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Un buono da 15 euro su Booking.com

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Oh, cerchiamo di fare un bel markettone. Che poi non ci trovo nulla di male, perchè guadagno io e ci guadagnate anche voi.

In cosa consiste?

Se dovete fare una prenotazione su booking.com (sito che io uso e strauso da una vita, considerando soprattutto la cancellazione gratuita che è comodissima), fatelo partendo da

QUESTO LINK

Così facendo, una volta tornati dal viaggio prenotato con questa offerta, voi otterrete il buono da 15 euro per la prossima prenotazione e io… uguale!

Il bello della FA cup

Sabato passeggiavamo per Londra, nella zona del Covent Garden e siamo stati, gioiosamente quanto alcolicamente investiti dalla parata dei tifosi del Lincoln City, che nel pomeriggio avrebbe giocato con l’Arsenal il quarto di finale della FA Cup. Si tratta di una squadra della quinta divisione inglese, che occhio e croce potremmo paragonare alla nostra serie D.

Il fenomeno delle cenerentole è una costante della FA Cup, la principale coppa del calcio inglese. Questo perchè i sorteggi sono totalmente casuali, senza teste di serie. Ecco che quindi due big possono scontrarsi al primo turno così come un club semi dilettantistico puo’ trovarsi un corridoio percorribile, verso i turni che contano. In questo stesso weekend anche il Millwall, squadra di terza divisione, sfidava il Tottenham.

Ecco che quindi i tifosi del Lincoln si sono goduti la trasferta londinese e il match contro la ben più blasonata squadra. Poco importa che sia finita con un punteggio tennistico.

Delle pratiche bdsm

Londra. Starbucks. Interno giorno. Mrs Puck porge a Puck il sandwich che sta mangiando “vuoi un altro morso” lui “no, ho una bassa sopportazione del dolore”. Lei ride “una volta opponevo una maggiore resistenza a queste battute”.

Yes, we can’t!

 

elio-e-le-storie-tese-yes-we-cant-bruxelles-4617C’era una volta il “chi se li incula?”
C’era una volta la cassettina del live di Borgomanero
C’era una volta ielaio, grusso e c’era pure Panino.

Bhè mentre leggerete queste righe io starò volando verso Londra, con la mia maglietta di supergiovane, le mie micette sempre accese e la mia barba bianca da over 40 (come Tanica…), orgoglione di essere presente questa sera al primo concerto londinese degli Elii.

Ps Oppure metto la maglietta del tour del 92? Oppure metto la maglietta del Pippero? Sono dilemmi…

Il Giappone mi è piaciuto (è molto)

Mi è stato detto che dai miei post non traspare un grande entusiasmo verso il paese del sol levante. Mi spiace veramente perché il Giappone mi è veramente piaciuto. Forse anche oltre a quanto mi aspettassi. Il tour è stato forzatamente serrato e la stagione non era la migliore per visitare il paese ma, visti i limiti imposti dal lavoro, lo era per me. Ci siamo concentrati sulle città e sui grandi classici ma la cosa che sicuramente mi è piaciuta di più è stata l’isola di Miyajima, forse anche perché, tra le tre mete “esterne” che abbiamo fatto (oltre a Nikko e Nara) è l’unica dove ci siamo fermati a dormire. Comunque in definitiva un paese che in futuro vorrei visitare ancora.

Strani oggetti negli hotel giapponesi 

Il Giappone è pieno di oggetti strani, almeno agli occhi di noi occidentali. Uno di questi l’ho visto in diverse camere di hotel e lo vedete nella foto. In pratica si tratta, da quel che ho capito dalle immagini, di un sacchetto da mettere in testa in caso d’incendio per non soffocare. Può anche essere interpretato in modo opposto: un comodo sacchetto per suicidarsi soffocandosi…

Il lato HOT di Akihabara

Il quartiere nerd giapponese ha anche una deriva sexy piccante. La cosa, a chi conosce qualcosa dei giapponesi, non deve certo stupire. Gli hentai (i fumetti erotici) vanno a braccetto con i manga e spesso il confine è molto labile. Ecco che quindi tutti i negozi di Akihabara hanno una sezione vietata ai minori. Questo senza considerare maidcafè poi o meno ammiccanti e locali di massaggi decisamente borderline.

Quella qui sotto è la pianta dei piani di un negozio di videogiochi, presente su qualsiasi guida per amanti del settore. Cliccate per ingrandire l’immagine e guardate la descrizione in piccolo del sesto piano…

Ode ai water giapponesi 

Anche chi non è mai stato in Giappone, anche chi sa poco di viaggi e di mondo, conosce il mito di water giapponesi e dei loro spruzzi automatici.

Ero molto curioso di provarli e, devo dire, me ne sono innamorato. Non so come farò ora a vivere senza. Non escludo di valutare quanto possa costare metterne uno a casa…

Tra l’altro, dico da anni che la civiltà di un paese industrializzato la valuto in base alla pulizia dei propri bagni publico. Bhé, da questo punto di vista il Giappone detta nuovi altissi standard.

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