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Se dovessi progettare un telefono cellulare…

Comprare oggi un telefono per persone un po’ avanti con l’età è un problema. Ecco perchè sta avendo tanto successo il remake del Nokia 3310. I progettisti però, a mio avviso, hanno perso una grande occasione: se solo avessero previsto, anche senza passare al sistema operativo Android, la possibilità di utilizzare Whatsapp, avrebbero avuto un telefono perfetto per una grande platea di pubblico. Infatti anche gli Over60 si sono abituati ad utilizzare questo Messenger e un telefono che preveda solo i buoni e vecchi sms è un po’ limitante. Rovescio della medaglia: whatsapp necessità di un abbonamento con pacchetto dati e quindi una spesa minima di 10 euro al mese. Tirando le somme, per me sarebbe stata comunque una grande mossa.

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Il buco nero di Lotto

Uno dei motivi principali per i quali ho (leggermente) abbassato il numero di post sul mio blog, è che la mattina in metropolitana più che altro gioco, invece di scrivere. Usando app che sfruttano costantemente la connessione internet per garantire il multiplayer, mi sono accorto di una cosa: c’è un buco nero a Lotto. Sempre la mattina (direzione sesto) e a volte la sera (tornando verso Rho Fiera), arrivati a quella stazione la connessione si perde. Solo per la navigazione però. Le chiamare vanno regolarmente. Evidentemente devo essere l’unico nerd rompiballe ad aver notato il problema, perché è mesi che va avanti.

Generazione GPS

Leggendo un po’ del Giappone, per documentarmi prima della partenza, leggevo spesso delle problematiche legate al raggiungere un indirizzo. Non avviene infatti come da noi (o non avviene sempre) che le vie abbiamo esplicitato il proprio nome e che la numerazione abbia una sequenza logica. Leggevo storie di gente che chiedeva ai passanti indicazioni, che si prodigavano gentilmente ad accompagnarli fino a destinazione, o chi consigliava di portarsi appresso il biglietto da visita (ammesso lo si avesse già) della propria destinazione, per esempio l’albergo, da mostrare al taxista di turno.

Oggi però tutto questo è superato.

Gli smartphone oggi hanno cambiato tutto, grazie al loro gps allegato. Anche solo Google Maps o Mappe di iOS, soprattutto se usate in modo ingrato a Booking.com o Tripadvisor, ci aiutano ad arrivare ovunque. Altre più specifiche, come Citymapper o altre delle singole città, ci portano per mano fino a destinazione. Insomma, ormai perdersi è impossibile. Anzi, è quasi un lusso che qualcuno ricerca espressamente.

Della malfidenza e delle aste da selfie

Ormai uno degli articoli più spesso offerti dai vu cumprà (definizione vetusta che dimostra la mia età ma chiamarli “ambulanti” mi sembra offensivo verso chi quel genere di lavoro lo fa legalmente) è l’asta per farsi i famigerati selfie con lo smartphone. Oltre a far sembrare un po’ un fesso chi lo usa, dimostra la poca fiducia nel prossimo che ormai abbiamo. Una volta non era certo un problema chiedere a qualcuno di farci una foto, ora preferiamo un’asta piuttosto che dare un nostro oggetto in mano ad un perfetto sconosciuto.

Pubblicità per il nuovo millennio

IMG_5626.JPGA Milano iniziano a essere diffusi cartelloni pubblicitari multimediali come quello ripreso nella photo (in evidenza un particolare). Se si hanno smartphone dotati di tecnologia nfc o in grado di leggere qr code, si ha accesso a contenuti aggiuntivi. Ecco, il qr code. Altro esempio in cui sono stato anche troppo first mover e poi non ho sviluppato la cosa. Per un po’ era stata anche una pagina sulla barra dei titoli del mio blog. Mi ero ripromesso di farmi pubblicità col qr code. Anche il mio fumetto che vedete tutti i giorni qui a fianco, era pensato per essere facilmente affiancabile a uno di questi quadratoni pixelosi. Poi non se ne è più fatto nulla. Per ora.

In definitiva, tornando a questa innovazione tecnologica pubblicitaria. la trovo una cosa quantomai futile e modarola. Credo che quasi nessuno si metterà mai lì a cercare di scaricare contenuti da un manifesto. Lo trovo una sorta di gadget tecnologico, pensato da qualche creativo che ha visto un po’ troppi film di fantascienza.

 

Il bello di perdersi

Quest’anno è il primo viaggio in the road che faccio da quando i navigatori satellitari sono diventati di diffusione capillare, grazie agli smartphone. L’ultima volta, in Florida, avevan un Tom Tom ma non era culturalmente la stessa cosa. Ormai non ci si muove di cinque metri in auto senza impostare la rotta. In questo, vi stupirò, sono un po’ retrogrado. Ben prima di partire mi ero acquistato una cartina stradale della Nuova Zelanda. Ho anche scaricato il navigatore gratuito ma non sarei mai partito senza cartina. Così come rinfaccio sempre ai miei (che impostano la rotta anche per fare una strada che conoscono da quarant’anni), il navigatore impigrisce e fa perdere il senso dell’orientamento. A parte che non è sempre preciso e non sempre dettagliato come serve, vuoi mettere il piacere di capire come orientarti in un posto nuovo? Un piccolo modo per sentirtene più partecipe.

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La tariffa telefonica che il nerd vorrebbe

Forse molti di voi avranno notato come in teoria oggi si spenda di cellulare molto meno che in passato. Ormai ti regalano letteralmente minuti e messaggi. Cosa non regalano? Il traffico dati, che nell’era di whatsapp e degli smartphone è la vera risorsa scarsa. Voi vi siete mai vagamente avvicinati ad utilizzare i minuti di conversazione che avete in un mese? Io no. Invece sono sempre lì a centellinare i mb. Il sito Lega Nerd, ormai un mio riferimento costante, pubblica un articolo su quale sarebbe la tipologia di tariffa desiderata, che ovviamente non verrà mai offerta (se non sulle sim destinate a chiavette o tablet).

Vogliamo una tariffa mobile solo dati – Lega Nerd.

Il pollice

Il pollice opponibile è stato uno dei grandi passi avanti nella scala evolutiva. Questo consente di utilizzare utensili e in fondo ha permesso di evolverci fino ad ora. Oggi il principale utilizzo del pollice opponibile è quello di digitare sui touch screen degli smartphone e tablet. Perché vi racconto tutto questo? Perché da alcuni giorni porto cerotti sul pollice destro, che non mi viene più riconosciuto dagli schermi. Mi sento regredito a ominide digitale. Oppure come quei gatti a cui vengono legati gusci di noce sotto le zampe e non riescono a stare un piedi.
Rivoglio l’uso del pollice.

Ps a scanso di equivoci, non ho mai legato gusci di noce ai gatti e credo sia una leggenda metropolitana.

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