Cinquant’anni di questo governo

La vita serale in australia non è il massimo. Anche oggi si è cenato presto e, quando Mrs Puck si addormenta, io mi giro un po’ la rete e vedo che è successo. Leggo dei funerali di stato a Genova. Leggo un po’ di commenti su Facebook. Condivido alcuni post. Sto per spegnere e mettermi a letto e un triste pensiero mi pervade: per quanti sembriamo in tanti a vedere alcune cose, siamo comunque di provenienze ed idee diverse e poi non siamo così numerosi come vorremmo credere. La maggioranza dell’elettorato vuole questo governo. Noi non possiamo che usare le armi della democrazia e della libertà di espressione per cercare di far capire a più persone possibile dove sta il problema di un governo in cui il Presidente del Consiglio non si sente mai, dove l’unico ministro della Lega sembra Salvini (e ho detto tutto), per il resto c’è una società privata.

Comunque temo ci attendano molti anni di questo governo. In bocca al lupo a noi.

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Tre cose che apprezzo delle pinte australiane

Mi è capitato, giusto un paio di volte, di ordinare delle pinte di birra in giro durante la giornata. Dal locale pettinata, alla roadhouse nel nulla, ho potuto apprezzare tre cose:

1) tengono sempre i bicchieri in frigorifero, cosa che da noi non fa praticamente nessuno.

2) danno pochissima schiuma, come piace a me

3) fanno sempre le pinte rase, fin troppo!

Niente… non ce la fanno a non dare le colpe a qualcuno

Partiamo da due dati di fatto: 1) Autostrade chiedeva da anni di costruire, a proprie spese, la nuova gronda 2) M5S si opponeva a quest’opera che avrebbe alleggerito il tratto caduto. 3)Di recente il soggetto messo dalla Casaleggio è associato al ministero delle infrastrutture, aveva tolto la Gronda tra le grandi opere da realizzare. (ok, potrebbe non aver cambiato nulla… o forse no).

Detto questo non bastano migliaia di chilometri di distanza tra me e Di Maio per evitare che mi faccia girare le balle. “Chi rompe paga” dice. Mi pare palese, non una condanna. È una sua proprietà in concessione. Il soggetto messo al ministero delle infrastrutture tuona che si costituirà parte civile. Riesce a farsi smerdare da Di Pietro (che non sopporto ma che da ex pm certe cose le sa) dicendo che il ministero era responsabile e non tanto parte lesa… ok, ci sono da poco e non li si può accusare di mancato controllo ma sulla opposizione alle grandi opere….

La mafia delle coppiette: honeymoon (in Australia) edition

Dopo esser stato ammesso alla mafia delle coppiette ed aver avuto l’upgrade con il matrimonio, con il viaggio di nozze in Australia ho conseguito il master finale. Sì perchè, diciamocelo, non è stata la scelta più originale del mondo… ma chissenefrega! Fatto sta che il 90% (abbondante) degli italiani incontrati, sono state coppie con gli anelli ancora sbirluccicanti. A volte i tour sono diversi ma tante volte no, quindi magari, per più tappe di fila o a distanza di giorni, si rivedono le stesse facce (“le solite facce”, direbbe YdR). A volte ci si saluta, a volte ci si ignora (se a pelle ci si sta già sulle palle o se si è un po’ timidi) a volte ci si intrattiene in qualche chiacchiera.

A volte però si va oltre, come capitato a Mrs Puck e me al tour “a night at field of light”. Nella prima parte della serata, un aperitivo in piedi guardando il tramonto illuminare Uluru (già noto come Ayers Rock) ci siamo ritrovati a chiacchierare con una, poi due e alla fine con tre coppie di altri lunadimielisti italiani. Visto che poi siamo stati fortunati ed erano tutte coppie simpatiche, si è deciso di fare tavolo assieme alla successiva cena sotto le stelle. Per fortuna, perchè la cena è stata abbastanza lenta e se fossimo capitati con altre nazionalità, mi sarei fatto discretamente due maroni così.

Mentre vi scrivo

Mentre vi scrivo, da un distinto hotel Ibis Stiles nella ridente cittadina di Katherine, un non meglio imprecisato animale scorrazza tra il soffitto del nostro bungalow e il sovrastante tetto. Ora si è fermato e sembra stare mangiando qualcosa (o rosicchiando qualcosa). Ignoro totalmente che tipo di animale sia. Però ha le zampe e questo è già qualcosa. Se non ci ammazza nel sonno, ci sentiremo nei prossimi giorni. Vi ho voluto bene.

La sinistra, come scelta di campo

No, non è un post politico. Vi voglio parlare della guida in Australia. Nel mio precedente viaggio neozelandese ero riuscito ad evitare la guida. Così come ho sempre evitato di girare in paesi (con Irlanda e Gran Bretagna) che prevedessero la guida sulla carreggiata di sinistra. Stavolta la cosa non era evitabile e, devo dire, che il tutto è stato molto meno traumatico del previsto. Ci si abitua abbastanza facilmente e anche le rotonde, che si prendono in senso opposto rispetto alle nostre, sono sempre ben segnalate. Unico problema sono stati alcuni incroci cittadini con delle precedenze confuse (almeno per me). Nel dubbio, io lasciamo sempre passare gli altri…

Uno a destra. Uno a sinistra.

In genere, nel nostro viaggio australiano, non abbiamo avuto la percezione di pericolosità. Se non in una città: Alice Springs. Seconda città per grandezza dei Northern Territory, in realtà conta circa trentamila abitanti. Arrivando abbiamo notato dei sobborghi non proprio edificanti e, spiace dirlo, erano le zone abitate dagli aborigeni. Paragonate a certe riserve indiane viste negli States, diciamo che mi pare se la passino peggio. Il nostro albergo aveva un parcheggio con cancello a codice di sicurezza. Peccato che il numero di posti disponibili fosse inferiore (di gran lunga) a quello delle stanze. Ecco che quindi, controvoglia e nonostante alla reception una incaricata, un po’ stordita, ci avesse avvisato che non fosse sicurissimo, abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio a circa dieci metri dalla porta dell’hotel. Non eravamo tranquilli. Prima di andare a dormire siamo passati a controllare. Oltre alla nostra c’erano tre auto e sembrava tutto tranquillo. La mattina, alle 6, prima di colazione, sono passato a ricontrollare. Ho notato dei vetri per terra vicino alla macchina a fianco alla nostra ma erano di una effrazione precedente. Dopo colazione siamo tornati per caricare l’auto e… quelle parcheggiate alla nostra destra e alla nostra sinistra avevano il finestrino saltato. Per una volta ci è andata bene (o forse la mia prima uscita ha evitato guai peggiori)

Paese che vai, SIM che trovi

Ok, in Europa ormai il roaming è libero da costi aggiuntivi e quindi si viaggia tranquillamente con la propria sim e il proprio piano dati. Quando però si va all’estero, per periodi discretamente ampi, ritengo che acquistare una sim locale sia sempre consigliabile. L’avevo fatto in Georgia e l’ho fatto con somma soddisfazione pure quest’anno. Offertone in aeroporto. L’equivalente di 20 euro, 25giga da utilizzare in un mese (che, considerando i Wi-Fi in albergo, basta e avanza) e sono a posto. Fortemente consigliato.

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