Un giorno mi toglierò uno sfizio

Sono fortunato. Lo sono stato anche in passato e mi sono potuto togliere tanti sfizi, soprattutto viaggiando. Una sottocategoria di questi sfizi è rappresentato dal turismo per eventi sportivi.

Wimbledon (9 volte), le Olimpiadi di Londra, la Ryder Cup di Parigi, la NBA, la NHL, la MLB… non posso certo lamentarmi degli eventi che sono riuscito a vedere.

C’è però uno sfizio che vorrei ancora togliermi: lo sport universitario Usa. Se, a livello professionistico, il tifo americano non certo dirsi particolarmente spettacolare, a livello NCAA tutto cambia. A puro titolo esemplificativo, vi posto un video

E’ meramente un caso che la canzone in questione sia Sweet Caroline 🙂

Viviamo una nuova era d’oro dell’esplorazione spaziale

A volte è bello anche alzare lo sguardo da quello che è la nostra vita di tutti i giorni e pensare che il genere umano stia facendo passi avanti. E’ questo che provo quando leggo, ormai quotidianamente, notizie relativi a voli spaziali.

Dopo anni in cui si volava solo con le Sojuz, è bello vedere la spinta che tanti nuovi attori (SpaceX, Blue Origin, India, Cina) stanno dando al settore.

E’ bello anche pensare che la fantasia, ogni tanto, diventa realtà e oggi il Capitano Kirk farà il suo primo volo spaziale.

Si ringrazia il canale Twitch di Adrian Fartade dal quale è preso questo screenshot

Qualche dato sul Codacons

Il codacons non mi sta simpatico, per usare un eufemismo. Quando sale alla ribalta della cronaca, è spesso per azioni che definirei, per usare un altro eufemismo, allegre e motivate soprattutto da una ricerca di visibilità.

Non è però di questo che volevo parlarvi ma di dati oggetti. Come finanzia la sua fulgida attività questa associazione?

Come si puo’ vedere da QUESTO LINK, direttamente dal loro sito, in discreta percentuale con soldi pubblici.

Voi, come consumatori, vi sentite tutelati da un’associazione del genere? Io no.

Il meraviglioso mercato del qualcosanonqualcosa

La nascita di Miss Pucka mi ha aperto un mondo meraviglioso di nuovi prodotti, dei quali ignoravo totalmente l’esistenza.

Tutto un segmento di mercato che mi ha colpito di più è quello dei “qualcosanonqualcosa”. Cioè: nella tua incoscienza di neogenitore, compreresti una cosa, però quella cosa non va bene, te ne diamo noi una giusta.

Ecco che quindi in casa sta entrando, giusto per cominciare, il “talco non talco” e le garze in “tessuto non tessuto”.

Aspetto solo citofoni l’idraulico per dirmi che ho una figlia non figlia 🙂

Siamo già al 13 settembre e…

…non ho ancora sentito per radio o condivisa sui social questa canzone.

Scusate ma ci tengo alle tradizioni!

Pis****e controvento su Facebook

Una volta perdevo tempo a replicare a certi commenti ignoranti, populisti e (probabilmente) di troll, sui social. Tempo perso. Ora faccio una cosa diversa: perdo dieci minuti al giorno a segnalare post e commenti a Facebook. Non serve a niente, anche perchè molto spesso mi rispondono che, dopo aver esaminato la segnalazione, ritengono non contravvenga le policy. Almeno mi sembra di provare a fare qualcosa.

Invito anche voi a farlo: cliccate sui tre puntini a fianco di un commento e poi selezionate il tipo di infrazione (in genere io: notizie false -> salute)

Pubblicare o non pubblicare

L’undici agosto sono diventato padre. Lo so: ho pubblicato per anni, sul mio blog, le peggiori cavolate e non scrivo questo?

Eh sì, perché la decisione se mettere o meno le foto della little pucka non è stata facile. Mettere? Non mettere? Mettere coprendo il viso? Mah… decisione difficile e alla fine ho deciso che, sì, pubblicherò ma con molta moderazione.

L’uso che potrebbe esserne fatto o le persone a cui potrebbero capitare in mano queste foto mi preoccupa ma sarebbe anacronistico pensare di tenerla nascosta dei social.

Vi presento quindi la cosa migliore che abbia mai fatto

Orgoglio e pregiudizio

Oggi sono a fare una visita medica, per l’ottenimento di un beneficio di cui ho diritto, in base alla mia condizione fisica. Avrei la documentazione da circa sette anni (la condizione è anche preesistente), non l’avevo mai richiesto per due motivi.

Il primo è l’orgoglio, perché è un riconoscere una condizione di non perfette condizioni fisiche e io mi sono sempre impegnato per dare un’immagine il più possibile “normale” di me. Ammesso e non concesso che il normale esista.

Il secondo è un pregiudizio, tutto italiano, che uno cerchi di fare il furbetto. Visto che, per il mio comportamento sopra citato, non è particolarmente evidente la mia situazione. Io odio i furbetti alla italiana è ancora di più odierei passare per uno di loro.

A dimostrazione di ciò, parlavo, con una persona che mi vede tutti i giorni, della visita di oggi. “Bella idea” mi ha risposto. No, veramente non è un’idea, è una necessità.

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