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Puck vs Linus

Cosa accomunava, domenica, Linus di Radio Deejay e il sottoscritto? Entrambi abbiamo sponsorizzato una manifestazione dello sport che pratichiamo. Lui la Deejay Ten e io una gara di Golf a San Vito di Gaggiano.

Ok, la portata dei due eventi è stata un po’ diversa, però devo dire che anch’io sono stato discretamente soddisfatto. Un ringraziamento a chi ha partecipato, agli amici con cui ho giocato e least but not last a Mrs Puck che si è smarronata con me per tutto il giorno al gazebo 🙂

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Vittorio Sgarbi e #missionemonnalisa

Qualche giorno fa, Vittorio Sgarbi ha pubblicato sui propri social network un videomessaggio in cui annunciava la sua partenza per la Francia, per riportare a casa la Monna Lisa. La cosa ha avuto risalto anche su alcune testate, come ad esempio adnkronos e Rollig Stone. Sono seguiti poi un altro paio di video in cui Sgarbi appariva in viaggio, in auto, per la Francia. Nel frattempo c’era chi accusava il critico d’arte di essere solo a caccia di pubblicità. 

In un certo senso era proprio così. 

Ieri il video finale della storia in cui si scopre che una Monna Lisa in effetti l’ha riporta a casa: una edizione speciale di una Citroen. Ebbene sì era una campagna pubblicitaria che, devo dire, trovo abbastanza riuscita. Con altri soggetti non avrebbe avuto la stessa credibilità, con Sgarbi invece si è riusciti a reggere il gioco fino alla fine. Con buona pace della sua credibilità, che comunque ha sempre subito alti e bassi.

Una menzione particolare, che la dice lunga sul livello del giornalismo italiano, merita l’articolo di Adnkronos. Non solo rilanciavano il video iniziale di Sgarbi ma millantavano di aver approfondito con lui la cosa (in realtà citando sempre cose dette nel video).

Sono una peripatetica telematica

Caro responsabile marketing / social media manager / qualsiasicosatusia, io guardo con profonda invidia i blogger che ricevono gadget e prodotti da recensire da parte delle aziende. Se vuoi mandarmi un qualsiasi prodotto io sono disposto non solo a parlarne bene ma anche a parlare bene di qualsiasi azienda, anche la meno etica del mondo. 

Con affetto, un blogger.

Ok, si scherza, però veramente guardò con ammirazione e invidia i blogger che sono così “riconosciuti” da avere il diritto di venire lisciati da aziende di vario tipo. Io, nel mio piccolo, sono iscritto a servizi che riconoscono piccoli benedir ai blogger per parlare di determinate campagne. Però anche in questo ho molti paletti: per esempio di recente ho rifiutato un post che proprio non c’entrava niente col blog. Li faccio solo se comunque hanno un senso e non mi trovo a snaturare troppo cosa e come scrivo. Potete confermarlo anche voi: vi sfido a trovare questi post “marchettoni”

Dentifrici sessisti

Sabato dovevo comprare il dentifricio. Non essendo poi particolarmente fissato per una marca a o un tipo particolare, mi sono fatto un giro nel reparto delle offerte. Sono stato attirato dal prodotto della foto. Da quando anche i dentifrici si differenziano tra uomini e donne? Secondo me è l’ennesima trovata dei geni del marketing, per i quali gli uomini sono disposti a scegliere prodotti per la propria cura (che divergano dall’ordinaria amministrazione) solo se è specificato che siano dedicati. Effetto macho… 

 

Il blogger e il marchettone

Quando un blog diventa famoso, il blogger inizia a ricevere articoli in regalo perché li recensisca oppure direttamente richieste di sponsorizzazione. Capita soprattutto ai blog di settore, pensate per esempio alla Peronacci e al suo Giallo Zafferano ma gli esempi sarebbero tanti (anche di youtuber). Tranquilli, non è certo il mio caso. Però si stanno diffondendo anche strumenti di marketing più diffusi e che consentono alle aziende di apparire su più pagine web e ai blogger di racimolare qualche spicciolo. La cosa non è per forza negativa, anzi. Però, almeno personalmente, mi crea qualche problema di coscienza per la non distinguibilità che questi marchettoni devono avere, rispetto agli articoli normali. Tutto questo per dire che anche io ho aderito a uno di questi servizi e che quindi ogni tanto appariranno dei post un po’ così.

Ne approfitti altresì per proporvi questo servizio che recluta non solo blogger ma anche persone molto attive sui social network. Si tratta di buzzoole, probabilmente ve ne ho già parlato. Se vi interessa iscrivervi fatelo da QUESTO LINK. Sapete… I programmi referall… 🙂

Pubblicità per il nuovo millennio

IMG_5626.JPGA Milano iniziano a essere diffusi cartelloni pubblicitari multimediali come quello ripreso nella photo (in evidenza un particolare). Se si hanno smartphone dotati di tecnologia nfc o in grado di leggere qr code, si ha accesso a contenuti aggiuntivi. Ecco, il qr code. Altro esempio in cui sono stato anche troppo first mover e poi non ho sviluppato la cosa. Per un po’ era stata anche una pagina sulla barra dei titoli del mio blog. Mi ero ripromesso di farmi pubblicità col qr code. Anche il mio fumetto che vedete tutti i giorni qui a fianco, era pensato per essere facilmente affiancabile a uno di questi quadratoni pixelosi. Poi non se ne è più fatto nulla. Per ora.

In definitiva, tornando a questa innovazione tecnologica pubblicitaria. la trovo una cosa quantomai futile e modarola. Credo che quasi nessuno si metterà mai lì a cercare di scaricare contenuti da un manifesto. Lo trovo una sorta di gadget tecnologico, pensato da qualche creativo che ha visto un po’ troppi film di fantascienza.

 

Marketing Oriented

Io voglio solo lavorare in pace. Questo, nei primi anni della mia carriera professionale, era il mio credo. Avevo la pia illusione che bastasse fare bene il proprio lavoro per creare un passaparola positivo. Credo che in quel periodo credessi ancora alla fatina dei denti, alle donne che mi dicevano ti amo e al fatto che i clienti guardassero altro oltre all’importo in fattura. Col tempo sono cambiato. Molto per necessità, un po’ per costrizione. Ho anche iniziato a prenderci gusto. Il corteggiamento di un cliente, pur sempre nel rispetto dell’etica professionale, non è molto diverso dal corteggiare una bella donna. Devi mostrare il tuo meglio, senza però farti credere diverso da quello che sei. Devi avere pazienza ma non essere al tempo stesso troppo ossequioso. Devi capire cosa vuole l’altra parte e per fare questo soprattutto devi ascoltare.
Tutto questo per dire che alla fine sono diventato un po’ più marketing oriented e anche se spesso finisce con due di picche, ci sono altre volte che ti ripagano degli sforzi. Come oggi, quando ero a pranzo da un nuovo cliente e… sono venuti a propormene un altro. Effetto volano, lo chiamano. Circolo virtuoso, se preferite.

Vediamo se va in porto. Intanto il mio ego passerà un buon weekend.

Self Publishing 1

Vista la relativa facilità con cui è possibile pubblicare un ebook su Amazon/Kindle, da diverso tempo sto pensando di produrre qualcosa di mio. Ammetto che il progetto subì un pesante rallentamento quando ricevetti delle pesanti e circostanziate critiche al mio italiano. Però nonostante tutto la cosa ora sta riprendendo un po’ di abbrivio. A questo punto però le alternative che ho davanti per la pubblicazione sono tre. Anzi, sarebbero molte di più però io avrei scelto le tre alle quali sono realmente interessato.

– Pubblicare gratis sul marketplace di kindle
– Pubblicare a 89 centesimi sul marketplace di kindle
– Usare l’interessante formula “Pay with a Tweet“.

A livello di orgoglio, la seconda sarebbe quella che più mi interessa e spererei di arrivare almeno a 100 download. La terza però è strutturalmente molto interessante. Infatti si tratta di un servizio che consente di scaricare gratis un prodotto, nel mio caso un testo, ed in cambio viene richiesto di condividere un tweet pubblicitario. In questo modo potrei sia vedere quanto si diffonde il mio testo che riceverne un po’ di pubblicità per il mio blog.

Visto che ormai qualche luminare di webmarketing tra i miei lettori ce l’ho, vediamo se qualcuno mi consiglia qualcosa.

Ah, vi chiedete che ho intenzione di pubblicare? Ve lo spiego nella prossima puntata!

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