Norwegian Reggaeton (corretto)

Quando pensavo che, musicalmente, la Norvegia non potesse produrre, musicalmente, nulla meglio di Optimist di Jahn Teigen, ecco che una mia conoscenza di Facebook mi fa scoprire Norwegian Reggaeton dei Nanowar of Steel.

Li credevo un gruppo norvegese… invece sono italianissimi. Però il pezzo merita lo stesso.

…e il grido dell’estate diventa “esta vida loca a mirar la foca” 🙂

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38%

Gli ultimi sondaggi danno la Lega al 38%. Con Forza Italia e Fratelli d’Italia che portano un 6% ciascuno, siamo vicini a quando Salvini farà cadere il governo.
Io non passa giorno che non provi a discutere con almeno un salviniano in rete (ergo: ci finisco a litigare) e la cosa veramente mi stanca. Però non si puo’ più stare zitti.
Mi piacerebbe trovare una formazione in cui identificarmi e nel quale poter fare qualcosa di attivo.

Deluso dalla rivista “Turisti per caso”

Dovendo pianificare la prossima vacanze (anche) a New York, mi sono fatto attirare dalla copertina di Turisti per caso. La pensavo una rivista snella e aggiornata, ideale per avere qualche spunto per le novità della Grande Mela. Niente di più sbagliato. Un articolo pieno di banalità, ideale solo per chi non c’è mai stato. Per esempio, nulla dicono su Hudson Yards che, basta fare una semplice ricerca in rete, per capire che è il top di quest’anno. Mai più.

Questo è l’effetto del Sovranismo/Populismo

La nave della Ong olandese, mentre scrivo, non ha ancora attraccato. Attraccano invece i barchini “indipendenti” che stanno portando molti più di 42 migranti sulle rive di Lampedusa. Però meglio combattere le ong degli scafisti e… continuiamo così.
Questo però non è una cosa lontana ma, purtroppo, impatta sulla mentalità di troppa gente troppo vicino a noi.
Seguo diversi gruppi facebook locali (sì, lo so, me le vado a cercare…) e in questi giorni mi sono imbattuto in due post sicuramente emblemetici.
Il primo parte con il classicissimo “non sono razzista ma…” e si lamenta di come, nel mio paese, aprano sempre più attività commerciali gestite da stranieri e che “non se ne puo’ più di questa politica”. Ho fatto notare che non mi risulta che siano rifiutate licenze ad italiani per darle a stranieri… ma se preferiva un paese pieno di negozi sfitti… alla faccia del commento non razzista.
Il secondo è ancora più assurdo. Stanno aprendo un megastore di bricolage. La gente ha avuto il coraggio di lamentarsi che non ci sono state (presumibilmente) assunzioni di residenti del paese ma solo di fuori. Il campanilismo allo stato puro. Figuriamoci se ora un megastore deve avere vincoli di residenza nelle assunzioni. Il “prima i nostri” all’ennesima potenza.
Boh. Un po’ sono stufo di combattere i mulini a vento. Un po’ sento che, ora più che mai, è un dovere farlo, anche se sembra non servire a nulla.

Cinque cerchi sì, cinque stelle no

Oggi a Sono state assegnate le Olimpiadi invernali a Milano-Cortina. Ci sarà tempo per parlarne ma il primo pensiero è politico. Malagò, non certo uno stinco di santo ma se non altro un dirigente sportivo di una certa caratura, ad esplicita domanda ha detto che i sindaci di Milano (in Sala we trust…) e Cortina gli hanno dato fiducia, quello di Roma (M5S) no. Conviene anche ricordare che la candidatura era a tre… poi Torino (M5S) si è defilata, rischiando di far saltare tutto.

Oggi Di Maio dice che è una vittoria di tutta l’Italia. Forse si, ma NON VOSTRA. Non di un movimento che sa dire solo no è che vede i grandi eventi solo come occasioni buttate in partenza.

Orgoglioso di chi ha l’audacia di credere nei sogni.

Ora tutti a osannare Berrettini

A distanza di un anno, da quando tutti si sono scoperti tifosi di Cecchinato (simpatia che io ho abiurato ben prima del Roland Garros 2018, per via della non chiarissima situazione relativa alla sua squalifica), ora sono tutti tifosi di Matteo Berrettini.
Bravi fenomeni. Dove eravate quando la stupida idea Fit di fare una qualifica per assegnare la Wild Card, lo privava della strameritata partecipazione alle Netx Gen Finals?
Dove eravate quando giocava quasi come oggi ma una sfiga atroce nei sorteggi gli proponeva primi turni impossibili?
Ora tutti bravi a dire “io l’avevo detto”.

Parlo anch’io del mondiale femminile di calcio

Vorrei fare un polemica su una partita del mondiale femminile di calcio. Vorrei farla però in modo totalmente asessuato. Cioè, è una polemica che avrei fatto uguale uguale per il calcio maschile.

Guardo i risultati e vedo Usa-Thailandia 13-0. Gulp. Ok, le americane sono tra le più forti al mondo, le thailandesi… meno. Ok, nel girone conta la differenza reti, però ad un certo punto uno alza anche il piede dall’acceleratore. Anche perchè, se si guarda il tabellino dell’incontro, cinque sono stati fatti dal 79esimo in poi. L’ultimo a tempo abbondantemente scaduto. Bah. Credo che potessero fermarsi anche sull’8-0 no?

Prendiamo un esempio maschile. Qualificazioni europee della settimana scorsa. Russia-San Marino 9-0. Anche qui cinque gol negli ultimi venti minuti. Però tutto sommato siamo a livelli un po’ diversi (non una finale mondiale) e con una misura un filo più contenuta…

Anche perchè poi “chiami” gli avversari a ribattere alla tua differenza reti. Ok, è lo sport. Però infierire non è mai bello.

Rivedere City Slickers

city_slickers

L’altra sera, senza averlo deciso prima, ho rivisto City Slickers, conosciuto da noi come Scappo dalla città: la vita, l’amore e le vacche.

Visto ai tempi, era una bella commedia, su tre uomini di città alle prese con la vita da cowboy. Poi io ho sempre avuto una grande ammirazione per Billy Crystal.

Rivisto oggi, passati i quaranta, ha tutto un altro sapore. O, forse, semplicemente lo capisco meglio.

I tre protagonisti rappresentano tre stereotipi dell’uomo post 40 in cui, chi più chi meno, ognuno di noi trova almeno uno in cui rivedersi.
Il primo è sposato ad un’arpia, insoddisfatto dalla propria vita e finisce [allarme spoiler] col ripartire da zero. Anche se a quell’età fa paura.
Il secondo è spento, ha perso il sorriso e tutto gli pesa. Ritroverà la forza di continuare a fare meglio di prima quello che stava già facendo.
Il terzo è l’eterno Peter Pan, che però alla fine diventerà “Grande”.

Diciamo che ora questa “commedia” l’apprezzo ancora di più-

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