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La vera rivoluzione di ATM

img_0189Di recente è uscita la notizia (rilanciata da molti siti tra cui anche MilanoToday: Atm, “addio” ai biglietti: in metro si entrerà con la carta di credito ) della rivoluzione nei trasporti pubblici milanesi e del parziale addio ai biglietti.

In soldoni la cosa si riassume semplicemente nel fatto di poter pagare direttamente con carte contactless.

La vera rivoluzione, se attuata, sta in una parte meno pubblicizzata della notizia: in TUTTE le stazioni sarà necessario convalidare il biglietto all’uscita.

I furbini ci saranno sempre, come alla mia fermata di casa, però almeno rendiamogli la vita difficile!

Sensori di prossimità

La gente è strana. Oggi, alla fermata di Molino Dorino, è salita la solita bolgia (soprattutto in questo periodo di orario estivo dei mezzi). Una coppia sui 50 anni, era riuscita a sedersi ma separata. Hanno allora chiesto ad una signora di fare cambio. Questa ha accettato.

Dopo essersi seduti accanto, si sono messi ognuno a leggere sul proprio ebook reader.

Va bene essere una coppia unita, però non cambiava niente leggere a due metri di distanza.

Il buco nero di Lotto

Uno dei motivi principali per i quali ho (leggermente) abbassato il numero di post sul mio blog, è che la mattina in metropolitana più che altro gioco, invece di scrivere. Usando app che sfruttano costantemente la connessione internet per garantire il multiplayer, mi sono accorto di una cosa: c’è un buco nero a Lotto. Sempre la mattina (direzione sesto) e a volte la sera (tornando verso Rho Fiera), arrivati a quella stazione la connessione si perde. Solo per la navigazione però. Le chiamare vanno regolarmente. Evidentemente devo essere l’unico nerd rompiballe ad aver notato il problema, perché è mesi che va avanti.

Lui è tutto tornato!

Venerdì. Ore 19.30. Esco dall’ufficio, dopo una giornata discretamente pesante e discretamente produttiva. Sono sulla banchina della metro che cazzeggio con l’iPhone. Con la coda dell’occhio (in alternativa potrei dire “con la mia mostruosa vista periferica”) noto un’altra persona in attesa della treno. Nell’intorno dei trent’anni, con occhiali da sole, cappellino e felpa. Mi sembra… no dai, non può essere lui… è una vita che non si vede. Mi rimetto a cazzeggiare. Arriva la metro. Salgo. Da un altro vagone sento partire la musica. È LUI! È TORNATO! Cantante Metroman! Il repertorio di frasi è sempre composto dai suoi grandi classici: “tutti insieme, anche i peruviani!” “Dai un applauso, almeno per il coraggio” “Dai che sono migliorato” … e via di mossette tipo la dance. Grande Metroman. Bentornato.

La raccolta differenziata arriva in metropolitana

Nelle stazioni della Metropolitana milanese ci sono, già da anni, dei cestini per la raccolta differenziata della casta. Erano stati introdotti dopo il book dei freepress, che la gente legge e butta al volo. Ora però si fa uno step ulteriore per la raccolta differenziata. In molte stazioni sono stati introdotti dei cestini per dividere i propri rifiuti. Speriamo siano usati con un po’ di testa.

 

Il temutissimo Daspo Urbano

Il Daspo (o la Daspo) è quel provvedimento, in genere comminato in ambito sportivo, per la quale ad un soggetto viene vietato di recarsi allo stadio/palazzetto per un certo periodo di tempo.

A Milano è stata comminata la prima sanzione del genere a tre writers spagnoli. Andiamo con ordine.

La questione writers è annosa. Se da un lato lo stesso Comune ha previsto “muri liberi” dove le opere possono essere eseguite, dall’altro c’è il sacrosanto diritti di non vedere imbrattate proprietà private, come i treni o i vagoni della metropolitana.

Come mai writers spagnoli vengono a Milano? Semplice: qui da noi essere colti in determinate attività non è un reato penale, come invece è in altri paesi. Ecco che quindi importiamo anche questo tipo di attività…

Ora col pugno di ferro parte la temutissima Daspo Urbana. A cosa sono stati condannati i 3? A non prendere la metro per due giorni. Se recidivi, la pena potrà diventare di un anno. Questo sì che è un ferreo stato di polizia…

Sorgente: Sorpresi a imbrattare la metro, scatta il Daspo urbano: fuori dai treni per due giorni

Sono Stato Io

Sono sempre stato molto fissato con il senso civico e, di riflesso, con l’educazione civica. Materia che, ai miei tempi, veniva anche abbozzata a scuola (saltuariamente). In queste settimane sulla metropolitana milanese c’è questa campagna della CISL Scuola che richiama (o almeno ci prova) il concetto che il bene pubblica è anche nostro, perché il pubblico siamo noi. Se la gente lo pensasse di più, forse non tratterebbe male certe cose.

Trasporti pubblici

Ero molto preoccupato dal come muoverci nelle città giapponesi. A Tokyo invece è andata benissimo. Con la tessera prepagata (presa in due secondi al distributore automatico) e la app citymapper (la stessa che uso a Milano ed ho usato in molte città Usa) non c’è stato il minimo problema. Al massimo non era facile trovare le uscite corrette dalle stazioni..

A Kyoto è stato più traumatico. Poche linee di treno/metro e moltissimi bus. Citymapper non copriva la città e le mappe trovate erano decisamente confuse. Per un giorno è stato panico. Poi mi hanno fatto notare che “Mappe” di iOS aveva le indicazioni dei mezzi pubblici e la situazione è migliorata. Certo che i posti a sedere dei bus locali non sono proprio spaziosissimi…

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