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Si sta stretti sul carro (vichingo) dei vincitori

Ieri l’Islanda ha fermato sull’1-1 l’Argentina. Gli italiani, orfani della propria nazionale, già simpatizzavano per i vichingi, figuriamoci ora. Tutti a scoprirsi amanti del grande nord e pronti a brindare a Brennivin. L’avevo già fatto dopo gli ultimi europei, torno ora a riproporvi un link a tutti gli articoli del mio blog che parlano di questa stupenda isola.

IL PUCK E L’ISLANDA

Infine vi mostro lo stupendo spot della Coca Cola dedicato al Geyser Sound e all’avventura mondiale islandese.

PS In merito al Brennivin, vi voglio vedere a berlo, non è mica roba da fighetti che fanno l’happy hour… (più per il gusto che per il grado alcolico)

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Pizzettine Catarì

Quei giorni in cui… uno si sveglia con in mente questa atroce pubblicità anni 80…

Gli influencer, i marchettoni e la legge

Nel 2015, quando ancora il termine “influencer” non era sulla bocca di tutti, si parlava semplicemente di blogger e dei loro post prezzolati a favore di diverse aziende. Speravo anch’io di poterne fare e avevo fatto un pubblico annuncio per vendermi al miglior offerente. Ovviamente nessuno ha risposto.

Ora giro su Twitter e Instagram ed è un fiorire di questi soggetti, che propongo, spesso, gli articoli più disparati.

Il problema, ben espresso nell’articolo di wired di cui vi metto il link, è semplice: come distinguere un blogger/influencer che esprime la propria opinione da un post (a vario titolo) pagato,  più simile ad una pubblicità che ad una recensione? Semplice. Allo stato attuale non si può.

Certi post dovrebbero essere accompagnati, come sulla carta stampata, di una segnalazione che il post è promozionale. Con buona pace di quelle piattaforme che reclutano soggetti per fare marchettoni, specificando che parlando di un dato prodotto, non si debba fare riferimento alla campagna promozionale alla quale si partecipa.

Sorgente: Gli influencer e la pubblicità: viaggio nella giungla del non detto – Wired

Hamburger o scherzetto?

Halloween è ormai passato ma consentitemi di dedicargli un ultimo post. Ho sempre apprezzato la consuetudine statunitense della pubblicità comparativa. Non potevo quindi che apprezzare questo Burger King che per halloween si è travestito da McDonald’s. Ovviamente con battutina finale. 

Sorgente: Per Halloween, Burger King si è travestito da McDonald’s | Flashes – Il Post

Abbinamenti azzeccati

ScreenHunter_37 Sep. 06 13.41Oggi mi sono imbattuto in questa notizia. Già di per sé è abbastanza inquietante. Ad alleggerire la situazione ci ha pensato bene il banner pubblicitario che, per qualche strano algoritmo, ipotizza che visto che ho letto questo articolo, posso essere interessato all’acquisto di Mafia III (titolo che non ho neppure mai consultato su amazon, quindi alla base di tutto ci sono proprio le tag dell’articolo). STRALOL.

Vittorio Sgarbi e #missionemonnalisa

Qualche giorno fa, Vittorio Sgarbi ha pubblicato sui propri social network un videomessaggio in cui annunciava la sua partenza per la Francia, per riportare a casa la Monna Lisa. La cosa ha avuto risalto anche su alcune testate, come ad esempio adnkronos e Rollig Stone. Sono seguiti poi un altro paio di video in cui Sgarbi appariva in viaggio, in auto, per la Francia. Nel frattempo c’era chi accusava il critico d’arte di essere solo a caccia di pubblicità. 

In un certo senso era proprio così. 

Ieri il video finale della storia in cui si scopre che una Monna Lisa in effetti l’ha riporta a casa: una edizione speciale di una Citroen. Ebbene sì era una campagna pubblicitaria che, devo dire, trovo abbastanza riuscita. Con altri soggetti non avrebbe avuto la stessa credibilità, con Sgarbi invece si è riusciti a reggere il gioco fino alla fine. Con buona pace della sua credibilità, che comunque ha sempre subito alti e bassi.

Una menzione particolare, che la dice lunga sul livello del giornalismo italiano, merita l’articolo di Adnkronos. Non solo rilanciavano il video iniziale di Sgarbi ma millantavano di aver approfondito con lui la cosa (in realtà citando sempre cose dette nel video).

Adotta un ragazzo. In salsa francese

Adotta un ragazzo è una Chat per single che va molto qui a Milano. La sua forza sta nel lasciare, in teoria, il pallino in mano alle donne. Il sito non nasce in Italia. Credo sia francese e qui a Parigi è così radicato che la campagna pubblicitaria, che vedete in foto, non ha neppure bisogno di mettere il nome: solo il logo/icona. Come se fosse universalmente conosciuto.img_8014

Sono una peripatetica telematica

Caro responsabile marketing / social media manager / qualsiasicosatusia, io guardo con profonda invidia i blogger che ricevono gadget e prodotti da recensire da parte delle aziende. Se vuoi mandarmi un qualsiasi prodotto io sono disposto non solo a parlarne bene ma anche a parlare bene di qualsiasi azienda, anche la meno etica del mondo. 

Con affetto, un blogger.

Ok, si scherza, però veramente guardò con ammirazione e invidia i blogger che sono così “riconosciuti” da avere il diritto di venire lisciati da aziende di vario tipo. Io, nel mio piccolo, sono iscritto a servizi che riconoscono piccoli benedir ai blogger per parlare di determinate campagne. Però anche in questo ho molti paletti: per esempio di recente ho rifiutato un post che proprio non c’entrava niente col blog. Li faccio solo se comunque hanno un senso e non mi trovo a snaturare troppo cosa e come scrivo. Potete confermarlo anche voi: vi sfido a trovare questi post “marchettoni”

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