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Controlli norvegesi

La prima spigolatura interessante del nostro viaggio norvegese, l’abbiamo all’aeroporto di Oslo. Se sei un passeggero senza altra destinazione, puoi dirigerti tranquillamente al ritiro bagagli. Se hai un volo in coincidenza e non hai bagaglio imbarcato idem. La cosa interessante capita se, come noi, hai un bagaglio che (speri) viaggi fino alla tua destinazione finale. C’è un filtro dove si aspetta davanti ad un monitor, quando il tuo bagaglio è scaricato, controllato e convogliato verso il nuovo volo, escono le tue iniziali sul monitor e puoi proseguire verso i gate domestici. Singolare, con una sua utlità ai fini della sicurezza aeroportuale ma, secondo me, inapplicabile in un aeroporto con un flusso maggiore di passeggeri. Ce li vedete centinaia di italiani in attesa di vedere le proprie iniziali su un monitor? Le resse (e le risse) ai nastri bagagli sarebbero ricordate come simpatiche scampagnate.

Del panico da valigia da quattro giorni

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/8fc/24797867/files/2015/01/img_0486.jpgOdio dover far la valigia per quattro giorni. Intendendo in questo modo il bagaglio per un viaggio che implichi utilizzare un mezzo di trasporto che non sia la mia auto. Io di base ho due configurazione di bagaglio: il weekend (anche lungo) e la “settimana o oltre”
Il primo prevede il trolley o la borsa da palestra, in grado di essere imbarcati in cabina su easyjet. Il secondo è composto dalla valigia grossa, perché ho scoperto che quello che porto via per una o per tre settimane è quasi uguale. Dopo i sette giorni infatti scatta la necessità della lavanderia.
I quattro, o cinque, giorni sono quella terra di mezzo in cui non so come muovermi. Il fatto di partire in treno (questa volta) e non in aereo aiuta. Fra un paio di settimane volerò a Londra sempre per quattro giorni. In quel caso farò il viziato e imbarcherò… Il bagaglio con dimensione da cabina però. Lo so, sono complicato.

I veri vincitori della vacanza

I veri vincitori della vacanza sono i sacchetti per sottovuoto da viaggio. Fin da quando ho deciso di passare l’agosto al freddo, una delle prime preoccupazioni è stata “come far star tutto nel bagaglio?”. Non avevo mai fatto un viaggio di tre settimane in inverno. In soccorso mi sono venuti i miei che, quando andarono nella Terra del Fuoco, utilizzarono questi fantastici sacchetti. Ho passato la dritta ai miei compagni di viaggio e siamo tutti entusiasti. Un piumino diventa piccolissimo (e in pochi secondi ritorna poi alle dimensioni originali). Nella foto vedete il diametro di un sacchetto in cui ho messo due felpe e un maglione di lana. Il tutto senza ausilio di aspirapolvere.

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