La voglia di non aver paura

Come ogni sera, alle 18 (sul canale Telegram del Ministero della salute) controllo la tabella aggiornata con i dati della pandemia. Non sono uno di quelli che legge centomila articoli e guarda ogni trasmissione tv, però pensando di avere qualche strumento statistico per farmi un’idea dei dati, li guardo con interesse.

Forse, a dire il vero, era qualche giorno che non mi aggiornavo. Sono rimasto piacevolmente stupito da tutta una serie di dati. Soprattutto da quello sui ricoverati in terapia intensiva.

Continuo a portare la mascherina e tenere tutte le precauzioni che ritengo indispensabili (e non allenterò troppo la presa), però viene veramente voglia di sentirsi un po’ più sereni.

Almeno per qualche mese…

Pensavo di scrivere di più… e invece

Durante le settimane di forzata permanenza domestica, pensavo avrei scritto molto di più. O meglio, pensavo che sarei tornato a scrivere con assiduità sul blog. Invece è successo l’esatto contrario. Il motivo? La risposta che mi sono dato è che la latente (o esplicita) tensione di quei giorni mi togliesse la voglia di fare qualsiasi cosa che non fosse strettamente necessaria. Lo stress lavorativo (ho continuato a lavorare ma in situazione tutt’altro che ottimali) e la paura per me e per i miei cari, alla fine ha avuto la meglio. Anche se non ho mai voluto ammetterlo. Me ne sono accorto anche solo quando finalmente sono potuto tornare a lavorare in studio: mi sembrava di essere produttivo a casa e invece lo ero molto meno di quello che normalmente sono.

E ora? Mi piacerebbe rilanciare il mio blog ma non so quanto ho da dire e soprattutto sono veramente in riserva di energia. Speriamo arrivino presto le ferie.

Baal Culo

Non dovrei dirlo, perchè il mio blog ora viene letto anche dai miei nuovi vicini di casa. Però c’è una cosa che mi tenta tantissimo…

Per evitare che si rovinino, in fase di traslochi e fine cantiere, gli ascensori sono stati foderati da polistirolo e cartoni da imballaggio. Dei bontemponi ci hanno scritto anche su.

Io sono tentato, tentatissimo, di scrivere “Baal Culo”…

Se non siete milanesi, forse non sapete di che parlo…Guardate qua (o cercate su google)

Fase 2… e un pezzettino

Ora che c’è in pratica il “liberi tutti” (fin troppo, dal mio punto di vista), quanto ne ho approfittato? Spoiler: a giudicare da quello che NON ho ancora fatto, non molto.

Fino ad oggi, dalla fine della quarantena, NON ho:

  • fatto la spesa in un supermercato
  • uscito a cena in un ristorante
  • uscito a bere in un locale
  • andato al cinema (sono aperti, vero?)
  • fatto un weekend fuoriporta
  • andato in palestra
  • praticato sport

Questo solo per dire le prime cose che mi vengono in mente…

#iorestoacasa

Ok, siamo in fase tre. Possiamo muoverci non solo da casa nostra ma anche dal nostro comune e dalla nostra regione. Ok.

Io però non mi fido ancora. Chiamatemi ipocondriaco. Chiamatemi disfattista. Oppure semplicemente dite che sono ancora traumatizzato da quello che ci ha colpito. Fatto sta che io non mi sento ancora confidente a fare certe cose.

Sono stato in qualche negozio, però la spesa la faccio ancora online. Vado tutti i giorni in ufficio, però sempre in auto. Invitiamo qualche amico a casa, rispettando il distanziamento sociale, però non mi va ancora di uscire al ristorante o andare per locali.

Mi passerà. Forse.

Ma questo è giornalismo?

Da tempo sono molto scettico verso il giornalismo, soprattutto online. Non parlo di siti di clickbait o semidilettantistici ma di testate che dovrebbero garantire un livello di qualità accettabile.

Capisco poi che in questo periodo le notizie di non siano molte, soprattutto quelle di gossip. Però veramente c’è si cerca di creare notizie (e click) anche dove non ci sono.

Prima di tutto sono contro l’odiosa abitudine di fare un titolo che dice e non dice, al fine di invogliare ad aprire la pagina. Nei (pochi) corsi di giornalismo che ho fatto, mi era stato spiegato che il titolo deve dire già tutto e al massimo ogni elemento fondamentale deve essere presente nell’occhiello e nel primo paragrafo dell’artico. Belle parole al vento.

Tutto questo per dire che seguo su instagram Fedez e trovo assurdo come su ogni sospiro di quella coppia si cerchi di creare una notizia.

Questo weekend sono stati sul lago maggiore e lei (lui no… codardo!) ha fatto la Zipline del lago Maggio. E’ il posto dove ho portato Mrs Puck il primo weekend che siamo stati fuori assieme (al grido di “siamo agli inizi, non mi dirà certo di no…”). Ma torniamo ai Ferragnez. Lei si appresta a fare la zipline, è tesa, e lui per pigliarla per il culo la saluta dicendo “finchè morte non ci separi” e lei, come avrebbe fatto il 99% delle mogli/fidanzate, risponde con un vaffa. Questi i fatti, almeno da come si vedono su instagram, quindi penso di avere gli stessi elementi dei giornalisti.

Ecco invece, per mero esempio, uno degli articoli apparsi online: LEGGI QUI

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Per la serie “Ricorrenze Nerd”, vi segnalo che oggi è il Towel Day. Se volete saperne di più, vi segnalo la pagina di Wikipedia.

Che c’hai moneta?

Acquisti online, carta di credito, bancomat, Satispay. Già prima ero una persona poco propensa al contante ma, con questa situazione, ormai non ne uso praticamente più.

Poi arrivo in ufficio. Davanti alla macchinetta del caffè. Infilo la chiavetta e… zero credito. Mani in tasca e… moneta? Nulla.

Ormai ho ribaltato qualsiasi angolo di casa e non ho più moneta. Sono finito anche a scrivere ad amici con bimbi piccoli, proponendo scambi di 10 euro con moneta…

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