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Rendersi orgogliosamente ridicolo al proprio matrimonio

Io non ballo. Per definizione. Il primo ballo del matrimonio è quindi stato un argomento molto spigoloso, durante la fase organizzativa. Andando una sera a cena dalla mia testimone (Chiara, assumiti le tue responsabilità), tra il serio e il faceto, aveva proposto che avremmo anche potuto usare come lentone “Tapparella” degli Elio e le storie tese. Non sarei mai arrivato a tanto però… se fossimo riusciti ad avere una versione solo strumentale… I mesi sono passati e l’iniziale disponibilità di Mrs Puck si è, ovviamente, ridimensionata. Alla fine optammo per altro. Alla fine la feci ballare già all’aperitivo, durante l’esibizione delle Tozzi Sisters (bhè Chiara, anche qui merito tuo, le ho copiate dal vostro matrimonio).

Però… quando quasi tutti sono andati via… è partito quell’inconfondibile intro, magistralmente espresso dal maestro Cesareo… e allora nell’imbarazzo di Mrs Puck (ben visibile nel video che segue) mi sono esibito non solo in un legnoso ballo, ma anche in una improvvisata serenata.

A distanza di settimane, non capisco perchè non mi venga riconosciuto il grande romanticismo del gesto…

Si ringrazia YdR per il video.

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Al parco Sempione come Muri Beach

Visto che c’è una canzone (o una frase) di Elio e le storie tese per ogni momento della vita, quale citazione si puo’ fare indistintamente stando sdraiati al parco Sempione di Milano o alla Muri Beach di Raratonga?

PIANTALA CON STI BONGHI, NON SIAMO MICA IN AFRICA

Sì, perchè questo paradiso (in particolare modo la spiaggia privata del nostro resort vede inficiata la propria tranqullità dalla vicina partenza dei battelli turistici, che fanno il giro dell’atollo e che regolarmente sono accompagnati dallo spettacolini di folklore locale.

Siamo in Oceania quindi posso legittimamente dire: piantala con sti bonghi, non siamo mica in Africa.

Arrivedorci ?

In genere scrivo sempre post entusiastici sugli Elio e le storie tese. Non oggi. Non dopo la loro partecipazione a Sanremo che, per la prima volta, non ho filato di pezza. Questa storia dell’addio l’hanno gestita (e la stanno gestendo) proprio male. Ero a Londra, entusiasta con molti altri, mentre loro sul palco registravano il messaggio che annunciava l’addio. Ho preso il biglietto per il loro concerto d’addio, fissato prima per maggio e poi spostato a dicembre. Ho ascoltato, con piacere, quello che doveva essere l’ultimo singolo.

Poi sono arrivati l’annuncio del tour (che, ad oggi, dovrebbe concludersi in una località di secondaria importanza, quindi credo che manchi ancora qualcosa), l’ultimo cd ci altri due “ultimi singoli” e la partecipazione a Sanremo.

Io non so cosa ci sia dietro allo scioglimento. Ho le mie teorie ma me le tengo per me. Però questa volta l’hanno gestita davvero male.

Annus horrobilis del blog

Il 2017 non verrà certo ricordato come l’anno in cui il mio blog ha fatto il botto. Anzi. Come (per sommi capi) si vede dal grafico, la flessione è stata netta. In parte era successo già nel 2016 ma la cosa era stata mascherata da un post che aveva fatto numero decisamente sopra la media. Quest’anno non è si è replicato l’evento e quindi eccomi qua a vedere una candela decisamente più bassa.
In tutto questo, cosa vi è piaciuto di più di quanto scritto? Il post del 2017 più letto risulta quello in cui vi annuncio il mio matrimonio, ma è pur sempre il sesto in classifica assoluta. La verità è che ci sono post quasi eterni che, ogni anno, portano a casa il macinato. Parimerito al secondo posto ci sono Mi succhio un pennarello, che parla dei pennarelli per celiaci, e Sottocosto vs Sottoprezzo, in cui esamino una strategia commerciale ritornata in auge. In testa, solitario, un post che già dal titolo dimostra il suo lignaggio: Manifesta superiorità, un post del 2013 in cui raccontavo com’è bello essere fan degli Elio e le storie Tese.

Forza Panino, come sempre

Anche quest’anno, consentitemi di ricordare un musicista che non c’è più. A maggior ragione quest’anno, dopo il concerto d’addio (che poi tanto addio non è).

Forza Panino
Forza Feiez

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Perculati e felici (dagli Elio e le storie tese)

Stasera al forum ci sarà il “Concerto Definitivo” degli Elio e le storie tese. Annunciato con un video girato sul palco del concerto di Londra, originariamente programmato per maggio, poi spostato a dicembre, doveva rappresentare l’ultimo live del gruppo. Non l’avevo presa bene, per quanto comunque si tratti solo di musica.
Lo scioglimento del gruppo però non è mai stato chiarissimo. Se ne parlava da più di un anno come rumors, una volta che è stato annunciato poi non si è più creduto fosse vero. Negli ultimi giorni la questione si è ulteriormente ingarbugliata. Prima è stata annunciata la loro partecipazione a Sanremo con il brano “Arrivederci” (rigorosamente pronunciato come Stanlio e Ollio). Poi è arrivata la conferenza stampa di ieri. Da cui sono emerse diverse cose:

– Lo scioglimento è confermato (ma…)
– Viste le richieste, dopo il concerto definitivo ci sarà un tour d’addio.
– Nelle date annunciate, non ce n’è una a Milano, è quindi leciti aspettarsi che qualcosa di speciale bolla in pentola (San Siro? Rho Fiera?) per fine giugno.
– Uscirà un album di addio

Tutto mescolato con racconti più o meno seri su scioglimento e ripensamenti. Insomma, anche fosse una grande.

Insomma, anche se lo scioglimento si rivelasse un bluff (che poi non credo, al massimo ci sarebbe un ripensamento), a me andrebbe bene così.

Il cerchio della vita, degli Elio e le Storie Tese

Tra l’indifferenza generale, qualche settimana fa è uscito l’ultimo singolo degli Elio e le storie tese. Ultimo non sono in ordine di tempo ma… proprio l’ultimo. Ormai è noto che vanno verso lo scioglimento.

Chiudono con una cover di Werewolf in London e anche questo è un cerchio che si chiude, visto che ai loro albori hanno fatto diverse cover. Per citarne alcune:

Arriva Clistere – Arriva Cristina
La donna nuda – I want a new drug
Vivi Rocco – We will rock you

Ma ce ne sono molte altre, come molte sono le citazioni da altre canzoni, infilate qua e là e in modo dotto. Diciamo che si è chiuso con la scelta di un’ottima canzone, con un risultato nella media.

Yes, We Can’t! London

Venerdi sera ero a Legnano per il tour estivo degli Elio e le storie tese. Io però vi sono ancora debitore del racconto della tappa londinese del tour europeo…

Si è fatta la storia… o ci si è solo fatti una bella gita? Forse entrambe le cose. Il pubblico era certamente tutto italiano, un mix tra residenti locali e fave in trasferta. 

La scaletta, purtroppo, non mi ha convinto. Probabilmente per dimostrare le proprie capacità a chi magari non poteva capire l’ilarità, sono stati scelti, più che altro, brani musicalmente impegnativi, quasi tutti in chiave prof.

L’immagine più bella che mi rimarrà nella mente non sarà tanto quella dello stage diving di Mangoni (il primo nella storia?), quanto lo sguardo disperato del (comunque nerboruto) uomo della security, che ha dovuto riprenderlo in braccio al volo, quando El Pueblo l’ha riportato verso il palco.

Inciso: nella foto qui sotto, mi si intravede, assieme a Mrs Puck

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