Too Good to go: una app contro lo spreco alimentare

Sprecare cibo è una cosa spregevole. Quando mi capita, a casa, che qualcosa vada a male (purtroppo non così raramente come vorrei) mi arrabbio sempre come una belva.
Se nelle nostre case il problema è sentito, figuriamoci negli esercizi commerciali. Per fortuna qualcosa si comincia a muovere e, l’altro giorno, mi hanno fatto conoscere una app molto interessante: Too Good to go.
Il concetto di base lo vedete spiegato nel video qui sotto. In poche parole i negozi che aderiscono, preparano dei box “a sorpresa” con della merce buona ma che andrebbe buttata (magari a fine giornata) e che quindi cedono a prezzo di favore. Ovviamente si sa genericamente il tipo di articoli: panetteria, dolciumi, prodotti freschi (perchè aderiscono anche i supermercati carrefour).
Mi riprometto di provarla al più presto, perchè è un’ottima idea.

Uno su mille ce la fa

Magari non è uno su mille. Magari sono di più. Magari sono di meno.

Fatto sta che la cronaca ci restituisce, per una volta, una bella storia: un ragazzo difficile, finito  in riformatorio e in carcere, che cambia vita e si laurea in scienze dell’educazione, iniziando a impegnarsi per ragazzi che avevano problemi come lui.

Alla discussione della sua tesi partecipa anche il Pm che lo aveva accusato da minorenne.

Non dobbiamo pensare a tutti quelli per i quali l’impegno finisce in nulla ma ricordare che anche una sola storia così vale l’impegno.

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Sto riscoprendo la radio (in versione terzo millennio)

In questo periodo sto riscoprendo la radio, anche se lo sto facendo in versione da terzo millennio. Dimentichiamoci AM e FM, cose da museo! In ufficio e in auto ormai ho una radio DAB (la radio digitale terrestre), mentre a casa, grazie ad Alexa, ascolto sempre in streaming, tramite Tune In, una app che consente di ascoltare radio di tutto il mondo. Quindi non ascolto solo emittenti che raggiungono il luogo in cui mi trovo, ma anche altre.

Per esempio nel weekend ascolto spesso Radio Dolomiti, che si sente nella valle in cui vado in vacanza.

Nei viaggi all’estero mi segno sempre qualche stazione che mi piace ma poi inevitabilmente perdo l’annotazione…

Il risultato di tutto ciò è che ascolto molta più musica ma non che questo voglia dire che mi piaccia.

Io e Brunori Sas

Non sono un grande fan di Brunori Sas. Ho sentito alcune sue canzoni. Non mi dispiaciono. Dopo aver trovato il video che vi riporto qui sotto, ho iniziato a pensare a lui come un’anima affine.
Noi, che portiamo abbastanza di merda la nostra età e ci danno sempre un po’ di anni in più. Cioè, quando sono andato su wikipedia e ho scoperto che è del ’77… gli davo almeno cinque anni più di me. Noi, canuti e con la barba. Noi, che sembriamo i nonni di noi stessi. Ma poi siamo ggggiovani dentro (qualcuno ha da obiettare qualcosa???)

Caro Brunori, io capisco il tuo dramma.

Poi non ditemi che sono vecchio…

I miei gusti musicali sono un po’ Dr Jekyll e Mr Hyde: ascolto gente vecchia e altra giovanissima.
In quelli della seconda fascia, mi arrogo il diritto di vantarmi di aver scoperto i Pinguini Tattici Nucleari, prima di molta altra gente (si veda questo post di ottobre 2018).
Ora, che fanno i sold out al Forum di Assago e sono definiti la grande scommessa di Sanremo 2020, tutti a salire sul carro dei vincitori.

Ok Boomer…

Buon Giorno della Marmotta a tutti!

Oggi è il 2 febbraio: il Giorno della Marmotta! Reso famoso, qui da noi, grazie al film Ricomincio da capo (un cult movie, che ha avuto anche un remake italiano), per lungo tempo ho creduto fosse una finzione cinematografica. Invece esiste realmente e continua ad essere molto seguito.

Per molto tempo era citato nel sottotitolo del mio blog (“L’eterno giorno della marmotta di un armonizzatore”), poi cambiato negli anni.

Di seguito un articolo di Wired che vi parla di quella che in fondo è una sagra locale statunitense.

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Pulire la soffitta del blog

Riprendendo in mano il blog, con l’intento di ricominciare a scrivere stabilmente, la prima cosa che ho fatto è stata quella di vedere i pezzi che avevo nelle bozze e se c’era qualcosa di salvabile.

Sessantesette bozze. Sessante sette. Ok, le ho buttate quasi tutte. Molte erano legate all’attualità del momento e quindi ormai obsolete.

Andando indietro ho trovato bozze che stavano lì dal 2014. Visto quello che mi è successo in questi anni, praticamente un’era geologica fa.

Pulire pulire, facciamo entrare aria fresca.

Shut up and take my money

takemymoney

L’immagine che trovate qui sopra è un meme piuttosto diffuso, soprattutto in ambienti geek/nerd. E’ usato quando esce qualche gadget e “non si puo’ fare a meno” di buttare i propri soldi. Al di là della razionalità, della coerenza o anche solo di un minimo di pensiero strutturato.

Detto questo, torniamo indietro di almeno tre anni. Kickstarter è un portale dove si possono finanziare nuovi progetti. Tempo fa finanziai una piccola macchina fotografica in cartone. Sono trascorsi oltre due anni, dalla scadenza prevista per la consegna, e ancora non l’ho avuta. La società sta già commercializzando il prodotto ma è in ritardo col rifornire i primi “finanziatori”, come me. Ogni volta che pubblicano qualcosa su instagram, io (e altri) siamo lì a fargli notare che stiamo ancora aspettando.

Ieri hanno lanciato su kickstarter il crowdfounding per il nuovo modello, in legno. Tempo zero l’ho finanziato. Ecco. Appunto. Tornate al paragrafo iniziale.

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