Archivi categoria: Cattivo cinico egoista

Cliente di Raiola: starter pack

  1. ahmedemamsal_mino-raiola-e1469190168346Alla presentazione nella nuova società, dire che hai sempre tifato/voluto giocare per quella società
  2. Alla prima occasione baciare la maglia
  3. Sapere che ogni due anni devi cambiare squadra, perché il tuo procuratore deve incassare il bonus alla firma

Che poi capisco tutto. Capisco che il calcio è business. Capisco che i calciatori sono professionisti e vanno dove li pagano. Capisco che non esistono più le bandiere.

Però personaggi come Raiola non riuscirò mai ad accettarli. Negli Usa, dove per il professionismo sportivo sono decenni avanti e gli agenti senza scrupoli fanno passare il Pizzaiolo per un agnellino, ci sono comunque fior di personaggi che fanno della etica e della cura del cliente il proprio credo. Speriamo si ritaglino uno spazio anche da noi personaggi del genere.

Ma chi glielo fa fare ai controllori?

Io sono da sempre un forte sostenitore del senso civico. Alla fermata della metro dove scendo, che si trova fuori dal limite della rete urbana, vedo spesso molte persone scavalcare per non pagare il biglietto. Non facciamo del qualunquismo: spesso anche degli/delle insospettabili. Il controllore del mezzanino non fa mai niente. Del resto non faccio neppure io qualcosa. Del resto non fanno qualcosa neppure i leoni da tastiera del gruppo Facebook dedicato al nostro paese. Perchè? Perchè in fondo abbiamo paura. E’ triste dirlo ma bisogna ammetterlo. Oggi giorno a cercare di fare la cosa giusta, si puo’ anche rischiare di andarci di mezzo. Fisicamente.

Sogno un mondo dove non serva “lo stato di polizia” ma forse per certe teste, italiane e non, che popolano il nostro paese forse il controllo costante delle forze dell’ordine è l’unico modo per far rispettare la legalità. Altrimenti la filosofia del furbetto la vince sempre.

Sorgente: Lite tra passeggero e dipendente Atm | Mezzanino Cairoli M1 | Milano

Uno non vale Uno – Tutti in trincea contro gli antivax

Ho scritto e riscritto questo post diverse volte. Selezionando quali link inserirvi e quale titolo dagli. Alla fine ho deciso di partire dall’intervista rilasciata da un pittoresco ministro del governo Macron: Cedric Villani.

Il concetto di fondo è che sugli argomenti tecnici non tutte le opinioni hanno lo stesso peso. UNO NON VALE UNO. Lo dice parlando di Le Pen, Trump e M5S. La massa (ammesso che sia massa) non ha sempre ragione. Internet non è (sempre) un luogo in cui si trova la verità. L’autodeterminazione ha dei limiti nel bene comune.

Passando ai fatti nostrani e a quello che sta succedendo in rete, gli antivax sono scatenati in rete contro il decreto legge sulle vaccinazioni obbligatorie. Bhè se qualcuno vuole ergersi a “genitore informato” si legga questi articoli, selezionati tra quelli che reputo più autorevoli, meglio scritti o più interessanti

Partiamo da un riassuntone di BUTAC sul decreto legge: Bufale un tanto al chilo Obbligatorietà vaccinale: il decreto legge – Bufale un tanto al chilo

Poi vi segnalo anche QUESTO ARTICOLO. Un po’ lungo ma molto interessante, che parla molto chiaramente delle basi scientifiche delle vaccinazioni.

Se non vi basta, visto che nelle battaglie importanti si trovano alleati anche fra chi non ci piace, eccovi una dichiarazione di Gino Strada, di cui ammiro l’impegno ma non apprezzo molto la persona. Col suo solito stile, dice che “qualche cretino dice che le vaccinazioni non servono”. GUARDATE QUA

Altra notizia recente è che l’Italia guiderà le strategie mondiali di vaccinazione per i prossimi cinque anni. LEGGETE QUA.

Tutto questo senza scomodare un professore che spende un sacco di tempo a replicare ai suoi detrattori in rete (Roberto Burioni)

The Tea Party

Io e Mrs Puck non abbiamo, fortunatamente, delle grandi diatribe. Bhè, a parte il fatto che l’asfalto regolarmente a Tetris ma lì c’entra più che altro il nostro spirito competitivo.

Uno dei nostri motivi di discussione è il the. Il motivo è spiegato riportando un piccolo dialogo tipo:

Mrs “vuoi un the?”
P “sì grazie”
Mrs “quale?”
P “normale”

Qui in genere parte la discussione su cosa sia il the “normale” e su tutte le varianti offerte dal moderno mercato. Il fatto è che io sono cresciuto in anni in cui la scelta si riduceva a Star o Ati. Non ho voglia di altre complicazioni: se voglio un the, mi aspetto quello. Poi venne la twinnings e da lì apriti cielo. Ti vengono amici a casa e se non hai una dozzina tra the e infusi sei uno sfigato.

 

Non sarei un genitore fashion

Vicino alla stazione della metropolitana del mio paese, ogni mattina si ritrovano i bambini del Pedibus (o piedobus, a seconda delle versioni). Stamane notavo un bimbo tutto tronfio del suo taglio dei capelli: completamente rasato a zero, tranne la cresta centrale. Tipo moicano. Larga 5 centimetri e alta poco di più. Come neppure il figlio di un metallaro anni 80. 

Mah… forse è la moda ma io un bambino di 6-7 anni non lo manderei mai in giro così.

Se ti dicono di buttarti in un pozzo ti butti?

Con questa frase le mamme di tutta Italia hanno catechizzato i propri figli, per insegnargli a non essere pecoroni e ragionare con la propria testa. 

Poi sono arrivati i navigatori satellitari.  Poi soprattutto è arrivato WAZE

Questo navigatore, disponibile per iOS , ammetto che ha pesantemente influenzato la mia guida. Il suo quid in più è un controllo della situazione del traffico molto puntuale, un’impostazione delle vie alternative veloce e un consumo di traffico dati alquanto limitato.

Questo però porta a certe perversioni. Si tende ad usarlo sempre, anche su strade note, per stimare precisamente l’ora dell’arrivo e farsi consigliare via alternative. Io ogni tanto faccio resistenza e cerco di fare come voglio io. Devo ammettere, purtroppo, che quasi sempre ha ragione lui.

C’è però l’eccezione che conferma la regola e io allora prendo forza a sostenere, con me stesso e con Mrs Puck, ancora più integralista nella devozione a WAZE, che “se ti dice di buttarti in un pozzo, tu ti butti?”

PS Questo poi si innesta in un discorso più ampio sui navigatori, che ho da anni coi miei. A volte sono veramente un demandare a loro di pensare, con effetti sulla pigrizia mentale di chi guida e non solo. Prendete i tassisti: una volta conoscevano ogni vicolo delle città, ora impostano sempre il navigatore e via…

Nell’era dei social, essere esperti non conta una fava

8032807067278_0_0_1200_80L’altro giorno mi sono messo a cercare su Amazon un film che volevo acquistare. Si trattava di Sing Street, un film molto carino, della passata stagione. La copertina del dvd è ben fatta e così mi sono soffermato a ingrandirla e guardare un paio di dettagli. Una cosa mi ha lasciato piuttosto inorridito. In genere, oltre a titolo, attori e magari qualche frase ad effetto, ci sono spesso i bollini dei premi vinti e anche qualche estratto da recensioni positive che il film ha ricevuto. Qui, in bella vista alla destra e alla sinistra del titolo ci sono… due estratti da commenti su Facebook. Niente recensioni del Corriere, di Repubblica, di Ciak. Niente siti cinematografici. Niente stampa straniera. No. Due emeriti signori nessuno che hanno detto la loro su Facebook. Chissà poi se sono veri o se la produzione si è inventata due commenti come li volevano loro. Ormai neppure blogger o influencer contano più. Bastano due nomi col cognome puntato che dicano quello che vuoi sentirti dire.

Sindaci, palme e scimmie

Per la serie “piccoli cabarettisti crescono”, pare che oggi il sindaco di Milano Beppe Sala, si sia lanciato in un esilarante siparietto (oh, sono sarcastico, sia chiaro a tutti) con il vincitore di Sanremo, Gabbani. Alla presentazione del concerto gratuito di Radio Italia, il sindaco ha invitato il cantante a esibirsi ne Occidentalis Karma, sotto le famigerate palme di piazza Duomo, che tante polemiche hanno suscitato. In un crescendo di simpatia, è uscita anche l’idea di ribatezzare la canzone Occidentalis Palma.

Scusate, vado a morire. Ciao

Sorgente: Sala invita Gabbani a cantare sotto le palme di piazza Duomo: sarà “Occidentalis Palma” – Cronaca

 

Ps io spero sempre che nei prossimi concerti degli Elio e le storie tese (se ce ne saranno), durante “il vitello dai piedi di balsa”, quando il testo recita “ma la legge prevede una pena aggiuntiva per questo reato l’ascolto forzato di…” il simpatico complessino intoni Occidentalis Karma. I meno avvezzi devono sapere che, nel corso degli anni, la canzone suonata a quel punto è variata, a seconda delle hit penose del momento.

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