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Come viaggiavo, come viaggio – Parte 1

Ho ancora un vivido ricordo dell’era d’oro dei miei viaggi, che poi forse l’era d’oro sono proprio questi anni con Mrs Puck, però quelli erano i primi, con gli amici, e mantengono nei ricordi un sapore particolare. Però, mi rendo conto, sono ormai un po’ “agé” e quindi sto parlando di viaggi di, almeno, quindici anni fa. Mi accorgo di come, in tante piccole e grandi cose, il modo di viaggiare sia cambiato.
Un esempio molto stupido è la musica. Fin dai primi viaggi On the road fatti in nordamerica (il primissimo: un costa a costa del Canada nel 1996)c’è sempre stata la questione della colonna sonora. In quegli anni la soluzione era che ogni partecipante, faceva delle compilation su cd che si ascoltavano a rotazione. La scelta dei brani partiva con settimane di anticipo e si alternavano canzoni che si volevano sentire, ad altre scelte solo per stupire gli amici, magari dimostrando la propria cultura musicale.
E ora? Abbiamo di tutto sui nostri smartphone, collegabili con un cavetto all’autoradio. Però il culto della compilation, almeno a me, un po’ resta (Nick Hornby insegna) e spero di trovare il tempo di prepararne una per l’ormai prossima vacanza.

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Deluso dalla rivista “Turisti per caso”

Dovendo pianificare la prossima vacanze (anche) a New York, mi sono fatto attirare dalla copertina di Turisti per caso. La pensavo una rivista snella e aggiornata, ideale per avere qualche spunto per le novità della Grande Mela. Niente di più sbagliato. Un articolo pieno di banalità, ideale solo per chi non c’è mai stato. Per esempio, nulla dicono su Hudson Yards che, basta fare una semplice ricerca in rete, per capire che è il top di quest’anno. Mai più.

Tutti in Alsazia

Per questo piccolo ponte di Pasqua, pare che l’Alsazia sia stata molto gettonata. Siamo partiti venerdì mattina e nel pomeriggio abbiamo pubblicato qualche foto. Subito una mia conoscenza ha riferito che sarebbe arrivata il giorno dopo. Il giorno dopo un noto giornalista sportivo di Cremona pubblica una foto, da Colmar (Alsazia). La sera sentiamo i parenti di Mrs Puck: una conoscente di famiglia era da quelle parti. Trend setter o questa volta mi sono trovato, di natica, in una destinazione trendy?

Belo anno a tutti!

L’anno scorso, in questi giorni, Mrs Puck e io, eravamo in vacanza in Giappone. Per fare gli auguri ad amici e parenti, le feci imparare una frase da un noto film che ogni anno viene ritrasmesso tra Natale e Capodanno.

Quest’anno uso quello stesso video, con un filo di nostalgia, per fare gli auguri a tutti voi.

Svalbard

E venne l'ora delle Svalbard. Una delle mete-mito che avevo nella mia vita. Una terra brulla al limite del circolo polare. Un posto dove vai ad una cena tipica in capanno e la guida ha un fucile da caccia e una pistola nella fondina. Non per cattiveria e piacere nell'uso delle armi: solo per difesa nel caso si presentasse un orso polare. Il nostro albergo (che tripadvisor relega in "altri pernottamenti") non è affatto male. Una serie di stanzette con bagno in comune, ricavate dalle vecchie cabine dei minatori. Unica nota dolente del loco: la colazione, davvero scarsa. Questo è stato un po' il nostro primo giorno, o mezza giornata, alle Svalbard. Il bello doveva ancora venire.

La volpe, l’uva e il canotto

Dopo una giornata, quella dell'8, dedicata al giro di Tromso, compreso il suo lato B, di cui parlerò in un altro post, il 9 abbiamo riempito la mattinata con un giro in canotto del fiordo e delle isole intorno alla città. Purtroppo il tempo non ci ha assistito: nebbia e pioggerellina non son il massimo per una gita del genere. L'aspetto positivo è che tutto il battello era solo per noi. In teoria potevano anche rimbalzarci, visto che la gita era per un numero variabile tra i 4 e i 16, però non si sono scomposti e ci hanno fatto uscire lo stesso. Sul gommone sei a cavalcioni di una serie di sedute, con un supporto davanti per reggerti. Tutto in totale sicurezza. Tanto più che il mare era veramente una tavola. Questo non ha impedito al nostro pilota (nella foto durante una pausa) di fare un po' di evoluzioni in acqua per movimentare la gita. Bardati come per una gita polare (eravamo pur sempre all'aperto e si viaggiava a 80 km/h) ci siamo goduti la nostra privatissima gita. Non si sono visti animali, se non uno stormo di gabbiani, intento a cibarsi in acqua e che abbiamo bellamente disturbato.

Spigolatura: arrivando dall'aeroporto al centro città, abbiamo fatto una lunga galleria, che al suo interno aveva anche incroci e rondò. Poco prima del centro, c'è un grosso parcheggio. Il pilota ci raccontava che in realtà quello spazio era nato come rifugio per tutta la popolazione, durante la guerra fredda. Nel 1991, venendo meno il motivo per il quale era nato, è stato riconvertito a grosso parcheggio coperto.

Controlli norvegesi

La prima spigolatura interessante del nostro viaggio norvegese, l’abbiamo all’aeroporto di Oslo. Se sei un passeggero senza altra destinazione, puoi dirigerti tranquillamente al ritiro bagagli. Se hai un volo in coincidenza e non hai bagaglio imbarcato idem. La cosa interessante capita se, come noi, hai un bagaglio che (speri) viaggi fino alla tua destinazione finale. C’è un filtro dove si aspetta davanti ad un monitor, quando il tuo bagaglio è scaricato, controllato e convogliato verso il nuovo volo, escono le tue iniziali sul monitor e puoi proseguire verso i gate domestici. Singolare, con una sua utlità ai fini della sicurezza aeroportuale ma, secondo me, inapplicabile in un aeroporto con un flusso maggiore di passeggeri. Ce li vedete centinaia di italiani in attesa di vedere le proprie iniziali su un monitor? Le resse (e le risse) ai nastri bagagli sarebbero ricordate come simpatiche scampagnate.

Breve guida per un weekend lungo a Londra

Quando leggerete questo post, io starò volando verso Londra. Ho la fortuna di riuscirci ad andare (sempre per piacere) almeno un paio di volte l’anno. Ho quindi maturato una certa esperienza, tale da permettermi di fare il saccente ed elargirvi i miei preziosi consigli.

Partiamo dalle banalità: prima si prenota, meglio è. Questo vale per qualsiasi viaggio aereo e non solo.

LE LOW COST CONVENGONO DAVVERO? A mio avviso la risposta è “non sempre”. Arrivando a Gatwick o Stansted bisogna considerare i dispendiosi treni per arrivare a Londra (o perdere molto tempo con gli economici bus). British Airways ora fa voli anche molto convenienti su Heatrow, da dove è possibile prendere direttamente la metro.

NON DIMENTICATE IL PASSAPORTO! La brexit non è ancora in atto ma agli aeroporti inglesi le code in ingresso, per il controllo documenti, sono sempre lunghe. Passando da gate automatico per passaporto elettronico, potete risparmiare anche mezz’ora.

OYSTER O NON OYSTER? Per chi non la conoscesse, Oyster è la tessera prepagata per la metropolitana londinese. Il suo grande vantaggio è di scalare a consumo ma avere un tetto giornaliero massimo. Quindi non dovete decidere tra singoli biglietti o il giornaliero: fate sempre la scelta migliore. Su più giorni, la Oyster conviene fino a 4 giorni, oltre è meglio fare l’abbonamento settimanale.

GROUPON NON ESISTE SOLO DA NOI Quindi magari buttateci un occhio. Sia per qualche offerta su attrazioni turistiche, sia per ristoranti e bar.

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