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La mafia delle coppiette: honeymoon (in Australia) edition

Dopo esser stato ammesso alla mafia delle coppiette ed aver avuto l’upgrade con il matrimonio, con il viaggio di nozze in Australia ho conseguito il master finale. Sì perchè, diciamocelo, non è stata la scelta più originale del mondo… ma chissenefrega! Fatto sta che il 90% (abbondante) degli italiani incontrati, sono state coppie con gli anelli ancora sbirluccicanti. A volte i tour sono diversi ma tante volte no, quindi magari, per più tappe di fila o a distanza di giorni, si rivedono le stesse facce (“le solite facce”, direbbe YdR). A volte ci si saluta, a volte ci si ignora (se a pelle ci si sta già sulle palle o se si è un po’ timidi) a volte ci si intrattiene in qualche chiacchiera.

A volte però si va oltre, come capitato a Mrs Puck e me al tour “a night at field of light”. Nella prima parte della serata, un aperitivo in piedi guardando il tramonto illuminare Uluru (già noto come Ayers Rock) ci siamo ritrovati a chiacchierare con una, poi due e alla fine con tre coppie di altri lunadimielisti italiani. Visto che poi siamo stati fortunati ed erano tutte coppie simpatiche, si è deciso di fare tavolo assieme alla successiva cena sotto le stelle. Per fortuna, perchè la cena è stata abbastanza lenta e se fossimo capitati con altre nazionalità, mi sarei fatto discretamente due maroni così.

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Paese che vai, SIM che trovi

Ok, in Europa ormai il roaming è libero da costi aggiuntivi e quindi si viaggia tranquillamente con la propria sim e il proprio piano dati. Quando però si va all’estero, per periodi discretamente ampi, ritengo che acquistare una sim locale sia sempre consigliabile. L’avevo fatto in Georgia e l’ho fatto con somma soddisfazione pure quest’anno. Offertone in aeroporto. L’equivalente di 20 euro, 25giga da utilizzare in un mese (che, considerando i Wi-Fi in albergo, basta e avanza) e sono a posto. Fortemente consigliato.

Come ti smaltisco il fuso in tempo zero

Mentre i telegiornali italiani si prodigano di suggerimenti per assorbire il cambio tra ora solare e ora legale (che in fondo è un fuso di un’ora), noi stiamo gestendo otto ore di fuso dopo… non lo so quante ore di viaggio abbiamo fatto. Il bello è che siamo atterrati alle 7 di mattina e, dopo aver girato in lungo e in largo la città (quasi sempre a piedi) siamo rientrati in stanza verso le 17. Alle 19 eravamo già fuori per una cena con la cugina di Mrs Puck, altra passeggiata e rientro in stanza per le 23. Inutile dire che abbiamo dormito fissi fino alla 9 di mattina. Un errore da principianti sarebbe cadere nella pennica del secondo giorno: per fortuna abbiamo una giornata bella piena anche oggi.

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