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Il primo post dell’anno

Oggi è il 28 gennaio e pubblico il primo post dell’anno sul mio blog. Una volta pubblicavo due o tre post al giorno, quasi tutti i giorni.

Cosa  è cambiato? Mah. Potrei dare la colpa alle API di facebook che rendono più difficile la condivisione automatica dei post. Potrei trovare tante motivazioni, non ultima quella che pubblico molte cose a sfondo politico e sociale direttamente su facebook.

La verità è che ho meno voglia di scrivere.

Però vorrei darmi una bella sferzata e riprendere. Nel frattempo io e Mrs Puck siamo andati in Islanda e avrei tante cose da dirivi. Spero di trovare il tempo e la voglia di farlo.

Prometto d’impegnarmi.

Meglio Atei che Cristiani Ipocriti

No. Non lo dico io. Lo disse circa un anno fa il Papa. Ho trovato questa citazione facendo del fact checking su di un post facebook. Inizialmente pensavo fosse una fake news, per quanto verosimile, invece era proprio un virgolettato vero. Difficile non essere concordi e non solo pensando a certi baciatori di rosari ma anche a tanta gente comune, che forse non se ne rende neppure conto (ed è la cosa peggiore).

Un’altra cosa che ha detto in questo discorso è però che il cristiano è anche un uomo come tutti, coi suoi difetti. Invece appena ti professi cattolico, sei subito additato in cerca di pagliuzze. Sì, ne ho. Ne abbiamo. Come tutti. In un mondo perfetto, un cattolico dovrebbe sforzarsi sempre di ambire al meglio di sè, come però dovrebbe fare anche ogni cittadino.

Questo è l’effetto del Sovranismo/Populismo

La nave della Ong olandese, mentre scrivo, non ha ancora attraccato. Attraccano invece i barchini “indipendenti” che stanno portando molti più di 42 migranti sulle rive di Lampedusa. Però meglio combattere le ong degli scafisti e… continuiamo così.
Questo però non è una cosa lontana ma, purtroppo, impatta sulla mentalità di troppa gente troppo vicino a noi.
Seguo diversi gruppi facebook locali (sì, lo so, me le vado a cercare…) e in questi giorni mi sono imbattuto in due post sicuramente emblemetici.
Il primo parte con il classicissimo “non sono razzista ma…” e si lamenta di come, nel mio paese, aprano sempre più attività commerciali gestite da stranieri e che “non se ne puo’ più di questa politica”. Ho fatto notare che non mi risulta che siano rifiutate licenze ad italiani per darle a stranieri… ma se preferiva un paese pieno di negozi sfitti… alla faccia del commento non razzista.
Il secondo è ancora più assurdo. Stanno aprendo un megastore di bricolage. La gente ha avuto il coraggio di lamentarsi che non ci sono state (presumibilmente) assunzioni di residenti del paese ma solo di fuori. Il campanilismo allo stato puro. Figuriamoci se ora un megastore deve avere vincoli di residenza nelle assunzioni. Il “prima i nostri” all’ennesima potenza.
Boh. Un po’ sono stufo di combattere i mulini a vento. Un po’ sento che, ora più che mai, è un dovere farlo, anche se sembra non servire a nulla.

Non me ne ero accorto

Ieri, finito il lavoro, attacco la radio e sento che parlano di internet e facebook down. Mah… sarà… però non me ne ero neppure accorto.

NE PARLANO QUI

Miti grandi e piccoli

L’era dei social è un’arma a doppio taglio, non solo per le celebrità (o le presunte tali) ma anche per i fans.

Tra Facebook è Instagram (Twitter ci pubblico solo, senza mai leggere), seguo qualche vips ma soprattutto diversi sportivi per i quali tifo, ho tifato o anche solo mi voglio aggiornare su cosa fanno. Bhè mi sto rendendo conto che a volte sarebbe meglio vederli solo in campo o sui palchi, perché poi, a leggere cosa scrivono, capita che ti cadano veramente le gonadi per terra.

Anche per colpa di Facebook

Il mio blog è in crisi. Lo è da tempo e il motivo principale è che non ho più il tempo per scrivere due o tre cavolate ogni giorno.

Però è in crisi, dal primo agosto, anche per colpa di Facebook.

Prima avevo un’applicazione che automaticamente pubblicava sulla mia bacheca Facebook ogni post. Da lì arrivavano la maggior parte delle visualizzazioni. Ora il social network ha cambiato la sua policy (e le sue API), impedendo questo automatismo. Durante tutto il viaggio di nozze non me ne sono accorto, con il risultato che le foto messe su Instagram venivano rilanciate (per le foto non è cambiato nulla), mentre i post no.

Tutto resta invariato per le pagine Facebook. Quindi d’ora in poi non mi resta che consigliarvi di seguire la mia pagina. Per il resto dovrò fare di ogni post la pubblicazione manuale.

Guardavo il mondo da un oblò

Una volta, anni fa, mi divertivo ogni tanto a farmi un piccolo giro del mondo tramite le webcam. Andavo a Las Vegas a vedere come procedevano le costruzioni. Andavamo a New York per sbirciare Time Square. Andavo anche solo a Pinzolo, per vedere che tempo faceva. Ora trovare delle webcam attive è sempre più difficile. Siti come Earthcam.com spopolavano. Ora non è che siano spariti, solo che non sono più in auge. Non sono più al passo coi tempi. Ci sono le dirette di Facebook, Instagram, Periscope. Una cartolina che si aggiorna ogni cinque minuti è un dinosauro della rete.

Eppure mi manca l’epoca d’oro delle webcam e non escludo, nella casa nuova, di installarne una.

Uno si sforza di creare contenuti… e poi…

Anche se ai più non sembrerà, per il mio blog mi sforzo di creare contenuti che possano risultare interessanti. Ok, spesso lo sono prettamente per me o per “quelli come me”, ma lo sforzo c’è.

E poi…

E poi uno condivide uno di quei quiz logico matematici che girano su Facebook e la propria bacheca si popola di commenti come mai in tutti gli ultimi sei mesi messi assieme.

E poi uno azzecca un hashtag in un titolo di un post e un discreto numero di utenti Twitter (che genera pochissimo traffico al blog, nonostante ogni post sia condiviso) si accorge di me.

Mah…

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