Pubblicare o non pubblicare

L’undici agosto sono diventato padre. Lo so: ho pubblicato per anni, sul mio blog, le peggiori cavolate e non scrivo questo?

Eh sì, perché la decisione se mettere o meno le foto della little pucka non è stata facile. Mettere? Non mettere? Mettere coprendo il viso? Mah… decisione difficile e alla fine ho deciso che, sì, pubblicherò ma con molta moderazione.

L’uso che potrebbe esserne fatto o le persone a cui potrebbero capitare in mano queste foto mi preoccupa ma sarebbe anacronistico pensare di tenerla nascosta dei social.

Vi presento quindi la cosa migliore che abbia mai fatto

Orgoglio e pregiudizio

Oggi sono a fare una visita medica, per l’ottenimento di un beneficio di cui ho diritto, in base alla mia condizione fisica. Avrei la documentazione da circa sette anni (la condizione è anche preesistente), non l’avevo mai richiesto per due motivi.

Il primo è l’orgoglio, perché è un riconoscere una condizione di non perfette condizioni fisiche e io mi sono sempre impegnato per dare un’immagine il più possibile “normale” di me. Ammesso e non concesso che il normale esista.

Il secondo è un pregiudizio, tutto italiano, che uno cerchi di fare il furbetto. Visto che, per il mio comportamento sopra citato, non è particolarmente evidente la mia situazione. Io odio i furbetti alla italiana è ancora di più odierei passare per uno di loro.

A dimostrazione di ciò, parlavo, con una persona che mi vede tutti i giorni, della visita di oggi. “Bella idea” mi ha risposto. No, veramente non è un’idea, è una necessità.

Oggi (e non solo) mi sento molto olimpico

Se devo pensare ad una delle esperienze (facete) più emozionanti della mia vita, aver avuto la possibilità di assistere alle olimpiadi di Londra 2012 è sicuramente in una posizione molto alta. Il clima delle gare, gli spalti, il pubblico di ogni paese, tutta la città che respirava l’evento, sono emozioni che mi porterò sempre dentro.

Purtroppo quasi esclusivamente nel cuore perchè (dolore atroce) buona parte delle foto che scattai, sono andate perse.

Comunque a ogni olimpiade estiva, l’emozione è sempre tanta. Un giorno mi piacerebbe tornarci. Magari non sarà Parigi 2024, però mi piace pensarci che potrò riprovare quelle sensazioni.

CLICCANDO QUI trovate i post che scrissi durante quella stupenda settimana.

Cortesie per gli Ospiti: chi sa non dice

Come scrivevo in un precedente post, ho intenzione (nel giro di un paio d’anni) di mandare la mia iscrizione per il casting di Cortesie per gli Ospiti.

In quest’ottica, cercavo in giro un po’ di esperienze di partecipanti, per capire tecnicamente come avviene la registrazione della puntata e le varie tempistiche.

Nulla. Non si trova niente. Solo qualche sporadico pezzo, di persone che sono state invitate a partecipare (perchè più o meno famose o con qualcosa da raccontare) ma che nulla dicono su come avviene la registrazione.

Il mio dubbio è soprattutto sulla tempistica dei piatti. Guardando le puntate è evidente che, quando mostrano che si cucina, non sono poi effettivamente le portate che finisco in tavola, come se si facessero due preparazioni diverse. Quindi per me è importante capire anche le tempistiche, per decidere che fare. Un risotto presenterebbe problemi di linea diversi da una pasta al forno (per fare un esempio stupido).

CHI SA PARLI! 🙂

Ciao Libero

Mi ero ripromesso di non fare più post di cordoglio per scomparse di persone più o meno famose. Faccio un’eccezione per un attore che mi aveva fatto impazzire, in uno dei film cult della mia (tardo) adolescenza: Santa Maradona.

Libero di Rienzo è stato trovato morto. Aveva 44 anni. Pare un infarto.

Ciao Libero, la sregolatezza pura ci esalterà sempre.

Una canzone per il venerdì, dai profondi anni 80.

Cerchiamo di finire la settimana lavorativa con un po’ di energia.

Il VERO precedente a Wembley

Ok, domenica si gioca la finale dell’europeo: Inghilterra – Italia nel tempio di Wembley. Ora, tutte le testate istituzionali e standardizzate vi ricorderanno la prima, storica, vittoria della nazionale italiana in Inghilterra, contro la nazionale britannica, a Wembley (quello vero…) con gol di Capello. Vi ricorderanno magari anche i due successivi successi (uno dei quali neppure a Londra).

Però…

Però c’è UNA SOLA SQUADRA ITALIANA che puo’ dire di aver vinto un trofeo in quello stadio, battendo una squadra inglese. Questo è un dato incontrovertibile.

…e questa volta non ci sono

L’edizione 2020 sarebbe stata la decima di fila dei Championship alla quale andavo. Sarebbe dovuta essere. Che poi, non ero neppure convintissimo di andare. Nell’inverno tra il 2019 e il 2020, stavo pensando di andare, almeno per un anno, a vedere il torneo del Queens, invece che Wimbledon. Vabbè. Poi è arrivata la pandemia e l’edizione 2019 è andata. Poi è proseguita la pandemia e a questa edizione 2020 non ci sarò. Certo, mi spiace. Poi nella vita le cose cambiano e per una bellissima che arriva (mia figlia), a qualcosa si deve pur rinunciare. Quindi, non so quando varcherò ancora quei magici cancelli. Sono però molto contento di esserci stato. Tanti i bei ricordi. La prima volta, i match della Pennetta, il torneo Olimpico (eh sì, nel 2012 sono stato ben due volte a Wimbledon), la coda (the queue) fatta sia arrivando alle 4 del mattino, sia passando lì la notte in tenda.

Anche se non amate il tennis, vivere il torneo di Wimbledon è un’emozione che consiglio a tutti, almeno una volta, nella vita.

Sì, oggi, guardando la prima giornata, un po’ mi è mancato non essere in partenza per Londra.

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