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Sono un coltivatore di blog

C’è chi, per diletto, coltiva piante. Io coltivo blog. Queste pagine che state leggendo, che proseguono ormai da, credo, dodici anni, sono paragonabili a quelle piante sempreverdi che si tengono in salotto: ci vuole veramente un grande impegno per farle morire.

Poi ci sono piccole pianticelle che ogni tanto semino è che, esattamente come le piante di casa mia, spesso muoiono. Negli anni, infatti ho provato più volte a creare altri blog. Il motivo alla base è che quelli di successo sono monotematici (o quasi), mentre qui è sempre stato un grosso calderone.

Ora ne sto provando a coltivare uno nuovo. Se germogliasse ve lo farò sapere.

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Gli influencer, i marchettoni e la legge

Nel 2015, quando ancora il termine “influencer” non era sulla bocca di tutti, si parlava semplicemente di blogger e dei loro post prezzolati a favore di diverse aziende. Speravo anch’io di poterne fare e avevo fatto un pubblico annuncio per vendermi al miglior offerente. Ovviamente nessuno ha risposto.

Ora giro su Twitter e Instagram ed è un fiorire di questi soggetti, che propongo, spesso, gli articoli più disparati.

Il problema, ben espresso nell’articolo di wired di cui vi metto il link, è semplice: come distinguere un blogger/influencer che esprime la propria opinione da un post (a vario titolo) pagato,  più simile ad una pubblicità che ad una recensione? Semplice. Allo stato attuale non si può.

Certi post dovrebbero essere accompagnati, come sulla carta stampata, di una segnalazione che il post è promozionale. Con buona pace di quelle piattaforme che reclutano soggetti per fare marchettoni, specificando che parlando di un dato prodotto, non si debba fare riferimento alla campagna promozionale alla quale si partecipa.

Sorgente: Gli influencer e la pubblicità: viaggio nella giungla del non detto – Wired

Nell’era dei social, essere esperti non conta una fava

8032807067278_0_0_1200_80L’altro giorno mi sono messo a cercare su Amazon un film che volevo acquistare. Si trattava di Sing Street, un film molto carino, della passata stagione. La copertina del dvd è ben fatta e così mi sono soffermato a ingrandirla e guardare un paio di dettagli. Una cosa mi ha lasciato piuttosto inorridito. In genere, oltre a titolo, attori e magari qualche frase ad effetto, ci sono spesso i bollini dei premi vinti e anche qualche estratto da recensioni positive che il film ha ricevuto. Qui, in bella vista alla destra e alla sinistra del titolo ci sono… due estratti da commenti su Facebook. Niente recensioni del Corriere, di Repubblica, di Ciak. Niente siti cinematografici. Niente stampa straniera. No. Due emeriti signori nessuno che hanno detto la loro su Facebook. Chissà poi se sono veri o se la produzione si è inventata due commenti come li volevano loro. Ormai neppure blogger o influencer contano più. Bastano due nomi col cognome puntato che dicano quello che vuoi sentirti dire.

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