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Questo è l’effetto del Sovranismo/Populismo

La nave della Ong olandese, mentre scrivo, non ha ancora attraccato. Attraccano invece i barchini “indipendenti” che stanno portando molti più di 42 migranti sulle rive di Lampedusa. Però meglio combattere le ong degli scafisti e… continuiamo così.
Questo però non è una cosa lontana ma, purtroppo, impatta sulla mentalità di troppa gente troppo vicino a noi.
Seguo diversi gruppi facebook locali (sì, lo so, me le vado a cercare…) e in questi giorni mi sono imbattuto in due post sicuramente emblemetici.
Il primo parte con il classicissimo “non sono razzista ma…” e si lamenta di come, nel mio paese, aprano sempre più attività commerciali gestite da stranieri e che “non se ne puo’ più di questa politica”. Ho fatto notare che non mi risulta che siano rifiutate licenze ad italiani per darle a stranieri… ma se preferiva un paese pieno di negozi sfitti… alla faccia del commento non razzista.
Il secondo è ancora più assurdo. Stanno aprendo un megastore di bricolage. La gente ha avuto il coraggio di lamentarsi che non ci sono state (presumibilmente) assunzioni di residenti del paese ma solo di fuori. Il campanilismo allo stato puro. Figuriamoci se ora un megastore deve avere vincoli di residenza nelle assunzioni. Il “prima i nostri” all’ennesima potenza.
Boh. Un po’ sono stufo di combattere i mulini a vento. Un po’ sento che, ora più che mai, è un dovere farlo, anche se sembra non servire a nulla.

Non me ne ero accorto

Ieri, finito il lavoro, attacco la radio e sento che parlano di internet e facebook down. Mah… sarà… però non me ne ero neppure accorto.

NE PARLANO QUI

Miti grandi e piccoli

L’era dei social è un’arma a doppio taglio, non solo per le celebrità (o le presunte tali) ma anche per i fans.

Tra Facebook è Instagram (Twitter ci pubblico solo, senza mai leggere), seguo qualche vips ma soprattutto diversi sportivi per i quali tifo, ho tifato o anche solo mi voglio aggiornare su cosa fanno. Bhè mi sto rendendo conto che a volte sarebbe meglio vederli solo in campo o sui palchi, perché poi, a leggere cosa scrivono, capita che ti cadano veramente le gonadi per terra.

Anche per colpa di Facebook

Il mio blog è in crisi. Lo è da tempo e il motivo principale è che non ho più il tempo per scrivere due o tre cavolate ogni giorno.

Però è in crisi, dal primo agosto, anche per colpa di Facebook.

Prima avevo un’applicazione che automaticamente pubblicava sulla mia bacheca Facebook ogni post. Da lì arrivavano la maggior parte delle visualizzazioni. Ora il social network ha cambiato la sua policy (e le sue API), impedendo questo automatismo. Durante tutto il viaggio di nozze non me ne sono accorto, con il risultato che le foto messe su Instagram venivano rilanciate (per le foto non è cambiato nulla), mentre i post no.

Tutto resta invariato per le pagine Facebook. Quindi d’ora in poi non mi resta che consigliarvi di seguire la mia pagina. Per il resto dovrò fare di ogni post la pubblicazione manuale.

Guardavo il mondo da un oblò

Una volta, anni fa, mi divertivo ogni tanto a farmi un piccolo giro del mondo tramite le webcam. Andavo a Las Vegas a vedere come procedevano le costruzioni. Andavamo a New York per sbirciare Time Square. Andavo anche solo a Pinzolo, per vedere che tempo faceva. Ora trovare delle webcam attive è sempre più difficile. Siti come Earthcam.com spopolavano. Ora non è che siano spariti, solo che non sono più in auge. Non sono più al passo coi tempi. Ci sono le dirette di Facebook, Instagram, Periscope. Una cartolina che si aggiorna ogni cinque minuti è un dinosauro della rete.

Eppure mi manca l’epoca d’oro delle webcam e non escludo, nella casa nuova, di installarne una.

Uno si sforza di creare contenuti… e poi…

Anche se ai più non sembrerà, per il mio blog mi sforzo di creare contenuti che possano risultare interessanti. Ok, spesso lo sono prettamente per me o per “quelli come me”, ma lo sforzo c’è.

E poi…

E poi uno condivide uno di quei quiz logico matematici che girano su Facebook e la propria bacheca si popola di commenti come mai in tutti gli ultimi sei mesi messi assieme.

E poi uno azzecca un hashtag in un titolo di un post e un discreto numero di utenti Twitter (che genera pochissimo traffico al blog, nonostante ogni post sia condiviso) si accorge di me.

Mah…

Oggi ce l’ho con i sapientoni della rete

Oggi ce l’ho coi sapientoni della rete. Con i genitori informati, coi sapientoni da social, con coloro che “sanno perchè si informano”.

Il sito del Corriere della Sera riporta la notizia di una madre che ha criticato sui social la pediatra del figlio (in un gruppo chiuso ma con migliaia di iscritti). Questa l’ha scoperto e ha deciso di non accettarlo più come pazienta. L’Ulss ha quindi contattato la signora, invitandola a trovare un altro pediatra.

Per me il medico ha fatto BENISSIMO. Fossi io quel medico, avrei anche valutato la denuncia per diffamazione. Se scrivi qualcosa sui social, in modo che migliaia di persone lo possano leggere, devi rispondere delle tue affermazioni. Se hai ragione, motivi ed è tutto a posto. Se scrivi ad minchiam, è giusto che tu ne sopporti le conseguenze.

Sorgente: Treviso, madre critica la pediatra su Facebook, lei lo cancella dai pazienti – Corriere.it

Tuning e geni del male

Oggi su Facebook marketplace mi sono imbattuto in questa inserzione. Chi ha fatto questo tuning è veramente un genio del male! Ho cercato di capire se fosse un fotomontaggio. Da quel poco che ne capisco, mi pare proprio di no.

Purtroppo non riesco a girarvi il link dell’annuncio ma viene via a 5000 euro

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