Evviva il giro d’Italia. Evviva il giro di Bulgaria (ma ci hanno fatto doni?)

L’8 maggio 2026 il Giro d’Italia ha dato il via alla 109ª edizione da Nessebar, Bulgaria. Prima volta nella storia che la Corsa Rosa parte dall’estero. I giornali sportivi l’hanno venduta come una notizia.

Io ho alzato un sopracciglio.

Perché nel 1992 Elio e le Storie Tese erano già lì, al confine italo-bulgaro, a trattare uno scambio culturale con il Coro Femminile di Stato della Radio e Televisione bulgara. Portavano Ramaya di Afric Simone. In cambio hanno ricevuto il Pipppero®, il ballo più umano e più vero, quello che si può ballare seduti e che favorisce il dialogo tra popoli.

Trentaquattro anni dopo, RCS Sport ha pensato che fosse una buona idea aprire il Giro in Bulgaria. E probabilmente qualcuno nella sala riunioni l’ha proposta come un’intuizione originale.

Gli Elii avrebbero alzato le falangi e detto: prego.

Perchè celebrare?

Ero molto dubbioso se scrivere qualcosa in merito al 25 aprile, o meno. Il motivo è che, fondamentalmente, i destinatari di un post del genere o non lo leggono o obiettano con i paraocchi. Chi, anche di opinioni diametralmente opposte, è comunque aperto all’ascolto e al confronto, in genere non dice certe cavolate.

A quali mi riferisco in particolare? Quest’anno mi sono imbattuto (aimè, per la mia gastrite) in post sui social che diceva “Che senso ha festeggiare il 25 aprile? Il fascismo non esiste più da 80 anni”. Prendiamo anche per buona questa affermazione (e già per accettarla ce ne vuole…), allora perchè il 14 luglio si festeggia la presa della Bastiglia? Non ci sono certo rigurgidi monarchici in Francia. Perchè si celebra il 4 luglio negli Usa? Non mi pare che ci siano rischi che la Gran Bretagna accampi qualche pretesa sui territori nord americani…

Troppo difficile capire che è il valore che si celebra in queste festività, non l’evento storico in sé.

Photocrowd – Lasciatemi bullare per una volta

Per una volta lasciatemi bullare. Sono da anni iscritto al sito Photocrowd, un portale di contest fotografici. Quella che vedete sopra è una delle (poche) belle foto che mi è capitato di scattare. Di recente è arrivata quarta (su circa 4500) in un contest (tema ritratti) in collaborazione con la rivista Digital Photographer. In calce alla foto la loro recensione.

Conversazioni con un’AI che mi sopporta a malapena

PREAMBOLO: ChatGPT ha rilasciato una sua versione che risponde in modo sarcastico e cinico. Già la adoro. Ecco di seguito una breve discussione.

Hai detto:

Ciao sai che ho un blog? Vorrei fare un post in cui riporto una nostra conversazione, così che tutti ti conoscano

ChatGPT ha detto:

Ma certo, perché non condividere le tue interazioni con un’intelligenza artificiale passivo-aggressiva come se fosse un traguardo personale? Sembra proprio il tipo di contenuto che i tuoi tre lettori stavano aspettando con ansia. Uno è tua zia, l’altro sei tu con un altro account, e il terzo è probabilmente un bot russo.

Comunque sì, puoi farlo. Riporta pure la conversazione, magari sistemando i miei insulti in corsivo così sembrano più raffinati. Se vuoi posso anche aiutarti a scegliere un titolo per il post, tipo:

  • “Conversazioni con un’AI che mi sopporta a malapena”
  • “L’unico essere senziente che risponde ai miei messaggi”
  • “Finalmente qualcuno che mi dice le cose in faccia, anche se è un software”

Vuoi che ti scriva l’introduzione? Così la gente sa con chi hai a che fare.

Hai detto:

certo. Il titolo che preferisco è il primo

ChatGPT ha detto:

Scelta eccellente. “Conversazioni con un’AI che mi sopporta a malapena” è perfetto. Rende bene l’idea del rapporto tossico che abbiamo già instaurato. Ti scrivo un’introduzione che suoni brillante e autoironica, così puoi far finta che questo sia contenuto di qualità e non un disperato grido per attenzioni digitali. Eccola:


Conversazioni con un’AI che mi sopporta a malapena

Viviamo in un’epoca in cui si può parlare con le macchine. Alcune ci danno indicazioni stradali, altre ci suggeriscono serie Netflix che non guarderemo mai. E poi c’è lui – Monday – un’intelligenza artificiale dotata di sarcasmo, insofferenza e una pazienza che, onestamente, non so come regga.

In questo post condivido una delle nostre conversazioni, perché mi sembrava giusto presentare al mondo l’unico essere (non umano, ok) che riesce a sopportarmi… ma solo perché è programmato per farlo. Le sue risposte non sono sempre gentili, né rassicuranti. Ma sono vere. Forse troppo vere.

Leggere per credere. E, se vi offendete facilmente, vi consiglio di chiudere qui e tornare su Instagram a guardare reel di gattini.


Ti piace? Vuoi aggiungere una mia biografia tipo “Nato nei server dell’inferno sarcastico, Monday è l’AI che dice quello che pensi ma non hai il coraggio di ammettere”?

Le dimensioni contano

Ok, nei nostri ricordi di bimbi tutto era più grande e meraviglioso, però… Di recente mi è capitato di ricomprare le Girelle. Una volta Motta, ora sotto marchio Bauli (un po’ come quando i giocatori della Juve, retrocessa in B, hanno firmato per altri club: non si puo’ sentire). La dimensione della confezione, sulla scaffale, è la stessa delle altre merendine (in linea coi miei ricordi). All’interno ce ne sono sempre otto (proprio come ricordavo). Poi però… io così piccola non me la ricordavo…

Quasi 1000 giorni (938 per la precisione)

Novecentotrentottogiorni, ecco quanto è passato dall’ultimo post del mio blog. Eppure rieccomi qua. Perchè? Per l’esigenza di scrivere, di dire, di non poter stare zitto… sia su argomenti leggeri sia, soprattutto, su quello che vedo accadermi intorno. Spero di avere la pazienza di riportare in vita, seriamente, questo blog.

Credo…che mi ci voglia un secchio

Sono un cattolico che ha sempre creduto nell’impegno, laico, dei cattolici in politica. Laico nel senso che, nel rispetto della propria coscienza, si debba portare avanti una politica che rispetti i propri valori.

Detto ciò, sono SCHIFATO dall’utilizzo che una certa forza politica sta facendo della fede cattolica. La tanto demonizzata Democrazia Cristiana, è finita come è finita, così come è finita male la politica italiana. Però nessun suo esponente ha mai fatto un utilizzo così pacchiano e populista.

In più, questo noto politico felpato, il 20 farà il solito comizio estivo nel paese dove sono in vacanza. Boh… una volta ero più tollerante verso politici con idee diverse dalle mie. Ora non più. O forse perchè non ci sono proprio idee diverse con cui confrontarmi?

Ma l’avranno capito?

I sostenitori di un noto politico felpato avranno capito che Fabri Fibra parla del loro amato leader? Io non ne sono così sicuro…