Archivi categoria: Cattivo cinico egoista

Post annuale: il famigerato Halloween Condominiale

Rieccoci. Anche quest’anno, nel mio condominio, organizzano l’halloween condominiale. Mrs Puck è di ritorno dalla Svizzera, quindi sarei pure da solo. Che faccio? Semplice: mi do alla macchia! Dopo il lavoro vado al Mudec a vedere la mostra di Elliott Erwitt e poi vado a prenderla in stazione.
Viva il Grinch!

Insopportabile

In questo periodo sto ascoltando più radio del solito. Sia in ufficio che a casa, preferisco mettere su una radio piuttosto che il silenzio. In tutto questo ho le mie radio e i miei programmi preferiti.

C’è però una canzone (che passa pure spesso) che veramente non riesco neppure ad ignorare e se la passano devono spegnere cinque minuti o cambiare canale: l’ultima di Tiziano Ferro. Difficile dire cosa mi irriti tanto di questa canzone. Il testo? Sicuramente. La melodia? Probabile. Il fatto è che è un mix deleterio per la mia (scarsa) pazienza.

Se gli Oscar si tenessero in Italia

Ma ci pensare che casino verrebbe fuori ogni anno se gli Oscar si tenessero in Italia? Fortunatamente nulla ho visto di Sanremo ma sono allibito dalle polemiche post. Il popolo sovrano è indignato dal fatto che la giuria d’onore e la stampa abbiano ribaltato il risultato del (prezzolato) telefoto.

Alcune considerazioni personali.

– mi pare di capire che fosse noto da subito il peso delle tre componenti (pubblico, stampa, giuria)

– solo due volte il risultato è stato totalmente affidato al televoto

– il televoto è facilmente soggetto a brogli. Anche xfactor, in piccolo, scrive sempre che non si risponde di possibili manipolazioni di terzi

Detto ciò, il popolo sovrano è indignato perché non è finita come voleva lui. Meno male! Pensare se ogni anno negli usa si desse tanto peso a come vengono assegnati gli Oscar. Ok, polemiche ce ne sono ma neppure lontanamente paragonabili.

A quando alle politiche inseriamo la giuria di qualità?

Miti grandi e piccoli

L’era dei social è un’arma a doppio taglio, non solo per le celebrità (o le presunte tali) ma anche per i fans.

Tra Facebook è Instagram (Twitter ci pubblico solo, senza mai leggere), seguo qualche vips ma soprattutto diversi sportivi per i quali tifo, ho tifato o anche solo mi voglio aggiornare su cosa fanno. Bhè mi sto rendendo conto che a volte sarebbe meglio vederli solo in campo o sui palchi, perché poi, a leggere cosa scrivono, capita che ti cadano veramente le gonadi per terra.

Chris Rea, Josephine e io

Non ho mai retto Chris Rea. Oddio, lui non mi ha fatto niente di male. Diciamo che non ho mai sopportato la sua musica, nonostante riconosca che non è certo l’ultimo arrivato. Quando passa per radio, mi provoca un mix di malessere e malinconia. Insomma, mi inquieta. Purtroppo l’altro giorno ho sentito un  suo brano e ora non riesco a togliermi di testa Josephine, una delle sue canzoni più famose.

Starbucks e quei simpaticoni del Codacons

Cose esiste a fare il Codacons? Me lo chiedo ormai da parecchio tempo, da quando mi sembra che, più che cercare l’interesse dei consumatori, cerchino solo le luci della ribalta mediatica. Sì, perchè nell’era del sensazionalismo, del populismo e delle fake news, loro ci sguazzano proprio a meraviglia. I loro esposti sono ormai sempre più pretestuosi e strampalati. Dopo l’esposto con Burioni per la questione dei vaccini, ora se la prendono con Starbucks per i prezzi.

Si chiama libero mercato. Se loro vogliono far pagare 1,80 un caffè e 4,50 un cappuccino, sono liberissimi di farlo. Soprattutto se poi si trovano stuoli di soggetti disposti a fare la coda pur di entrare.

Sono prezzi fuori mercato? Sì. E’ nel loro diritto farlo? Altrettanto sì. Perché il preteso diritto (che quelli del Codacons vorrebbero difendere) di concedere a tutti di poter provare l’esperienza di Starbucks non sta né in cielo né in terra.

Io allora voglio veder difeso il mio diritto di provare un pranzo a Villa Crespi senza dover spendere più di 100 euro. Codacons, cosa aspetti a fare un esposto?

L’indignazione del popolo degli onesti

Il voto italiano ci ha (o ci avrebbe) riportato un paese che dice no ai vecchi intrallazoni, ai furbetti, a quei ladri dei politici.

Bene. Passano due giorni e quello stesso popolo di onesti elettori, traditi da una classe politica corrotta, si indigna perchè Spotify gli ha bocciato tutte le app che consentivano di sfruttare abusivamente le funzionalità premium.

Lo dico da sempre: vi credete così meglio dei politici? Se scavalcate i tornelli del metrò (impugnando il vostro iPhoneX), se usate app pirata per non pagare Spotify, se scaricate le serie Tv e la musica con sistemi illegali, perchè una volta messi in una posizione di potere, dovrei pensare che sareste meglio di loro?

Non stiamo parlando di gente che non arriva a fine mese e ruba le scatolette al supermercato. Parliamo di Spotify. Vi indignate pure?

Sarò fesso io che pago Netflix (Spotify no perchè lo uso pochissimo e ho la free), che le poche canzoni che scarico le prendo da iTunes, che pago regolarmente l’abbonamento extraurbano dell’Atm. Però preferisco essere fesso che far parte di questo popolo d’indignati per Spotify.

Sorgente: Spotify dichiara guerra alle app craccate e gli scrocconi si vendicano – Repubblica.it

PS: se proprio ritenete che Netflix e Spotify siano troppo cari, sapete che potete dividere la spesa, in modo legale, con amici ma anche con sconosciuti? Basta una ricerca su Google.

M5$

In merito rimborsopoli del movimento M5S vi giro un interessante articolo di Wired. In più mi limito a dire che è facile parlare quando si è fuori dal giro, più difficile quando si è dentro. Ovvio che il sistema politico italiano abbia dei grandi sprechi (chiamiamoli sprechi…) però è anche vero che è un lavoro (sì, non è una missione, è un lavoro e chi lo fa, non lo fa certo per diventare più povero) e comunque dei costi li ha. Maggiori di quelli che i grillini sostenevano inizialmente.

Tutta questa storia però non fa che confermare quello che dico da sempre: l’italiano medio si lamenta del politico che ruba, poi però è il primo che cerca (nel suo piccolo) tutte le scorciatoie possibili. Siano dei risparmi non proprio legali, oppure il fregare il prossimo in una qualsiasi coda. Quando l’italiano medio si trova a fare il politico… cambia solo la scala, non il comportamento. Il problema è l’etica generale. Qualcuno disse (più o meno) che chi ruba nel poco, ruberà anche nel molto, chi è onesto nel poco, lo sarà anche nel molto.

Sorgente: Contrappasso M5S: chiedeva gli scontrini, oggi deve mostrare i bonifici – Wired

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: