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Svalbard

E venne l'ora delle Svalbard. Una delle mete-mito che avevo nella mia vita. Una terra brulla al limite del circolo polare. Un posto dove vai ad una cena tipica in capanno e la guida ha un fucile da caccia e una pistola nella fondina. Non per cattiveria e piacere nell'uso delle armi: solo per difesa nel caso si presentasse un orso polare. Il nostro albergo (che tripadvisor relega in "altri pernottamenti") non è affatto male. Una serie di stanzette con bagno in comune, ricavate dalle vecchie cabine dei minatori. Unica nota dolente del loco: la colazione, davvero scarsa. Questo è stato un po' il nostro primo giorno, o mezza giornata, alle Svalbard. Il bello doveva ancora venire.

La volpe, l’uva e il canotto

Dopo una giornata, quella dell'8, dedicata al giro di Tromso, compreso il suo lato B, di cui parlerò in un altro post, il 9 abbiamo riempito la mattinata con un giro in canotto del fiordo e delle isole intorno alla città. Purtroppo il tempo non ci ha assistito: nebbia e pioggerellina non son il massimo per una gita del genere. L'aspetto positivo è che tutto il battello era solo per noi. In teoria potevano anche rimbalzarci, visto che la gita era per un numero variabile tra i 4 e i 16, però non si sono scomposti e ci hanno fatto uscire lo stesso. Sul gommone sei a cavalcioni di una serie di sedute, con un supporto davanti per reggerti. Tutto in totale sicurezza. Tanto più che il mare era veramente una tavola. Questo non ha impedito al nostro pilota (nella foto durante una pausa) di fare un po' di evoluzioni in acqua per movimentare la gita. Bardati come per una gita polare (eravamo pur sempre all'aperto e si viaggiava a 80 km/h) ci siamo goduti la nostra privatissima gita. Non si sono visti animali, se non uno stormo di gabbiani, intento a cibarsi in acqua e che abbiamo bellamente disturbato.

Spigolatura: arrivando dall'aeroporto al centro città, abbiamo fatto una lunga galleria, che al suo interno aveva anche incroci e rondò. Poco prima del centro, c'è un grosso parcheggio. Il pilota ci raccontava che in realtà quello spazio era nato come rifugio per tutta la popolazione, durante la guerra fredda. Nel 1991, venendo meno il motivo per il quale era nato, è stato riconvertito a grosso parcheggio coperto.

Controlli norvegesi

La prima spigolatura interessante del nostro viaggio norvegese, l’abbiamo all’aeroporto di Oslo. Se sei un passeggero senza altra destinazione, puoi dirigerti tranquillamente al ritiro bagagli. Se hai un volo in coincidenza e non hai bagaglio imbarcato idem. La cosa interessante capita se, come noi, hai un bagaglio che (speri) viaggi fino alla tua destinazione finale. C’è un filtro dove si aspetta davanti ad un monitor, quando il tuo bagaglio è scaricato, controllato e convogliato verso il nuovo volo, escono le tue iniziali sul monitor e puoi proseguire verso i gate domestici. Singolare, con una sua utlità ai fini della sicurezza aeroportuale ma, secondo me, inapplicabile in un aeroporto con un flusso maggiore di passeggeri. Ce li vedete centinaia di italiani in attesa di vedere le proprie iniziali su un monitor? Le resse (e le risse) ai nastri bagagli sarebbero ricordate come simpatiche scampagnate.

Breve guida per un weekend lungo a Londra

Quando leggerete questo post, io starò volando verso Londra. Ho la fortuna di riuscirci ad andare (sempre per piacere) almeno un paio di volte l’anno. Ho quindi maturato una certa esperienza, tale da permettermi di fare il saccente ed elargirvi i miei preziosi consigli.

Partiamo dalle banalità: prima si prenota, meglio è. Questo vale per qualsiasi viaggio aereo e non solo.

LE LOW COST CONVENGONO DAVVERO? A mio avviso la risposta è “non sempre”. Arrivando a Gatwick o Stansted bisogna considerare i dispendiosi treni per arrivare a Londra (o perdere molto tempo con gli economici bus). British Airways ora fa voli anche molto convenienti su Heatrow, da dove è possibile prendere direttamente la metro.

NON DIMENTICATE IL PASSAPORTO! La brexit non è ancora in atto ma agli aeroporti inglesi le code in ingresso, per il controllo documenti, sono sempre lunghe. Passando da gate automatico per passaporto elettronico, potete risparmiare anche mezz’ora.

OYSTER O NON OYSTER? Per chi non la conoscesse, Oyster è la tessera prepagata per la metropolitana londinese. Il suo grande vantaggio è di scalare a consumo ma avere un tetto giornaliero massimo. Quindi non dovete decidere tra singoli biglietti o il giornaliero: fate sempre la scelta migliore. Su più giorni, la Oyster conviene fino a 4 giorni, oltre è meglio fare l’abbonamento settimanale.

GROUPON NON ESISTE SOLO DA NOI Quindi magari buttateci un occhio. Sia per qualche offerta su attrazioni turistiche, sia per ristoranti e bar.

I blog che leggo: Conosci Parigi

i-4-mercatini-di-natale-da-non-perdere-a-parigi-lingressoIn questa rubrica, in genere vi parlo di blog che leggo ma di gente che non conosco. In questo caso invece il blogger è un mio amico che si è trasferito a Parigi e che in queste pagine parla delle cose meno conosciute che si possano fare nella capitale francese.

Forse erroneamente, mi prendo anche una minima parte della scintilla iniziale del blog perché, quando vado a trovare lui e la compagna, chiedo sempre di farmi vedere la Parigi lato b o lato c. Infatti negli itinerari ho trovato anche diverse passeggiate fatte assieme.

Egocentrismo a parte, il sito mi piace molto perché è costantemente aggiornato con segnalazioni interessanti e per nulla scontate.

Sorgente: Conosci Parigi | Conosci Parigi

Viaggiare Sicuri

Si puo’ viaggiare sicuri oggi? I recenti eventi direbbero di no, così come anche però non ci si puo’ considerare neppure sicuri a casa propria. In quest’ottica io però sono abbastanza fatalista e dico che non si puo’ smettere di vivere. Per esempio io quest’estate andrò in Georgia e Armenia. Sono sempre stato abbastanza tranquillo su entrambi gli stati, nonostante qualche violazione del cessate il fuoco sul confine Armeno-Azero. E’ di ieri però la notizia di un attacco ad una stazione di polizia a Yerevan. Qualcuno nel gruppo, tra questo evento e il golpe (?) turco è in apprensione. Ovvio, sarei più tranquillo se non fosse successo ma rinuncerei ad andare in Costa Azzurra per via dell’attentato a Nizza? Non credo proprio. Allora prima di tutto si usa il buon senso. Il viaggio è ben organizzato, mi farò una bella assicurazione, mi registrerò sul sito della Farnesina e poi, in loco, vedrò di stare attento. Di più non credo si possa fare.

Ho più Sim di Moggi (santo subito)

moggiNo, non è un post che parla di Calciopoli, Juventus e revisionismo storico (tre termini strettamente legati, ma è un’altra storia).

Quest’anno le compagnie telefoniche fanno un gran sbandierare sull’annullamento dei costi di Roaming: personalmente ritengo sia una presa per i fondelli. Io per esempi ho sempre usato un’opzione vodafone (Smart Passport mi sembra si chiami) per la quale con tre euro al giorno avevo minuti, messaggi e mb flat. Ora mi hanno ridotto, per lo stesso prezzo i mb (aspetto che mi interessava di più).

Era la soluzione che adottavo per i weekend lunghi in Europa. Per le vacanze ormai mi procuravo, ancora prima di partire, una sim locale.

L’ho fatta con somma soddisfazione sia in New Zealand che negli Usa. Quest’anno tocca a Armenia e Georgia e trovare qualcosa online da farsi spedire è più dura. Una possibilità è aspettare di arrivare in loco e comprare una sim. Un’altra, che sto seriamente valutando, è Chatsim: una sim che funziona in tutto il mondo ma che fa solo messaggiare tramite i maggiori messenger (whatsapp e telegram su tutti) addebitando come extra solo se si vuole mandare immagini.

Diamo quindi per scontato che io speri di trovare del wifi locale che mi consenta di navigare una volta al giorno, con 20 euro (dieci di scheda e dieci di abbonamento annuale) risolverei tutti i problemi di connettività.

Ci sto seriamente pensando.

FONTE: ChatSim

La bolla scoppiata dei box vacanze

Il 2 gennaio 2016 scrivevo questo pezzo: Mode natalizie che vanno | Il Puck

Fondamentalmente dicevo che se il Natale 2015 era stato l’apice delle diffusione dei box vacanze/soggiorni/relax/cene, quello 2016 aveva segnato invece un grande ritracciamento del fenomeno.

Oggi ne ho avuto un’ulteriore conferma. Avevo (dal Natale 2015) un box della “RegalONE” della durata di 12 mesi. Volevo andare sul loro sito per vedere se, pagando, era possibile estendere la validità, così come avviene per altri circuiti simili. Digito l’indirizzo e… il dominio è chiuso. La cosa mi puzza molto male e allora faccio una rapida verifica su Google: la società è fallita e ora dovrei fare l’insinuazione al passivo. Ok sono del mestiere e non mi costerebbe niente, se non un’oretta di impegno. Però so anche che, nella migliore delle ipotesi, rivedrei il 5% del valore. Alla fine mi spiace per chi mi fece il regalo (e non ricordo precisamente neppure chi fosse) ma lascerò stare la cosa…

Per chi vuole saperne di più, ecco l’articolo di ALTROCONSUMO

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