I grilli di Princeton

New York è alle spalle. Delle spigolature di questa “Ny da turisti ma non troppo” vi parlerò se mai in altri post. In vacanza dico sempre così e non lo faccio mai. Mentre vi scrivo sono in una camera d’albergo di Princeton. Hotel anche parecchio su, che ospita un evento di bassa lega della USTA (United States Tennis Association). Se va bene, è una convention di maestri. Passando a fianco a alla sala da ballo dell’hotel, impazzavano luci stroboscopiche e Milf messe giù da battaglia che fingevano di aver bevuto più di quanto in effetti avessero fatto. Princeton comunque è bella. Oggi abbiamo passeggiato nel campus ed è davvero un luogo affascinante, soprattutto la sezione più storica. Per quanto si possa essere storici in Nord America. La cosa che comunque mi ha colpito di più, è il numero di grilli. Già oggi nel campus ma anche e soprattutto stasera. Grilli, grilli ovunque. Li sento anche da dentro la nostra stanza (ovviamente chiusa). Un casino che non vi dico.

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Non ce la faccio più (ma devo)

Stamane giro su Facebook e fatico davvero a essere ottimista. Pentastellati che si lamentano che gli hanno fatto cadere il governo “proprio mentre stavano per fare”. La lega il tempo l’ha avuto, voi dove eravate? Leghisti che invocano il voto ma in realtà strizzano l’occhio ad una dittatura. Opposizione in ordine sparso, senza idee se non quella di attaccare Salvini, facendo il suo gioco. La prossima legislatura sarà una lenta caduta verso il baratro. Speriamo lenta…

Crisi di governo, elezioni e Finanziaria

Spero di sbagliarmi ma, VI PREGO, fate attenzione ad una cosa da qui alle elezioni. Presumibilmente non si andrà a votare prima dell’approvazione della legge Finanziaria. Una legge che purtroppo sarà di lacrime e sangue (certi provvedimenti del recente passato chiedono il conto…).

SE (e temo succederà) ci dovesse esseee un governo tecnico per approvarla, guardatevi bene da chi poi ne prenderà le distanze, dicendo che non è colpa sua ed è stata imposta da chissà chi.

Soprattutto se poi è una forza: 1) che era di governo 2) che ha voluto la crisi 3) che mira a governare dopo le elezioni.

Io ve l’ho detto… poi nella cabina elettorale sarete voi e la vostra coscienza.

Come viaggiavo, come viaggio – Parte 1

Ho ancora un vivido ricordo dell’era d’oro dei miei viaggi, che poi forse l’era d’oro sono proprio questi anni con Mrs Puck, però quelli erano i primi, con gli amici, e mantengono nei ricordi un sapore particolare. Però, mi rendo conto, sono ormai un po’ “agé” e quindi sto parlando di viaggi di, almeno, quindici anni fa. Mi accorgo di come, in tante piccole e grandi cose, il modo di viaggiare sia cambiato.
Un esempio molto stupido è la musica. Fin dai primi viaggi On the road fatti in nordamerica (il primissimo: un costa a costa del Canada nel 1996)c’è sempre stata la questione della colonna sonora. In quegli anni la soluzione era che ogni partecipante, faceva delle compilation su cd che si ascoltavano a rotazione. La scelta dei brani partiva con settimane di anticipo e si alternavano canzoni che si volevano sentire, ad altre scelte solo per stupire gli amici, magari dimostrando la propria cultura musicale.
E ora? Abbiamo di tutto sui nostri smartphone, collegabili con un cavetto all’autoradio. Però il culto della compilation, almeno a me, un po’ resta (Nick Hornby insegna) e spero di trovare il tempo di prepararne una per l’ormai prossima vacanza.

Salvini, la distrazione e Dibba

Bhè, è noto che non straveda per il Dibba, tanto meno per Salvini. Il primo dei due è però riuscito a strapparmi un sorriso, parlando del secondo.

Esprimendo un concedo, che condivido, sulla strategia della distrazione di Salvini, ha detto: “finirà col fare un peto con l’ascelle” (si veda il video).

La cosa triste, che Dibba non dice, è che il peto con le ascelle farà guadagnare un ulteriore punto percentuale alla Lega

Una visione che fa riflettere

Come tutti, conoscevo il caso di Cambridge Analytica. Forse no, meglio riformulare: come quasi tutti quelli che cercano di farsi un’opinione, conoscevo quel caso. Oggi ho scoperto di saperne ben poco. Questa epifania è stata favorita da un ottimo documentario, prodotto da Netflix, player non offre solo buon intrattenimento ma anche ottimi contenuti. Inciso: non tutti, ci ho trovato anche titoli alquanto discutibili e complottisti. Questo documentario, The Great Hack – Privacy Violata, però l’ho trovato davvero ben fatto e circostanziato in modo soddisfacente. Il titolo italiano è quasi forviante, perché il problema non è la privacy ma come i nostri dati sono usati per influenzare la gente. Il tutto verte soprattutto sul l’elezione di Trump e sulla Brexit ma ci trovavo comportamenti molto usati da partiti italiani decisamente in rete. Così come la Russia è presente qui da noi, come lo è stata nelle elezioni Usa. Alla fine ti chiedi quanto sei influenzabile ed è importante porsi questa domanda, perché ti consente di provare almeno ad affrontare in modo critico le notizie con cui vieni tempestato.

Per una Cambridge Analytica che chiude, quanti continuano a fare quel genere di operazioni?

Ci aspettano anni difficili.

Second Selling

Ho sempre odiato i bagarini e non ho mai avuto simpatica verso chi lucra sui biglietti degli eventi, anche solo privatamente. Ora mi ritrovo a mettere a dura prova la mia coerenza. Avevo regalato a Mrs Puck dei biglietti per un concerto a settembre. Visto che signora sarà all’estero per lavoro in quei giorni, dobbiamo cercare di piazzarli. Provo quindi uno degli odiati siti di second selling. Lì scopro che vanno via a circa il doppio di quello che li ho pagati.

Restare coerente e recuperare solo il costo o assecondare il mercato?

Temo di sapere già la risposta…

50 anni e ancora c’è chi non ci crede

Cinquant’anni dall’allunaggio. Cinquant’anni da un piccolo passo per un uomo ma un grande passo per l’umanità. Cinquant’anni di complottismo, che negli ultimi tempi sta raggiungendo livelli preoccupanti di generalizzata diffusione. Sarebbe limitato dire, citando X-Files, “I want ti believe”. Io non voglio crederci: io ci credo, perché è successo. Perché la terra non è piatta e perché è ora di dire basta all’uno vale uno, quando si vogliono sostenere tesi assurde.

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