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Aspetto di entrare in Clubhouse

Forse non l’avete mai sentito nominare ma di sicuro lo sentirete presto: Clubhouse è il social del momento. Quello che è strano, ma neppure troppo, è che… non esiste ancora. Spieghiamo meglio: è ancora in fase di beta (di sviluppo quindi) e vi si può accedere solo tramite invito. Un po’ come accadeva nelle prime fasi di Gmail.

Di cosa si tratta? Da quel che posso capire, leggendo in giro, è un social audio, dove si formano stanze a tema, una sorta di tavola rotonda, dove i partecipanti si scambiano note audio. Allo stato è definito una sorta di linkedin audio, dato soprattutto le persone che attualmente vi possono accedere e i temi trattati.

Nelle mani del pueblo, potrebbe essere molto interessante come però anche più deviante o deviato di Facebook. Non resta che attendere. Nel frattempo vi consiglio questo link: LEGGI QUA

Breve storia social

Il terrore che ti pervade, quando due tue conoscenze (che fra loro non si conoscono) e che potenzialmente potrebbero arrivare alle armi atomiche, iniziano a commentare entrambe un tuo post.

Il sollievo, quando finisce tutto a tarallucci e vino.

“SEGUO”… ma cosa ti segui?

Ok. Già di mio ho un pessimo livello di sopportazione, in questo periodo anche peggiore del solito. Una delle tante tipologie di utenti di Facebook che non reggo, sono quelli che vedono un post, gli interessa, vogliono avere le notifiche delle successive repliche e lasciano un commento con scritto “seguo”.

MA C***O TI SEGUI??? Clicca sui tre pallini in alto a destra e attiva le notifiche no???

Miti grandi e piccoli

L’era dei social è un’arma a doppio taglio, non solo per le celebrità (o le presunte tali) ma anche per i fans.

Tra Facebook è Instagram (Twitter ci pubblico solo, senza mai leggere), seguo qualche vips ma soprattutto diversi sportivi per i quali tifo, ho tifato o anche solo mi voglio aggiornare su cosa fanno. Bhè mi sto rendendo conto che a volte sarebbe meglio vederli solo in campo o sui palchi, perché poi, a leggere cosa scrivono, capita che ti cadano veramente le gonadi per terra.

Oggi ce l’ho con i sapientoni della rete

Oggi ce l’ho coi sapientoni della rete. Con i genitori informati, coi sapientoni da social, con coloro che “sanno perchè si informano”.

Il sito del Corriere della Sera riporta la notizia di una madre che ha criticato sui social la pediatra del figlio (in un gruppo chiuso ma con migliaia di iscritti). Questa l’ha scoperto e ha deciso di non accettarlo più come pazienta. L’Ulss ha quindi contattato la signora, invitandola a trovare un altro pediatra.

Per me il medico ha fatto BENISSIMO. Fossi io quel medico, avrei anche valutato la denuncia per diffamazione. Se scrivi qualcosa sui social, in modo che migliaia di persone lo possano leggere, devi rispondere delle tue affermazioni. Se hai ragione, motivi ed è tutto a posto. Se scrivi ad minchiam, è giusto che tu ne sopporti le conseguenze.

Sorgente: Treviso, madre critica la pediatra su Facebook, lei lo cancella dai pazienti – Corriere.it

Twitter raddoppia… e un po’ mi dispiace

 

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Da 140 a 280 caratteri. Questa la svolta epocale di Twitter, che abbandona il formato classico da Sms e aumenta la lunghezza possibile dei tweet. A me un po’ dispiace, perchè in fondo così si snatura (un filo) la natura sintetica di questo social network. Del resto però io sono un tipo restio ai cambiamenti, anche in rete. Per esempio non ho ancora digerito che su Instagram ora si possano pubblicare foto rettangolari…

Sorgente: Twitter va oltre i 140 caratteri, test per raddoppio a 280 – Internet e Social – ANSA.it

#Merculedì : Chiappe sode vs Cellulite

Il Fatto Quotidiano, oltre a prendere le difese del M5S ad ogni occasione, ha anche modo di offrirci perle di giornalismo. Da un loro blog, vi giro un entusiasmante articolo sul fatto che la cellulite sia sexy. A voi i commenti, se vi va.

Tra l’altro, è un articolo ideale per oggi, quando suo social network (quello con censure meno stringimenti, come Twitter e Tumblr) va molto l’hashtag #merculedì

Sorgente: Natiche tonde e sode? No grazie, la cellulite è più sexy – Il Fatto Quotidiano

Ask.fm: Chiediti a che serve

L’altra sera, un po’ insonne, mi sono messo a scaricare cose a caso dall’app store, partendo da quelle in classifica. Oltre ad un ha app che mi ha portato dieci follower farlocchi su Instagram, ho scaricato l’app di Ask.fm. L’idea di base di questo social network non sarebbe neppure male: poni delle domande (o personali a qualcuno che conosci, o in generale a tutti) e aspetti una risposta. 

Nella pratica è un social network sfruttato da adolescenti per scambiarsi foto e dimostrare la propria pochezza nell’italiano scritto. Disinstallato è cancellato l’account (grazie ad Aranzulla, perché se no era un po’ un’impresa)

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