Chiudere gli studi professionali

Ok. Oggi hanno dichiarato che gli studi professionali devono chiudere. Ok, ce lo aspettavamo. Venerdì abbiamo fatto una corsa per portarci a casa tutti il portabile, per poter lavorare il più possibile. Sì, perché se chiudiamo noi le buste paga, le cassa integrazioni, il bonus 600 euro per gli autonomi, chi li fa? Boh speriamo bene, non solo per la salute (che è la prima cosa) ma anche per riuscire a mandare avanti il lavoro e… avere un lavoro anche quando tutto questo finirà. Noi facciamo il possibile. Sappiatelo.

Se non fai una videochat non sei nessuno

Il trend di questo weekend è: fare la videochat. Più gente porti in videochat e più figo sei.

A una condizione: devi condividere lo screenshoot sui social se no… cosa lo fai a fare? Certo non per sentire gli amici! Solo per fare il figo sui social.

Ecco che quindi gente che fino a ieri confondeva Skype con Sky, oggi è esperta di Zoom, videochat e chi più ne ha più ne metta. Nel mio piccolo volevo fare una chiamata tra amici l’altra sera, prima che scoprissi che fosse trendy… poi mi stava quasi passando la voglia. Ha prevalso la voglia si sentire gli amici e quindi…

La rivincita della natura

Come in ogni Disaster Movie che si rispetti, la natura sta riprendendo possesso delle città. Certo, non siamo ancora all’edera e le piante che avvolgo in grattacieli, però qualcosa si nota.  Arrivando in ufficio stamane (eh sì… forse l’ultima mezza giornata non in telelavoro), ho notato una cosa strana. Parcheggiavo nella direttrice che va dalla Triennale a Conciliazione. Scendo dall’auto e vedo due uccelli in una aiuola. Con la coda dell’occhio capisco che non sono due piccioni. Mi giro e… una coppia di anatre. MAI e ribadisco MAI visto le anatre in centro a Milano, se non al massimo nel Parco Sempione (verde marrone, cit)

Il senso della storicità

In questi giorni pensavo che, quando tutto sarà passato, ricorderemo questo periodo come un momento che ha fatto pesantemente parte della nostra storia. Sperando che nessuno debba ricordarlo per la perdita di un caro, è chiaro che quasi nessuno di noi ha mai vissuto un’esperienza del genere.

Mi rendo conto che, avendo dovuto lavorare sempre, ho meno di altri la percezione di questo isolamento. Però è chiaro che una cosa del genere impatti pesantemente.

Speriamo veramente di ricordarci questi giorni senza troppa tristezza…

Miracoli del SEO

Distraiamoci un po’ dal coronavirus, per parlare di qualcosa frivolo e leggero (e alquanto inconsistente): i dati di accesso del mio blog!

A parte i miei soliti venticinque lettori (cit? devo dire cit o ci arrivate? io ci arrivavo ma avrei sbagliato il numero), c’è una piccolo esercito di lettori che arriva sul mio blog (alla spicciolata, pochi al giorno) tutti per lo stesso post, scritto nel lontano 2011. Precisamente è questo: Sottocosto Vs Sottoprezzo.

Il motivo è semplice: per gli imprescrutabili, almeno per me, algoritmi di google, sono finito in alto nei risultati di ricerche tipo “sottocosto sottoprezzo” o altre composizioni simili.

Ogni giorno, qualcuno arriva sulle mie pagine cercando proprio quello. Chissà se poi è rimasto anche a leggere altro.

Qualcuno di voi mi ha scoperto così?

Invidio chi riesce ad annoiarsi

Ad ascoltare la radio, il problema di tutti è trovare qualcosa da fare, durante il confino domestico. Il primo dubbio che mi sorge è: ma non eravate tutti in smart working? Il secondo pensiero è VI INVIDIO PROFONDAMENTE.

Non solo la nostra attività è ritenuta necessaria e non possiamo chiudere ma lo stato non ci aiuta (e non aiuta chi è a partiva iva e le piccole e medie aziende) rinviando le scadenze fiscali. Ok, hanno detto che lo fanno ma io devo lavorare in base alla legge e la legge ora mi dice che devo permettere a tutti di decidere se pagare il 16 o meno.

Insomma, vorrei essere a casa e che il mio unico problema fosse annoiarmi.

La nostra italianità ci ucciderà

Una cosa che ho sempre odiato della maggior parte dei miei compatrioti che mi circondano è la propensione a “farsi le regole per sé”. Noi sappiamo così il nostro meglio, più di chi ci dice cosa fare. Poco importa sia un politico, un medico o un esperto di qualsivoglia argomento. Ecco che quindi ci troviamo a leggere certe notizie:

Tre italiani positivi al coronavirus a Cuba: partiti il 9 marzo. IL NOVE MARZO? Ma siete proprio cretini.

Cinque fan di Vasco si muovono da Napoli per raggiungere Zocca e vedere la casa del Rocker. “Ora o mai più” sarebbe il motivo di necessità. Evito anche solo di commentare questa notizia… mi verrebbe troppo il nervoso.

Stolto io che, prima di spostare delle valigie e degli scatoloni di prima necessità da casa vecchia a casa nuova (meno di 1km in auto, senza incrociare nessuno) ho chiamato la Polizia Locale per sapere se potevo…

La tanto famigerata stretta

Ieri sera è arrivata la tanto famigerata, ulteriore, stretta. Uscendo dall’ufficio mi ero preparato a non poterci tornare per giorni. Invece…

Invece io rientro tra i servizi che devono continuare a operare e, soprattutto, non hanno rinviato le scadenze fiscali di lunedì. Bastava una frase… Niente, qui (anche se a ranghi ridotti) lavoriamo per provare a fare in modo che chi vuole pagare possa farlo. Poi ci rintaneremo ognuno nelle proprie case.

Sull’economia questa cosa avrà un effetto devastante. Per l’ennesima volta il “popolo delle partite iva” è tra le fasce più indifese del tessuto economico.

Comunque per le strade sembra una finta chiusura: rispetto a ieri non ho notato novità sostanziali. Bho… speriamo basti.

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