L’insopportabilità del Politicamente Corretto

Di recente mi sono trovato a ragionare sul politicamente corretto. In particolare mi è capitato guardando le selezioni di X Factor. All’ingresso di ogni concorrente, prima che inizi a cantare, i giudici gli dicono “in bocca al lupo”. Tutti, o quasi, a rispondere “viva il lupo”. Lo trovo francamente insopportabile. Rispondere “crepi” ci rende forse persone peggiori? Non credo proprio. Figuriamoci dire “in culo alla balena”, non sia mai!

Sono cresciuto quando espressioni che oggi definiremmo, razziste, sessiste ed omofobe erano la normalità. Non ci sentivamo certo razzisti, omofobi o sessisti per questo (ma forse un po’ lo eravamo?) ma trovo giusto che queste espressioni siano state eliminate. Però a tutto c’è un limite. Così come essere buonisti non vuol dire essere buoni, essere politicamente corretti, non vuol dire essere eticamente corretti. Quindi crepi qualche lupo in più e interroghiamo più spesso la nostra coscienza in altri campi.

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Il mondo alla rovescia

Ieri, io e Mrs Puck, eravamo in un noto superstore di elettronica, al fine di capirci qualcosa in tema colonna di asciugatrice e lavatrice. A margine di ciò, ci siamo fatti un giro nella sezione televisori, nell’ottica del quasi imminente cambio casa (coi debiti scongiuri).

Davanti ad un Oled 65″ lei a dire che era bellissimo, io ad obiettare che forse era un po’ troppo grande…

Il mondo va veramente alla rovescia.

Greta e il nobel

L’11 ottobre si assegnerà il nobel per la pace. Sento che Greta (non imparerò mai il cognome) è una seria candidata.

La cosa mi lascia perplesso.

Da queste pagine ho già scritto in suo favore (o meglio, contro chi la critica) ma il nobel per la pace non lo capisco. Se vogliamo chiamarlo nobel per l’impegno sociale ok, ci puo’ stare. Però per la pace proprio no. Non lo capisco.

Aquile Randagie

Ieri, su impulso di Mrs Puck, siamo andati a vedere Aquile Randagie. Si tratta del racconto della storia vera di un gruppo scout che resistette, in clandestinità, al divieto di associativismo, che non fosse di regime, da parte del Duce. Il regista, presente in sala, ha spiegato che oltre a una storia vera, è anche una metafora sempre valida, su certi valori. Il film è oggettivamente ben fatto, compatibilmente coi mezzi limitati, anche per gechi, come me, conosce solo in parte il movimento scout. Io l’ho guardato più con gli occhi di un cattolico. Gli amici scout forse mi contesteranno l’affermazione, ma io ho visto i protagonisti più come cattolici che come scout. In quest’ottica sono sempre più convinto che anche i nostri tempi devono richiamare all’azione, in difesa di valori che sono prima umani che cattolici.

La battuta che mi è rimasta impressa del film: non serve essere fascisti per amare la propria patria.

Svegliatevi!

No, i testimoni di Geova non c’entrano. Si tratta solo del riferimento musicale più banale per il primo ottobre (o forse anche per il trenta settembre andava bene). Per la gioia del mio omonimo rhodese 🙂

Greta & Friends

Non capisco. Lo giuro. Non capisco tutto questo bisogni di denigrare, sminuire e ridicolizzare sia Greta nonricordoilcognome che tutto questo movimento giovanile che tenta di muovere qualche passo. Oggi è tutto un fiorire di fake news sui rifiuti post manifestazione o sul globo bruciato in piazza duomo. Perché questo bisogno di trovare incoerenza in questo messaggio e in chi lo porta? Molto è scontro generazionale. Tanto è il fatto che in Italia, in ogni campo, chi è sotto una certa età non è considerato. In politica come nel calcio. Dappertutto. Forse la cosa peggiore è che questi messaggi ci vorrebbero smuovere dalla nostra comoda confort zone e proprio questo non lo possiamo accettare.

Il pezzotto: beata ignoranza

La settimana scorsa ho scoperto dell’esistenza del “pezzotto” che, da quel che ho capito, era una sorta di decoder illegale. E’ salito all’onore delle cronache per una maxi retata contro la pirateria in tema di pay tv. Personalmente non posso che fare un plausa a certe iniziative. Probabilmente anche se pagassimo tutti, non pagheremmo meno, però non vedo perchè i soliti furbetti devono farla franca. Anche perchè (e dico questo per la mia esperienza di gente conosciuta) sono poi i primi a lamentarsi del magna magna di politici e affini. Come le cronache ci hanno, purtroppo, spesso dimostrato, chi ruba nel piccolo (messo nelle giuste condizioni) poi ruba anche nel grande.

Perchè la tassa su merendine e bibite è GIUSTISSIMA

L’avanguardia populista si è scatenata contro l’idea di tassare le merendine e le bibite. Una tassa che, a loro dire, colpisce i ceti più deboli.
Si deve però capire una cosa: non è un provvedimento per fare cassa (o non solo) ma (anche) di salute pubblica.

In questo articolo de Il fatto quotidiano (fonte che non cito spesso, non condividendo per larghi tratti le sue posizioni), viene spiegato come già sedici paesi abbiano una legislazione del genere. In alcuni è servita per fare cassa, in altri (come la Gran Bretagna) non ha incassato molto ma ha convinto i produttori ad abbassare la quantità di zuccheri utilizzati, al fine di rientrare nella soglia di tolleranza.

Il fatto è che si vedono sempre più spesso bambini con problemi di peso e se per alcuni il problema è genetico, per molti altri la questione è meramente di abitudini alimentari. Dove l’educazione fallisce, vediamo se colpendo il portafoglio si sortiscono maggiori effetti.

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