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Omonimia, portami via

18486348_10212514666118776_858965705677334007_nPrendi la questione della Blue Whale, che tanto scalpore sta destando e i cui risvolti non sono ancora molto chiari (si veda per esempio QUESTO ARTICOLO del Corriere, che solleva qualche dubbio). Gioco perverso o fake news? Non sta a me dirlo qui e ora. Fatto sta che lagggente si è scatenata sulla vicenda, con derive anche ironiche. Si veda per esempio questo screenshot, rilanciato dalla pagina De Complottis.

Casi di sfortunata omonimia. Siccome “c’è una canzona degli Elio e le storie tese per ogni evento della vita”, eccomi a rilanciarvi la non eccezionale Gimmi Ilpedofilo.

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La sindrome da Klout

Millantando mire da influencer (che, a interpretare letteralmente quello che ho scritto, vorrebbe dire che dico di voler essere un influencer ma in realtà non è così. In effetti, la definizione giusta è che vorrei esserlo ma non faccio poi molto per diventarlo), tengo sotto controllo la mia valutazione di Klout.

Si tratta di un valutatore della propria presenza sui social, molto in voga soprattutto nei paesi anglosassoni un paio d’anni fa. Era tanto che non ci andavo e di recente ci sono tornato, notando una costante flessione della mia valutazione. Da un certo punto di vista non mi stupisce, però nella ripartizione del giudizio mi lascia perplesso. Porterei la maggior parte dei miei punti da Twitter, che in genere non filo di pezza, molti meno da Facebook è Instagram.

Il succo non cambia: non sono un influencer e pare lo sia anche sempre meno!

Nell’era dei social, essere esperti non conta una fava

8032807067278_0_0_1200_80L’altro giorno mi sono messo a cercare su Amazon un film che volevo acquistare. Si trattava di Sing Street, un film molto carino, della passata stagione. La copertina del dvd è ben fatta e così mi sono soffermato a ingrandirla e guardare un paio di dettagli. Una cosa mi ha lasciato piuttosto inorridito. In genere, oltre a titolo, attori e magari qualche frase ad effetto, ci sono spesso i bollini dei premi vinti e anche qualche estratto da recensioni positive che il film ha ricevuto. Qui, in bella vista alla destra e alla sinistra del titolo ci sono… due estratti da commenti su Facebook. Niente recensioni del Corriere, di Repubblica, di Ciak. Niente siti cinematografici. Niente stampa straniera. No. Due emeriti signori nessuno che hanno detto la loro su Facebook. Chissà poi se sono veri o se la produzione si è inventata due commenti come li volevano loro. Ormai neppure blogger o influencer contano più. Bastano due nomi col cognome puntato che dicano quello che vuoi sentirti dire.

Le “storie” di facebook

Da qualche settimana, almeno su mobile, Facebook ha lanciato la possibilità di pubblicare delle “storie”. In pratica si tratta di piccole presentazioni (stavo per scrivere slide show ma vorrei limitare al massimo l’uso di termini inglesi sul blog) con immagini e didascalie. È copiato pari pari da Instagram, che a sua volta credo lo abbia copiato da un’altra app. Penso snapchat ma, non usandola, non ne sono certo. Magari a sua volta copiandola da altrove. Fatto sta che questa funzionalità non mi piaceva su Instagram e non cambio opinione ora. Voi la usate?

 

New Entry nei miei preferiti a 5 stelle: Carlo Sibilia

Forse già lo scrissi una volta (o comunque lo penso da sempre) non tutti i m5s sono complottari ma tutti i complottari (che votano) votano m5s. A dimostrazione di ciò, spesso i “cittadini a 5 stelle” si lanciano in ardite affermazioni che troverebbero il sostegno di Rosario Marcianò (se non sapete chi sia, vi invidio molto).

Ecco quindi entrare nella mia classifica dei m5s preferiti Carlo Sibilia, che ci regala una grande lezione di economia monetaria.

Sorgente: Carlo Sibilia dice che le monete sono come i metri – Il Post

Legolize, una stupenda pagina Facebook

14232379_1683118065348297_2963537585043673548_nLe pagine facebook in genere sono piene di cavolate e prive di spunti interessanti. Basti dire che ne ho create alcune pure io… Ogni tanto invece ti imbatti in qualcosa di divertente. In questi giorni mi è capitato di scoprire Legolize, una pagina per amanti del Lego che crea dei meme molto divertenti con protagonisti i famosissimi omini dalla faccia gialla (no, non è un epiteto razzista…).

Ve la consiglio fortemente.

Ps ho scelto una vignetta che si confà al mio umorismo ma molte altre sono decisamente più facili per un pubblico dall’umorismo meno sofisticato…

Sorgente: Legolize

Le inutili segnalazioni a Facebook

Voi avete mai provato a segnalare un post a Facebook? Io sì. In genere per bestemmie o perché, per i miei canoni, incitavano alla violenza e al ‘odio razziale. Tutte cose che dovrebbero infrangere i regolamenti del sito. Bhe ogni volta che ci ho provato mi sono visto rispondere che avevano esaminato la segnalazione ma che non andava contro alle policy di Facebook.

Sarò troppo sensibile o bigotto io? Evidentemente i moderatori di Zuckemberg la pensano così.

Satira, Bufale e Verità

 Più volte mi sono scagliato contro la gente che condivide notizie false , senza mai preoccuparsi di verificare le fonti. Oltre pero a chi scrive spazzatura, per fini propagandistici o per scarso intelletto, c’è anche chi fa satira. Uno dei migliori esempi in rete è sicuramente Il Lercio. Purtroppo ormai l’attenzione e il senso critico del lettore medio sono così scarsi che molti hanno segnalato come abuso un loro pezzo chiaramente ironico. Risultato? Per gli automatismi di favebook la pagine de Il Lercio è stata oscurata per una giornata. 

La mia fiducia nella gente e nel suo intelletto è ai minimi storici.

Sorgente: Lercio, bloccata per 24 ore la pagina Facebook del sito satirico – Il Fatto Quotidiano

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