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Anche per colpa di Facebook

Il mio blog è in crisi. Lo è da tempo e il motivo principale è che non ho più il tempo per scrivere due o tre cavolate ogni giorno.

Però è in crisi, dal primo agosto, anche per colpa di Facebook.

Prima avevo un’applicazione che automaticamente pubblicava sulla mia bacheca Facebook ogni post. Da lì arrivavano la maggior parte delle visualizzazioni. Ora il social network ha cambiato la sua policy (e le sue API), impedendo questo automatismo. Durante tutto il viaggio di nozze non me ne sono accorto, con il risultato che le foto messe su Instagram venivano rilanciate (per le foto non è cambiato nulla), mentre i post no.

Tutto resta invariato per le pagine Facebook. Quindi d’ora in poi non mi resta che consigliarvi di seguire la mia pagina. Per il resto dovrò fare di ogni post la pubblicazione manuale.

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Devo rassegnarmi agli #hashtag nei titoli?

Altro che tag negli attributi del post. Oggi ho fatto un post con un hashtag nel titolo. Il risultato è un’impennata delle visite da twitter (dove, comunque, i miei post sono sempre condivisi). Devo quindi rassegnarmi, per avere visibilità, alla stortura dell’hashtag?

Potrebbe essere un gabello al quale potrei anche decidere di soggiacere.

Sono un coltivatore di blog

C’è chi, per diletto, coltiva piante. Io coltivo blog. Queste pagine che state leggendo, che proseguono ormai da, credo, dodici anni, sono paragonabili a quelle piante sempreverdi che si tengono in salotto: ci vuole veramente un grande impegno per farle morire.

Poi ci sono piccole pianticelle che ogni tanto semino è che, esattamente come le piante di casa mia, spesso muoiono. Negli anni, infatti ho provato più volte a creare altri blog. Il motivo alla base è che quelli di successo sono monotematici (o quasi), mentre qui è sempre stato un grosso calderone.

Ora ne sto provando a coltivare uno nuovo. Se germogliasse ve lo farò sapere.

Annus horrobilis del blog

Il 2017 non verrà certo ricordato come l’anno in cui il mio blog ha fatto il botto. Anzi. Come (per sommi capi) si vede dal grafico, la flessione è stata netta. In parte era successo già nel 2016 ma la cosa era stata mascherata da un post che aveva fatto numero decisamente sopra la media. Quest’anno non è si è replicato l’evento e quindi eccomi qua a vedere una candela decisamente più bassa.
In tutto questo, cosa vi è piaciuto di più di quanto scritto? Il post del 2017 più letto risulta quello in cui vi annuncio il mio matrimonio, ma è pur sempre il sesto in classifica assoluta. La verità è che ci sono post quasi eterni che, ogni anno, portano a casa il macinato. Parimerito al secondo posto ci sono Mi succhio un pennarello, che parla dei pennarelli per celiaci, e Sottocosto vs Sottoprezzo, in cui esamino una strategia commerciale ritornata in auge. In testa, solitario, un post che già dal titolo dimostra il suo lignaggio: Manifesta superiorità, un post del 2013 in cui raccontavo com’è bello essere fan degli Elio e le storie Tese.

Il blog è in crisi. Viva il blog!

Non mi nascondo dietro ad un dito. Il mio blog, che non ha mai avuto tante visite, è in crisi. Lo scorso anno, sono riuscito a raggiungere il livello del 2015 e del 2014 solo perchè un post, finito non si sa perchè in testa alle indicizzazioni, mi ha portato da solo circa l’8% delle visite di tutto l’anno.
Quest’anno il coniglio dal cilindro non l’ho ancora estratto. Il risultato è che le visite sono in flessione. Mollare il colpo? Non ci penso neanche. Anche e soprattutto perchè il blog l’ho sempre scritto, prima di tutto, per me. Che fare? Con grande coerenza, sto meditando una cosa che avrebbe senso solo se fossi in fase espansiva: investire per poter trarre profitto dalla pubblicità sul blog. Potrei anche decidere di investire questi 60 euro all’anno… per ricavarne forse… boh… uno. L’importante è avere un business plan preciso e con stime realistiche! 🙂

La Top 3 del mese di ottobre

Ogni mese ormai arriva sempre più tardi il resoconto degli articoli più letti in quello precedente. Eccoci quindi a parlare di ottobre dove, lo dico subito, ho barato: ho fatto un repost per riportare in alto un articolo e farne uscire un’altro dalla classifica…

Sul terzo gradino del podio, un post politico in cui mi interrogo (e non ho risposte precise) sul perchè ci sia tanto astio verso Renzi

Alla piazza d’onore un articolo che, strano a dirsi, fa parte dei blast from the past. Cioè post di mesi (anche parecchi) precedenti ma che continua a generare visite: sottocosto vs sottoprezzo

Vince l’articolo “dopato” del mese: neologismi insopportabili

I blog che leggo: Presto Scritto

Riprendo questa pseudo rubrica, che se non erro ha avuto solo la sua prima puntata. Come è noto, non sono un grande lettore di blog altrui. Non seguo solo perché uno/a mi segue. Non leggo solo perché uno/a mi legge. Che volete farci? Sono fatto così e sono fuori dalle logiche di “fare network” tra blog. Sarà anche per questo che dopo 11 anni ho meno visitatori delle televendite di tappeti armeni.

Detto questo, c’è un blog, di recente creazione, che seguo con piacere e che vi linko qui sotto. Perché mi piace? Bhé scrive veloce, breve, di getto e di tutto quello che lo stimola. Un po’ come faccio io. Soprattutto però mi trovo spesso negli argomenti e nei commenti che fa. Ve lo consiglio.
Blog creato velocemente e scritto alla stessa maniera. Parlo di tutto, quindi di nulla.

Sorgente: Presto Scritto – Blog creato velocemente e scritto alla stessa maniera. Parlo di tutto, quindi di nulla.

Piuttosto mi tengo i miei pochi lettori

Stavo cercando su google uno di quei siti che ti consentono di visitare una pagina senza far sì che questa guadagni con i banner, un servizio indispensabile per chi, come me, combatte le bufale, i siti spazzatura e il clickbait: hai voglia di leggere certe cose ma non di foraggiare a suon di centesimi la loro attività.

Così facendo mi sono imbattuto in questo link che, per una volta, vi fornisco in versione “in chiaro”, consentendogli di guadagnare dalle poche visite che gli manderò.

Sorgente: Come aumentare gratis i fan della tua pagina Facebook

In pratica, oltre a ricordare che ci sono servizi a pagamento che ti danno fans e like farlocchi, buoni però a far salire le tue credenziali online, racconta che ci sono molti siti di scambio like. Tu metti il “mi piace” a qualcuno e questo ricambia.

Bhè il mio blog ha poco successo, come dimostrano anche gli iscritti alla pagina facebook, ma preferisco avere numeri non gonfiati e sapere che chi mi segue lo fa davvero.

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