Archivi categoria: milano

La vera rivoluzione di ATM

img_0189Di recente è uscita la notizia (rilanciata da molti siti tra cui anche MilanoToday: Atm, “addio” ai biglietti: in metro si entrerà con la carta di credito ) della rivoluzione nei trasporti pubblici milanesi e del parziale addio ai biglietti.

In soldoni la cosa si riassume semplicemente nel fatto di poter pagare direttamente con carte contactless.

La vera rivoluzione, se attuata, sta in una parte meno pubblicizzata della notizia: in TUTTE le stazioni sarà necessario convalidare il biglietto all’uscita.

I furbini ci saranno sempre, come alla mia fermata di casa, però almeno rendiamogli la vita difficile!

Annunci

Dove andranno ora a sgommare con gli autoblido?

Fin da piccolo conoscevo molto bene la caserma Perucchetti di Milano. C’erano (o ci sono) di base i carristi. il giorno della festa delle Forze Armate, i miei mi portavano a vedere i mezzi. Ignoravo però totalmente l’esistenza della retrostante “piazza d’armi” che a quanto pare, oltre ad avere un campo di Polo, serviva come campo d’addestramento dei carri armati. Ora quella zona, in disuso, pare possa essere riconvertita a parco e condomini. In effetti è una zona in totale abbandono da decenni ma, mi chiedo, quanto c’è fame di case di un certo livello a Milano? Già ho dei timori su Cascina Merlata…

Sorgente: Milano | Forze Armate – Piazza d’Armi e il progettone – Urbanfile Blog

Teppe, Teppisti e nani assatanati di sesso

villa_simonetta_660_1

Uno parte facendo una ricerca su internet su una villa milanese e si imbatte in una storia al limite dell’incredibile.

Tutto è scaturito cercando di Villa Simonetta, oggi sede di una scuola di musica. Da vari ricordi sulla storia milanese, rammentavo di una leggenda che narrava vi fosse (stato) un cunicolo che collegasse direttamente la villa con Castello Sforzersco. Parto quindi da wikipedia per verificare se ne parlano. Non lo fanno ma scopro che nel XIX secolo era sede della Compagnia della Teppa. Si trattava di un gruppo di goliardi e libertini figli di papà, che fanno sì che la residenza acquisisse anche il nomignolo di Villa dei Balabiot.

Non essendoci una pagina wikipedia sulla Compagnia, cerco su Google e trovo un altro interessante link del portale Milanoinsolita. Qui scopro diverse cose decisamente intriganti. Che in milanese “teppa” volesse dire “monello” o giù di lì, lo sapevo già. Ora ho capito anche che deriva da questa compagnia. Quello che non sapevo era cosa volesse dire originariamente in dialetto teppa:

così chiamati perché soliti radunarsi nelle gallerie sotto il Castello Sforzesco; gallerie ricoperte appunto di teppa, il muschio in milanese

Inoltre si racconta che questi simpaticissimi goliardi fossero dediti anche a pestaggi:

Oltre che a far sbruffonate la compagnia si dilettava a menare randellate ai passanti durante la notte con un bastone denominato “pagadebit”

Una piccola Arancia Meccanica milanese…

Si passa poi alla loro “bravata” più grossa, che li portò all’arresto e allo scioglimento della compagna, il tutto originato da un due di picche ricevuto da uno dei capi:

Per intere settimane setacciarono Milano in lungo ed in largo a caccia di nani che convocarono a Villa Simonetta promettendogli una notte di sesso selvaggio con delle prostitute. Al tempo stesso sparsero la notizia di una cena di gala, organizzata per le giovani della nobiltà più esclusiva. Queste ultime vennero rinchiuse in un salone in cui furono fatti confluire i nani assatanati che credettero di aver davanti a se le prostitute promesse con conseguente assalto e grande fatica per placare gli animi. Fu la volta in cui superarono i limiti e costrinsero le autorità ad arrestarli ponendo fine alla Compagnia. E’ a loro, e alle loro gesta, che dobbiamo il termine “teppista”.

Ed ecco spiegato che il termine “teppista” deriva dalla storia Milanese.

Il tutto prima di youtube, del branco, del bullismo. Oggi tutto va più veloce ma le nefandezze umane, purtroppo, non le abbiamo inventate ai nostri giorni.

Sindaci, palme e scimmie

Per la serie “piccoli cabarettisti crescono”, pare che oggi il sindaco di Milano Beppe Sala, si sia lanciato in un esilarante siparietto (oh, sono sarcastico, sia chiaro a tutti) con il vincitore di Sanremo, Gabbani. Alla presentazione del concerto gratuito di Radio Italia, il sindaco ha invitato il cantante a esibirsi ne Occidentalis Karma, sotto le famigerate palme di piazza Duomo, che tante polemiche hanno suscitato. In un crescendo di simpatia, è uscita anche l’idea di ribatezzare la canzone Occidentalis Palma.

Scusate, vado a morire. Ciao

Sorgente: Sala invita Gabbani a cantare sotto le palme di piazza Duomo: sarà “Occidentalis Palma” – Cronaca

 

Ps io spero sempre che nei prossimi concerti degli Elio e le storie tese (se ce ne saranno), durante “il vitello dai piedi di balsa”, quando il testo recita “ma la legge prevede una pena aggiuntiva per questo reato l’ascolto forzato di…” il simpatico complessino intoni Occidentalis Karma. I meno avvezzi devono sapere che, nel corso degli anni, la canzone suonata a quel punto è variata, a seconda delle hit penose del momento.

Lui è tutto tornato!

Venerdì. Ore 19.30. Esco dall’ufficio, dopo una giornata discretamente pesante e discretamente produttiva. Sono sulla banchina della metro che cazzeggio con l’iPhone. Con la coda dell’occhio (in alternativa potrei dire “con la mia mostruosa vista periferica”) noto un’altra persona in attesa della treno. Nell’intorno dei trent’anni, con occhiali da sole, cappellino e felpa. Mi sembra… no dai, non può essere lui… è una vita che non si vede. Mi rimetto a cazzeggiare. Arriva la metro. Salgo. Da un altro vagone sento partire la musica. È LUI! È TORNATO! Cantante Metroman! Il repertorio di frasi è sempre composto dai suoi grandi classici: “tutti insieme, anche i peruviani!” “Dai un applauso, almeno per il coraggio” “Dai che sono migliorato” … e via di mossette tipo la dance. Grande Metroman. Bentornato.

MILANO MUSEOCITY | 03-05 marzo

A Milano ci sono tante belle iniziative. Purtroppo spesso non si conoscono. Un po’ perchè noi per primi non ci informiamo, un po’ perchè a volte non sono pubblicizzate come meriterebbero.

Questo weekend c’è Mlano Museocity, tre giorni di eventi speciali nei (molti) musei milanesi. Dai più noti ai meno noti. Comune denominatore è, nella maggior parte dei casi, l’esposizione di opere normalmente non accessibili.

Mi piacerebbe potervi dire che io andrò almeno ad uno di questi eventi, però non sono così sicuro che il mio attivismo (o non attivismo) domenicale me lo concederà.

Vi lascio il sito ufficiale con l’elenco completo delle manifestazioni.

Sorgente: MILANO MUSEOCITY | 03-05 marzo

La vetrina più triste di Milano

Ogni volta che vado in tribunale, passo davanti alla cartoleria che vedete nella foto. No, non è stata scattata nella Germania Est del 1984 ma nella Milano del 2017. Capisco che sei una cartoleria professionale. Capisco che avrai comunque il tuo, ottimo, giro d’affari, vista la posizione strategica. Però c’è un confine, neppure troppo sottile, tra il minimale e lo sciatto…

Da slow food a china town 

Sabato siamo stati alla Fabbrica del Vapore per The Art of the Brick. L’idea era quella di fare un giro anche al Mercato della Terra di Slow Food, che si tiene sempre lì una o due volte al mese. Alla fine, il chilometro zero ha fatto sì che non ci fosse nessuna verdura che ci interessasse. Quindi, con somma coerenza, ho proposto un giro in Paolo Sarpi. Siamo tornati a casa con dei ravioli freschi da cuocere della Ravioleria Sarpi (ottimi, li avevo già testati mangiando lì) e mezza spesa fatta in un supermercato cinese…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: