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Miracoli del SEO

Distraiamoci un po’ dal coronavirus, per parlare di qualcosa frivolo e leggero (e alquanto inconsistente): i dati di accesso del mio blog!

A parte i miei soliti venticinque lettori (cit? devo dire cit o ci arrivate? io ci arrivavo ma avrei sbagliato il numero), c’è una piccolo esercito di lettori che arriva sul mio blog (alla spicciolata, pochi al giorno) tutti per lo stesso post, scritto nel lontano 2011. Precisamente è questo: Sottocosto Vs Sottoprezzo.

Il motivo è semplice: per gli imprescrutabili, almeno per me, algoritmi di google, sono finito in alto nei risultati di ricerche tipo “sottocosto sottoprezzo” o altre composizioni simili.

Ogni giorno, qualcuno arriva sulle mie pagine cercando proprio quello. Chissà se poi è rimasto anche a leggere altro.

Qualcuno di voi mi ha scoperto così?

Recensioni e diritto di replica

Il nostro studio, che pure è (mea culpa) molto indietro come presenza online, ha una sua pagina su google mybusiness. Qui la gente puo’ fare recensioni. Per ora ce ne sono tre, una è mia e una è di un mio cliente. La terza è di un soggetto che, sinceramente, io non ho mai sentito nominare. Sto sondando in studio per capire se ha mai avuto a che fare con noi. Fatto sta che ci ha affibbiato una stella su cinque, senza motivazione. Ho allora commentato, chiedendo molto pacatamente il motivo, visto che non la conosco. Ha risposto con una frase un po’ stramba. Comunque Google non mi lascia più replicare e, ovviamente, neppure cancellarla. Ci teniamo sta stella e via…

Il lato brutto degli anni 80 (musicali)

Da qualche giorno, per radio, sentivo una canzone brutta. Ma veramente brutta. Certo, gusti personali. Però a me proprio non piace. Sonorità totalmente anni 80, ma non quelli belli, quelli veramente trash italiani dei tempi dei cloni di Mixage. L’ho shazamata (ok, dopo vado a fustigarmi per aver usato questo termine) è sono saltati fuori tali Takagi e Ketra. Ignoro totalmente chi siano. Non li cerco su google per paura di scoprire che sono youtuber. Fatto sta che, imho, chi ama gli anni 80 non puo’ che disprezzare questa canzone.

La musica contemporanea mi butta giù

Lo scriveva Battiato (Up patriots to Arm – 1980, rifatta dai Negrita nel 2004 e dai Subsonica, con Battiato, nel 2011. Grazie Google), molto più umilmente lo ripeto io oggi.

La musica contemporanea non mi piace. Mi spingo oltre: anche artisti che normalmente mi piacciono (e molto) stanno facendo uscire brani che non mi dicono niente.

Due esempi su tutti? Mika e Pink.

Google compie 19 anni (e io mi ricordo di cosa c’era prima…)

 

google-1998

Google oggi compie 19 anni e festeggia con il Doodle di rito. La cosa mi fa sentire discretamente vecchio, perché ricordo perfettamente la rete prima della grande G. A quei tempi collaboravo ancora con diverse riviste cartacee di videogiochi. Le connessioni domestiche erano lente, costose e a consumo. Quindi si andava in redazione a cercare il (poco) materiale online per i titoli da recensire e le news da fare. Google all’inizio non mi piaceva. Scarno e bruttino da vedere (non che oggi sia migliorato di molto, lo stile è semper essenziale). Decisamente io preferivo usare webcrawler, un marchio che ormai è uno dinosauro della rete, immolato sull’altare dell’evoluzione. Come tanti altri siti che frequentavo o usavo in quel periodo.

Caro Google, per “pruriginoso” intendevo altro…

Il mio blog vive un momento di flessione delle visite. Come fare per risollevarlo? Potrei puntare sulla qualità dei contenuti… ma aimè quando ci ho provato i risultati sono stati scarsi. Del resto, ha sempre ragione René Ferretti. Allora si fa come L’Espresso e Panorama nei profondi anni 80, quando in copertina ogni settimana c’erano sempre delle tette al vento.

Vado allora su google e digito: notizie pruriginose. Cosa mi esce? Tutta una pletora di notizie su problemi cutanei…

Sorgente: Milaria: i brufoli da esposizione solare, cosa sono e come si può affrontare la problematica

Teppe, Teppisti e nani assatanati di sesso

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Uno parte facendo una ricerca su internet su una villa milanese e si imbatte in una storia al limite dell’incredibile.

Tutto è scaturito cercando di Villa Simonetta, oggi sede di una scuola di musica. Da vari ricordi sulla storia milanese, rammentavo di una leggenda che narrava vi fosse (stato) un cunicolo che collegasse direttamente la villa con Castello Sforzersco. Parto quindi da wikipedia per verificare se ne parlano. Non lo fanno ma scopro che nel XIX secolo era sede della Compagnia della Teppa. Si trattava di un gruppo di goliardi e libertini figli di papà, che fanno sì che la residenza acquisisse anche il nomignolo di Villa dei Balabiot.

Non essendoci una pagina wikipedia sulla Compagnia, cerco su Google e trovo un altro interessante link del portale Milanoinsolita. Qui scopro diverse cose decisamente intriganti. Che in milanese “teppa” volesse dire “monello” o giù di lì, lo sapevo già. Ora ho capito anche che deriva da questa compagnia. Quello che non sapevo era cosa volesse dire originariamente in dialetto teppa:

così chiamati perché soliti radunarsi nelle gallerie sotto il Castello Sforzesco; gallerie ricoperte appunto di teppa, il muschio in milanese

Inoltre si racconta che questi simpaticissimi goliardi fossero dediti anche a pestaggi:

Oltre che a far sbruffonate la compagnia si dilettava a menare randellate ai passanti durante la notte con un bastone denominato “pagadebit”

Una piccola Arancia Meccanica milanese…

Si passa poi alla loro “bravata” più grossa, che li portò all’arresto e allo scioglimento della compagna, il tutto originato da un due di picche ricevuto da uno dei capi:

Per intere settimane setacciarono Milano in lungo ed in largo a caccia di nani che convocarono a Villa Simonetta promettendogli una notte di sesso selvaggio con delle prostitute. Al tempo stesso sparsero la notizia di una cena di gala, organizzata per le giovani della nobiltà più esclusiva. Queste ultime vennero rinchiuse in un salone in cui furono fatti confluire i nani assatanati che credettero di aver davanti a se le prostitute promesse con conseguente assalto e grande fatica per placare gli animi. Fu la volta in cui superarono i limiti e costrinsero le autorità ad arrestarli ponendo fine alla Compagnia. E’ a loro, e alle loro gesta, che dobbiamo il termine “teppista”.

Ed ecco spiegato che il termine “teppista” deriva dalla storia Milanese.

Il tutto prima di youtube, del branco, del bullismo. Oggi tutto va più veloce ma le nefandezze umane, purtroppo, non le abbiamo inventate ai nostri giorni.

La massa grassa 

Alla fine delle vacanze natalizie, un classico è pesarsi… oppure non farlo assolutamente per paura dei risultati. Io, da amante delle statistiche, stamane mi sono pesato. Anche perché, una delle cose che ho acquisito nella somma delle due case di Mrs Puck e mia, è una bilancia fitbit che, sommandosi poi ai dati forniti dall’orologio, consente di avere tutta una serie di dati interessanti. Fra questo anche l’indice della massa grassa. Mi è venuta la curiosità di capire come calcola questa massa e, cercando su google, il  primo risultato è stato questo articolo. In pratica lo fa grazie a una piccola scossa elettrica. Interessante. 

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