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Rientro di una coppia nerd

Ore 4.52 am – aeroporto di Oslo

Ci prepariamo al rientro e… facciamo la spesa online su Amazon Prime Now con consegna a casa in tarda mattinata.

Ps la suddetta coppia nerd vive il rientro con la stessa turba psichica: il terrore che il freezer si sia scongelato durante la vacanza.

Ps2 Caprotti perdonami, prendo solo lo stretto indispensabile e domani vado a fare la spesa in Esselunga.

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Spigolature dalle Svalbard

Le Svalbard sono ormai alle spalle (a dire il vero lo sono quasi anche le Lofoten, mentre vi scrivo) ed è il momento di buttare giù qualche idea sparsa sul posto. Piccole osservazioni che non meritavano un post tutto loro. 

– Le armi da fuoco vanno sempre portate dietro quando si esce dal paese. Chissà perché, però ti chiedono di non portarle quando entri in banca.

– che poi… ok quando fai trekking isolati ma a fondo valle, vicino all’unica strada, il fucile mi sembra una cosa eccessiva. 

– lo scrissi già in un altro post ma lo riporto qua, sempre sulle armi: gli studenti che vengono al distaccamento locale dell’Università, devono fare una giornata di corso per il porto d’armi.

– l’entità esterna più diffusa è sicuramente la thai. Cosa che si riflette anche nell’assortimento dei negozi di alimentari. 

Svalbard

E venne l'ora delle Svalbard. Una delle mete-mito che avevo nella mia vita. Una terra brulla al limite del circolo polare. Un posto dove vai ad una cena tipica in capanno e la guida ha un fucile da caccia e una pistola nella fondina. Non per cattiveria e piacere nell'uso delle armi: solo per difesa nel caso si presentasse un orso polare. Il nostro albergo (che tripadvisor relega in "altri pernottamenti") non è affatto male. Una serie di stanzette con bagno in comune, ricavate dalle vecchie cabine dei minatori. Unica nota dolente del loco: la colazione, davvero scarsa. Questo è stato un po' il nostro primo giorno, o mezza giornata, alle Svalbard. Il bello doveva ancora venire.

Controlli norvegesi

La prima spigolatura interessante del nostro viaggio norvegese, l’abbiamo all’aeroporto di Oslo. Se sei un passeggero senza altra destinazione, puoi dirigerti tranquillamente al ritiro bagagli. Se hai un volo in coincidenza e non hai bagaglio imbarcato idem. La cosa interessante capita se, come noi, hai un bagaglio che (speri) viaggi fino alla tua destinazione finale. C’è un filtro dove si aspetta davanti ad un monitor, quando il tuo bagaglio è scaricato, controllato e convogliato verso il nuovo volo, escono le tue iniziali sul monitor e puoi proseguire verso i gate domestici. Singolare, con una sua utlità ai fini della sicurezza aeroportuale ma, secondo me, inapplicabile in un aeroporto con un flusso maggiore di passeggeri. Ce li vedete centinaia di italiani in attesa di vedere le proprie iniziali su un monitor? Le resse (e le risse) ai nastri bagagli sarebbero ricordate come simpatiche scampagnate.

Partire totalmente impreparato

In genere trovo sempre divertente la parte preparatoria ad un viaggio. Sia quando vado in posti che già conosco (per scoprire qualche chicca) sia nelle località nuove (per sapere cosa andare a vedere).

Questa volta no.

Tra poche ore partirò per il Giappone e mi sento totalmente impreparato. Così impreparato che non ho neppure scaricato la mia solita pletora di app ad hoc per la destinazione.

Per colpa dei casini lavorativi (andare via più di qualche giorno sotto Natale non lo facevo dai tempi dell’università e così ho dovuto sistemare tutto quanto era in sospeso), non ho avuto il minimo tempo, e le minime energie, per documentarvi come avrei voluto. Per fortuna che, in linea teorica, ci ha pensato Mrs Puck. Che però la sua bella guida del Giappone l’ha aperta solo negli ultimi giorni. Insomma… soprattutto Tokyo è per me un oggetto misterioso e ho la paura di perdermi qualcosa che merita di essere visto. Di sicuro non potrò vedere tutto, dato il tempo, però vorrei fare il massimo possibile.

Del resto, come dice la mia guida spirituale vacanziera Simon, quando vai da qualche parte, devi sempre lasciarti qualcosa da vedere per la prossima volta che ci torni.

Viaggiare Sicuri

Si puo’ viaggiare sicuri oggi? I recenti eventi direbbero di no, così come anche però non ci si puo’ considerare neppure sicuri a casa propria. In quest’ottica io però sono abbastanza fatalista e dico che non si puo’ smettere di vivere. Per esempio io quest’estate andrò in Georgia e Armenia. Sono sempre stato abbastanza tranquillo su entrambi gli stati, nonostante qualche violazione del cessate il fuoco sul confine Armeno-Azero. E’ di ieri però la notizia di un attacco ad una stazione di polizia a Yerevan. Qualcuno nel gruppo, tra questo evento e il golpe (?) turco è in apprensione. Ovvio, sarei più tranquillo se non fosse successo ma rinuncerei ad andare in Costa Azzurra per via dell’attentato a Nizza? Non credo proprio. Allora prima di tutto si usa il buon senso. Il viaggio è ben organizzato, mi farò una bella assicurazione, mi registrerò sul sito della Farnesina e poi, in loco, vedrò di stare attento. Di più non credo si possa fare.

Ho più Sim di Moggi (santo subito)

moggiNo, non è un post che parla di Calciopoli, Juventus e revisionismo storico (tre termini strettamente legati, ma è un’altra storia).

Quest’anno le compagnie telefoniche fanno un gran sbandierare sull’annullamento dei costi di Roaming: personalmente ritengo sia una presa per i fondelli. Io per esempi ho sempre usato un’opzione vodafone (Smart Passport mi sembra si chiami) per la quale con tre euro al giorno avevo minuti, messaggi e mb flat. Ora mi hanno ridotto, per lo stesso prezzo i mb (aspetto che mi interessava di più).

Era la soluzione che adottavo per i weekend lunghi in Europa. Per le vacanze ormai mi procuravo, ancora prima di partire, una sim locale.

L’ho fatta con somma soddisfazione sia in New Zealand che negli Usa. Quest’anno tocca a Armenia e Georgia e trovare qualcosa online da farsi spedire è più dura. Una possibilità è aspettare di arrivare in loco e comprare una sim. Un’altra, che sto seriamente valutando, è Chatsim: una sim che funziona in tutto il mondo ma che fa solo messaggiare tramite i maggiori messenger (whatsapp e telegram su tutti) addebitando come extra solo se si vuole mandare immagini.

Diamo quindi per scontato che io speri di trovare del wifi locale che mi consenta di navigare una volta al giorno, con 20 euro (dieci di scheda e dieci di abbonamento annuale) risolverei tutti i problemi di connettività.

Ci sto seriamente pensando.

FONTE: ChatSim

Visitando lo stand #vegasitaly

 Quest’estate, “stranamente” direbbe qualcuno, non andrò a Las Vegas. Non potevo quindi farmi sfuggire lo stand VegasItaly, presente ieri e oggi in zona Moscova a Milano. Il container, dove si viene accolti da piacenti hostess, presenta alcune poltroncine dove si viene fatti sedere e viene offerta la possibilità, con alcuni visori Samsung, di vedere alcuni video di Las Vegas. Esperienza carina anche perché poi vi viene regalato un box montabile (lo vedete nella foto) che funge da piccolo visore VR con il vostro smartphone. Grazie alla app dedicata si possono ammirare i medesimi video dello stand. Peccato che con il mio occhio dominante si perda molto del piacere della visione.

Magari… Prima di fine anno… Chissà

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