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Miti grandi e piccoli

L’era dei social è un’arma a doppio taglio, non solo per le celebrità (o le presunte tali) ma anche per i fans.

Tra Facebook è Instagram (Twitter ci pubblico solo, senza mai leggere), seguo qualche vips ma soprattutto diversi sportivi per i quali tifo, ho tifato o anche solo mi voglio aggiornare su cosa fanno. Bhè mi sto rendendo conto che a volte sarebbe meglio vederli solo in campo o sui palchi, perché poi, a leggere cosa scrivono, capita che ti cadano veramente le gonadi per terra.

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Anche per colpa di Facebook

Il mio blog è in crisi. Lo è da tempo e il motivo principale è che non ho più il tempo per scrivere due o tre cavolate ogni giorno.

Però è in crisi, dal primo agosto, anche per colpa di Facebook.

Prima avevo un’applicazione che automaticamente pubblicava sulla mia bacheca Facebook ogni post. Da lì arrivavano la maggior parte delle visualizzazioni. Ora il social network ha cambiato la sua policy (e le sue API), impedendo questo automatismo. Durante tutto il viaggio di nozze non me ne sono accorto, con il risultato che le foto messe su Instagram venivano rilanciate (per le foto non è cambiato nulla), mentre i post no.

Tutto resta invariato per le pagine Facebook. Quindi d’ora in poi non mi resta che consigliarvi di seguire la mia pagina. Per il resto dovrò fare di ogni post la pubblicazione manuale.

Guardavo il mondo da un oblò

Una volta, anni fa, mi divertivo ogni tanto a farmi un piccolo giro del mondo tramite le webcam. Andavo a Las Vegas a vedere come procedevano le costruzioni. Andavamo a New York per sbirciare Time Square. Andavo anche solo a Pinzolo, per vedere che tempo faceva. Ora trovare delle webcam attive è sempre più difficile. Siti come Earthcam.com spopolavano. Ora non è che siano spariti, solo che non sono più in auge. Non sono più al passo coi tempi. Ci sono le dirette di Facebook, Instagram, Periscope. Una cartolina che si aggiorna ogni cinque minuti è un dinosauro della rete.

Eppure mi manca l’epoca d’oro delle webcam e non escludo, nella casa nuova, di installarne una.

Uno si sforza di creare contenuti… e poi…

Anche se ai più non sembrerà, per il mio blog mi sforzo di creare contenuti che possano risultare interessanti. Ok, spesso lo sono prettamente per me o per “quelli come me”, ma lo sforzo c’è.

E poi…

E poi uno condivide uno di quei quiz logico matematici che girano su Facebook e la propria bacheca si popola di commenti come mai in tutti gli ultimi sei mesi messi assieme.

E poi uno azzecca un hashtag in un titolo di un post e un discreto numero di utenti Twitter (che genera pochissimo traffico al blog, nonostante ogni post sia condiviso) si accorge di me.

Mah…

Oggi ce l’ho con i sapientoni della rete

Oggi ce l’ho coi sapientoni della rete. Con i genitori informati, coi sapientoni da social, con coloro che “sanno perchè si informano”.

Il sito del Corriere della Sera riporta la notizia di una madre che ha criticato sui social la pediatra del figlio (in un gruppo chiuso ma con migliaia di iscritti). Questa l’ha scoperto e ha deciso di non accettarlo più come pazienta. L’Ulss ha quindi contattato la signora, invitandola a trovare un altro pediatra.

Per me il medico ha fatto BENISSIMO. Fossi io quel medico, avrei anche valutato la denuncia per diffamazione. Se scrivi qualcosa sui social, in modo che migliaia di persone lo possano leggere, devi rispondere delle tue affermazioni. Se hai ragione, motivi ed è tutto a posto. Se scrivi ad minchiam, è giusto che tu ne sopporti le conseguenze.

Sorgente: Treviso, madre critica la pediatra su Facebook, lei lo cancella dai pazienti – Corriere.it

Tuning e geni del male

Oggi su Facebook marketplace mi sono imbattuto in questa inserzione. Chi ha fatto questo tuning è veramente un genio del male! Ho cercato di capire se fosse un fotomontaggio. Da quel poco che ne capisco, mi pare proprio di no.

Purtroppo non riesco a girarvi il link dell’annuncio ma viene via a 5000 euro

Haters vs Algoritmo

L’altra settimana è successa una cosa stranissima. Come molti di voi sapranno, condivido automaticamente i post del blog sulla mia bacheca personale di Facebook e sulla pagina del medesimo social network dedicata al blog. Nell’arco di un’ora, i solerti dipendenti di Zuckemberg hanno rimosso due miei post, considerandoli spam, e inviandomi la relativa segnalazione. Non credo, vista la fuffa che gira sulle bacheche, che sia stato un automatismo generato da qualche algoritmo. Più probabile che la cosa sia avvenuta dopo la segnalazione da parte di qualcuno. Ho un haters??? Possibile… che figata!

Omonimia, portami via

18486348_10212514666118776_858965705677334007_nPrendi la questione della Blue Whale, che tanto scalpore sta destando e i cui risvolti non sono ancora molto chiari (si veda per esempio QUESTO ARTICOLO del Corriere, che solleva qualche dubbio). Gioco perverso o fake news? Non sta a me dirlo qui e ora. Fatto sta che lagggente si è scatenata sulla vicenda, con derive anche ironiche. Si veda per esempio questo screenshot, rilanciato dalla pagina De Complottis.

Casi di sfortunata omonimia. Siccome “c’è una canzona degli Elio e le storie tese per ogni evento della vita”, eccomi a rilanciarvi la non eccezionale Gimmi Ilpedofilo.

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