hanno messo sul passaporto il timbro d’uscita. Siamo risaliti sul pullman e siamo arrivati al confine armeno. Siamo scesi e, in coda con varia umanità e nel caos automobilistico più totale, abbiamo fatto un altro controllo documenti? Al di là del confine siamo stati consegnati dalla guida georgiana a quella armena. Finito? Affatto. Dovevano ancora controllarci il pullman. Il tutto tra auto che si divincolavano dalla coda in maniera molto creativa. 

Un’esperienza molto formativa…

Viaggiare Sicuri

Si puo’ viaggiare sicuri oggi? I recenti eventi direbbero di no, così come anche però non ci si puo’ considerare neppure sicuri a casa propria. In quest’ottica io però sono abbastanza fatalista e dico che non si puo’ smettere di vivere. Per esempio io quest’estate andrò in Georgia e Armenia. Sono sempre stato abbastanza tranquillo su entrambi gli stati, nonostante qualche violazione del cessate il fuoco sul confine Armeno-Azero. E’ di ieri però la notizia di un attacco ad una stazione di polizia a Yerevan. Qualcuno nel gruppo, tra questo evento e il golpe (?) turco è in apprensione. Ovvio, sarei più tranquillo se non fosse successo ma rinuncerei ad andare in Costa Azzurra per via dell’attentato a Nizza? Non credo proprio. Allora prima di tutto si usa il buon senso. Il viaggio è ben organizzato, mi farò una bella assicurazione, mi registrerò sul sito della Farnesina e poi, in loco, vedrò di stare attento. Di più non credo si possa fare.

Tu hai fatto più morti di me!

Questa sembra essere la linea di “difesa” turca nei confronti della Germania, rea di aver approvato una dichiarazione che riconosce il genocidio armeno da parte dei turchi. La tensione tra i due paesi è alta, con la Turchia che ha richiamato il proprio ambasciatore a Berlino. Pare che Erdogan abbia sostenuto in un comizio che la Germania sia l’ultimo paese a poter accusare qualcuno di genocidio.

Assì? C’è una classifica per la quale se uno ha fatto più morti di te, tu sei sei più bravo di lui e quindi non puo’ dirti nulla???

Sorgente: Germania, minacce per il voto sul genocidio armeno | Avanti!

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