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Spigolature da Wimbledon (e zone limitrofe)

Come sempre, quando torno da un viaggio, ci sono tanti piccoli aneddoti che meriterebbero  de essere raccontati. Però non meritano un post ha hoc. Qualcuno però finisce in questo mio solito post-polpettone, che deve il suo nome a una rubrica de La Settimana Enigmistica.

– Un mio amico, che un anno dovette fare The Queue mentre io ero riuscito a trovare prima i biglietti, dice sempre che senza la coda non è un vero Wimbledon. Catalogavo la cosa come una uscita stile la volpe e l’uva. Ora però devo dargli ragione. Ciò non vuol dire che in futuro la faccia sempre (tenterò sempre il ballott e l’acquisto su ticketmaster), però la farò ancora in piacere, magari provando anche la notte in tenda.

– Sul campo uno, che comunque è abbastanza prezzolato e  i  cui match sono di un certo livello, avevamo davanti due signore, circa di cinquant’anni, totalmente ubriache. Quando, tra una sospensione e l’altra, verso le 18 stava per cominciare il match di Djokivic (numero 1 al mondo), hanno pensato bene di prendere e andare a casa.

– vedere un musical a Londra è sempre bello. Prenderlo prima a prezzo  pieno è abbastanza inutile: se ci si accontenta di posti laterali, il giorno stesso si risparmia discretamente. Noi, senza troppa fatica, abbiamo pagato circa il 50% in meno.

L’erba del vicino è sempre più bagnata (cronache da Wimbledon)

Detto della coda, ops The Queue, riprendo il mio racconto di Wimbledon da dove lo avevo lasciato: dal botteghino, con in mano i biglietti per il campo 1. Lì l’inizio era fissato per le 13. Sul campo 16 invece alle 11 Fognini sfidava Feliciano Lopez. Campo piccolo e quindi ci dirigiamo subito lì. Troviamo degli ottimi posti e… Inizia a piovere. Smette. Riprende. Smette. Scendono in campo, fanno riscaldamento, stanno per servire e… Piove. Sarà il tormentone della giornata, dove alla fine vedremo due set di Venus Williams e qualche Game di Fognini. Le cose sembrano mettersi bene per l’inizio tardivo del match di Djokovic sul campo 1 (il terzo match, di Raonic, è già stato posticipato). Avversario un pennellone americano, tutto dritto e servizio. Un Nole nervoso perde il primo set al tie break e il secondo di schianto. Sono ormai le 20 (siamo in piedi da ormai 16 ore, molte delle quali in piedi e sotto la pioggia). Sta per iniziare il terzo set e… Diluvio.

In definitiva non si è visto molto tennis, ma quel poco è stato abbastanza buono e intenso. L’esperienza della coda (da rifare) e il campo 1 hanno impreziosito una giornata bella. Più di quella del 2015 in cui i match visti non erano stati questo gran che. Ma allora c’era la Pennetta almeno…

Ps ovviamente tornando in hotel verso le 21 c’era uno stupendo tramonto limpido…

Ps2 ovviamente il giorno dopo è una stupenda giornata 

The queue 

Ecco la fredda cronaca di una lunga mattina londinese

4.19 am- la sveglia era fissata per le 4.30 ma l’ansia da sveglia (che non suono) ci fa alzare anche prima. 

4.52 – per la prima volta testiamo Uber. Del resto la prima metropolitana ci consentirebbe di arrivare ben più tardi.

5.12 – le impostazioni di Uber ci hanno fatto scaricare nel centro di Wimbledon e non al torneo, anche se avevamo selezionato una voce che sembrava corretta. Prendiamo al volo un taxi, dividendolo con due angloindiani.

5.33 – prendiamo posto in coda. Numero 2646. Ora c’è tempo per un caffè, biscotti… E una lunga attesa. 

6.42 – inizia una leggera pioggerellina. C’è chi apre cerate e ombrelli e chi invece stappa spumantini (con fragole) e mangia hamburger 

7.50 – la pioggia prosegue ma siamo attrezzati. Arriva il nostro momento i iniziare a muoverci 

9.10 varchiamo i cancelli della parte di coda all’interno del Golf Club di Wimbledon. Se vede pure un timido sole. Dietro di noi pare la coda sia ben oltre il numero 7000. C’è chi mi illude che potremmo prendere i biglietti per un posto numerato 

10.05 – passiamo i controlli di sicurezza, prossima tappa il botteghino.

10.15 -stavamo per prendere il ground access quando… Vedo nello sportello di fianco che hanno due biglietti per il campo 1! Presi al volo! Entriamo e sono un bimbo felice. Sotto un timido sole, la lunga coda è servita a qualcosa.

Wimbledon, F5 e The Big Bang Theory

Giovedì parto, come ogni anno, per Londra. Destinazione: Wimbledon. Credo sia il quinto o il sesto anno che vado. In genere sono sempre riuscito a prendere i biglietti con Ticketmaster. Vi spiego: un giorno prima e due giorni prima, pochissimi biglietti vengono messi in vendita su questo sito. Si dev’essere molto veloci e organizzati per riuscire a prenderli. Fino ad ora ci sono/siamo sempre riusciti. Un anno anche per due giorni di fila.

Ieri ho iniziato le prove sul sito, per provare a vedere com’è il livello di disponibilità. Bisogna essere online nel momento esatto in cui viene aperta la vendita. Un po’ come accade in questa clip tratta da The Big Bang Theory e che è esattamente quello che si deve fare:

 

Purtroppo per ora le prove non promettono nulla di buono. Se gli altri anni riuscivo ad arrivare fino al pagamento (che poi lasciavo cadere perchè non mi interessavano quei giorni), questa volta vengo sempre rimbalzato dalla odiosa scritta che avverte che non ci sono biglietti disponibili.

Forse, per la prima volta, sarò costretto a tentare la coda per entrare. Forse è meglio inizi a studia il regolamento

Il tennis, dopo Flavia Pennetta

ana-ivanovic-2012-open-day-8-keajsnk3ttalOrmai ho digerito sia il ritiro di Flavia Pennetta dai campi di gioco, sia il suo matrimonio con Fognini. Ora però si pone un problema: come ogni anno, mi appresto ad andare a Wimbledon, chi stalkerizzerò d’ora in poi? Se devo guardare la questione meramente estetica è presto detto: Ana Ivanovic. Se invece devo trovare una tennista che mi faccia simpatia e che abbia voglia di U.S. Open Day 9sostenere, al momento vi direi Bethanie Mattek-Sands, di sicuro la tennista più “rockettara” (ammesso che il termine abbia ancora un senso) del circuito. Altrettanto di sicuro non un mostro di eleganza… Prettamente una doppista.

Certo che però la Penny…

Ps se poi volete vedere la Ivanovic un po’ più femminile… QUI

La chimera vacanziera

wimbledon-2015

Da sempre la primavera è un periodo abbastanza pesante per me. Ai tempi dell’università era quando ci si caricava per le sessioni di esami più importanti dell’anno. Da lavoratore è il periodo delle grande scadenze. Da sempre quindi, in questo stressante periodo, mi aggrappo avido alla chimera delle vacanze.

Una volta marzo era il periodo dell’inizio della pianificazione dei viaggi Usa, quindi quando lo stress saliva, nel tempo libero si faceva volare la fantasia cercando chicche per l’itinerario, ristorantini interessanti, alberghi sfiziosi.

Da qualche anno a questa parte però ho una tappa intermedia, che mi aiuta a guardare oltre la siepe: Wimbledon. Quel weekend lungo di fine giugno è un po’ un traguardo, oltre il quale si deve ancora faticare un mese ma il peggio (dovrebbe) essere passato. Quest’anno non la tradizione sarà rispettata e non vedo l’ora di andare. Vedremo come impreziosire questa volta i giorni londinesi.

Ps Certo che il primo Wimbledon senza Flavia Pennetta sarà difficile da digerire…

Wimbledon vs Flushing Meadows 

  Mentre la mia amata Flavia Pennetta e Roberta Vinci si sono qualificate per le semifinali degli Us Open, per me è tempo di fare dei paragoni tra i due tornei del Grande Slam che ho avuto la fortuna di poter vedere di persona. Ok, oltreoceano erano ancora solo le qualificazioni, ma sono bastate per farmi un’idea abbastanza precisa.

Le differenze sono tante e si avvertono fin dalla fermata della metropolitana con cui si arriva all’impianto. Quella londinese (Southfields, non Wimbledon) è totalmente votata all’evento e adornata di conseguenza, quella newyorkese è divisa con lo stadio del baseball dei Mets e si seguono scarni cartelli con la scritta “tennis”. Flushing Meadows è un impianto più monumentale, con tante tribune in cemento anche su campi minori. Wimbledon ha un impatto visivo meno imponente ma, anche per i colori, ha un clima più caldo e confortevole. Sostanzialmente gli Us Open sono molto più chiassosi. Si entra e si esce dai campi quasi in ogni momento, c’è musica in diffusione sul piazzale (che si sente sui campi minori) e il centrale non è certo silenzioso. Wimbledon, lasciatemelo dire, ha tutto un altro fascino. Si respira l’aria della storia e della tradizione, si celebra il rituale del tennis. Flushing Meadows è un grande torneo organizzato in grande per dimostrare di essere grandi. Una spigolatura finale suo raccatta palle. In Inghilterra seguono militareschi rituali. Le palline vengono passate per precisione millimetrica facendole rotolare sul campo. Negli States le palline sono fatte volare a destra e sinistra con lanci in stile baseball. 

Avete capito quale torneo preferisca 

Fare i conti in tasca alla gente

Per andare a Wimbledon, la fermata della metropolitana è Southfields. Non so se si tratti di un paesino o di un piccolo sobborgo di Londra. Poco cambia. Si tratta di una zona carina con qualche negozio, casette basse e una concentrazione assurda di agenti immobiliari. Bella passeggiata che dalla fermata porta all’ingresso del torneo guardo sempre gli esercizi commerciali presenti e mi interrogo su quale percentuale del proprio fatturato annuo facciano nelle due settimane del torneo. Secondo me in alcuni casi si raggiunge l’80%. Ci sono più le persone che hanno una villetta che da direttamente sulla via del passaggio e anche questi arrotondano. Alcuni affittano il parcheggio. Altri invece concedono il cortile a sponsor o banchetti dello street food. Nel panorama Inglese, dove i venditori abusivi sono al bando, questo è il massimo concesso.

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