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La musica contemporanea mi butta giù

Lo scriveva Battiato (Up patriots to Arm – 1980, rifatta dai Negrita nel 2004 e dai Subsonica, con Battiato, nel 2011. Grazie Google), molto più umilmente lo ripeto io oggi.

La musica contemporanea non mi piace. Mi spingo oltre: anche artisti che normalmente mi piacciono (e molto) stanno facendo uscire brani che non mi dicono niente.

Due esempi su tutti? Mika e Pink.

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Google compie 19 anni (e io mi ricordo di cosa c’era prima…)

 

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Google oggi compie 19 anni e festeggia con il Doodle di rito. La cosa mi fa sentire discretamente vecchio, perché ricordo perfettamente la rete prima della grande G. A quei tempi collaboravo ancora con diverse riviste cartacee di videogiochi. Le connessioni domestiche erano lente, costose e a consumo. Quindi si andava in redazione a cercare il (poco) materiale online per i titoli da recensire e le news da fare. Google all’inizio non mi piaceva. Scarno e bruttino da vedere (non che oggi sia migliorato di molto, lo stile è semper essenziale). Decisamente io preferivo usare webcrawler, un marchio che ormai è uno dinosauro della rete, immolato sull’altare dell’evoluzione. Come tanti altri siti che frequentavo o usavo in quel periodo.

Caro Google, per “pruriginoso” intendevo altro…

Il mio blog vive un momento di flessione delle visite. Come fare per risollevarlo? Potrei puntare sulla qualità dei contenuti… ma aimè quando ci ho provato i risultati sono stati scarsi. Del resto, ha sempre ragione René Ferretti. Allora si fa come L’Espresso e Panorama nei profondi anni 80, quando in copertina ogni settimana c’erano sempre delle tette al vento.

Vado allora su google e digito: notizie pruriginose. Cosa mi esce? Tutta una pletora di notizie su problemi cutanei…

Sorgente: Milaria: i brufoli da esposizione solare, cosa sono e come si può affrontare la problematica

Teppe, Teppisti e nani assatanati di sesso

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Uno parte facendo una ricerca su internet su una villa milanese e si imbatte in una storia al limite dell’incredibile.

Tutto è scaturito cercando di Villa Simonetta, oggi sede di una scuola di musica. Da vari ricordi sulla storia milanese, rammentavo di una leggenda che narrava vi fosse (stato) un cunicolo che collegasse direttamente la villa con Castello Sforzersco. Parto quindi da wikipedia per verificare se ne parlano. Non lo fanno ma scopro che nel XIX secolo era sede della Compagnia della Teppa. Si trattava di un gruppo di goliardi e libertini figli di papà, che fanno sì che la residenza acquisisse anche il nomignolo di Villa dei Balabiot.

Non essendoci una pagina wikipedia sulla Compagnia, cerco su Google e trovo un altro interessante link del portale Milanoinsolita. Qui scopro diverse cose decisamente intriganti. Che in milanese “teppa” volesse dire “monello” o giù di lì, lo sapevo già. Ora ho capito anche che deriva da questa compagnia. Quello che non sapevo era cosa volesse dire originariamente in dialetto teppa:

così chiamati perché soliti radunarsi nelle gallerie sotto il Castello Sforzesco; gallerie ricoperte appunto di teppa, il muschio in milanese

Inoltre si racconta che questi simpaticissimi goliardi fossero dediti anche a pestaggi:

Oltre che a far sbruffonate la compagnia si dilettava a menare randellate ai passanti durante la notte con un bastone denominato “pagadebit”

Una piccola Arancia Meccanica milanese…

Si passa poi alla loro “bravata” più grossa, che li portò all’arresto e allo scioglimento della compagna, il tutto originato da un due di picche ricevuto da uno dei capi:

Per intere settimane setacciarono Milano in lungo ed in largo a caccia di nani che convocarono a Villa Simonetta promettendogli una notte di sesso selvaggio con delle prostitute. Al tempo stesso sparsero la notizia di una cena di gala, organizzata per le giovani della nobiltà più esclusiva. Queste ultime vennero rinchiuse in un salone in cui furono fatti confluire i nani assatanati che credettero di aver davanti a se le prostitute promesse con conseguente assalto e grande fatica per placare gli animi. Fu la volta in cui superarono i limiti e costrinsero le autorità ad arrestarli ponendo fine alla Compagnia. E’ a loro, e alle loro gesta, che dobbiamo il termine “teppista”.

Ed ecco spiegato che il termine “teppista” deriva dalla storia Milanese.

Il tutto prima di youtube, del branco, del bullismo. Oggi tutto va più veloce ma le nefandezze umane, purtroppo, non le abbiamo inventate ai nostri giorni.

La massa grassa 

Alla fine delle vacanze natalizie, un classico è pesarsi… oppure non farlo assolutamente per paura dei risultati. Io, da amante delle statistiche, stamane mi sono pesato. Anche perché, una delle cose che ho acquisito nella somma delle due case di Mrs Puck e mia, è una bilancia fitbit che, sommandosi poi ai dati forniti dall’orologio, consente di avere tutta una serie di dati interessanti. Fra questo anche l’indice della massa grassa. Mi è venuta la curiosità di capire come calcola questa massa e, cercando su google, il  primo risultato è stato questo articolo. In pratica lo fa grazie a una piccola scossa elettrica. Interessante. 

Nuove funzionalità di Google? O solo Privacy?

Oggi, aprendo il mio account gmail, sono stato accolto da una schermata che mi invitava ad accettare nuove funzionalità integrate (e facoltative) di Google. Non si tratta della solita catena (“fai questo o quest’altro se non diventerà a pagamento”) ma di dare il permesso a Google di tracciare “meglio” le nostre ricerche ma anche, a quanto pare, darci maggiori possibilità di non essere disturbati con sollecitazioni indesiderate. Al momento non avevo tempo di leggere tutto e per ora non ho acconsentito. Leggendo però QUESTO ARTICOLO pare che ci siano delle interessanti funzioni, che necessitano però di essere ben approfondite per non rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Ma è così difficile pagare qualcuno?

futurama-shut-up-and-take-my-money-card-34Stamattina sono diventato pazzo per cercare di far partire una campagna su google, linkedin e magari anche facebook. Soprattutto l’esperienza coi primi due è stata devastante.
Google non voleva passarmi il consulente se non avevo già pronta la pagina, mentre io volevo solo informazioni sulle modalità di pagamento. Quando alla fine ce l’ho fatta e ho esposto le nostre esigenze (di procedura del tribunale di Milano) mi hanno detto “ah no… noi così non possiamo fare”. Vabbè.
Linkedin ancora peggio. Non sono riuscito a trovare un call center e ricevono pagamenti solo con carta di credito. Ma una società che non volesse avere una carta? Mah…
E’ così difficile pagare qualcuno? Dovete per forza mettere tanti paletti? I soldi voglio darveli, non averli!

 

Pronto per l’Expo!

Domani parte Expo e io sono pronto. Voglio quindi dare sfoggio della mia padronanza dell’inglese con un’esclamazione che mi è uscita naturale oggi a pranzo girando in duomo!

Piggy whore! How much foreign female mouse there are!

ps per la cronaca, il traduttore di google mi rimanda: Holy shit how much pussy’s around

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