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Deluso dalla rivista “Turisti per caso”

Dovendo pianificare la prossima vacanze (anche) a New York, mi sono fatto attirare dalla copertina di Turisti per caso. La pensavo una rivista snella e aggiornata, ideale per avere qualche spunto per le novità della Grande Mela. Niente di più sbagliato. Un articolo pieno di banalità, ideale solo per chi non c’è mai stato. Per esempio, nulla dicono su Hudson Yards che, basta fare una semplice ricerca in rete, per capire che è il top di quest’anno. Mai più.

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Il mondo che è sempre più piccolo: gli acquisti in vacanza

Una volta quando andavi in vacanza in posti come gli Stati Uniti o Londra potevi, al ritorno, tirartela un po’ con marche qui sconosciute o comunque introvabili. Con la globalizzazione commerciale ormai queste cose si sono perse e trovi tutto d’appertutto. Tornavi con qualcosa di Abercrombie e già sapevano dove eri stato. Meno spendibile socialmente ma una delle ultime griffe a perdere questo fascino è stata Victoria’s Secrets. Meno di un lustro fà la Famigerata Ex mi telefonava dallo store di New York bullandosi. In tempi più recenti l’Addetta Stampa mi ha fatto conoscere a Londra Ben Sherman, che da camicie che mi piacciono molto. Ora ogni volta che ci vado provo a prenderne una. Speriamo non apra mai in Italia. Sempre a Londra c’è una catena di negozi (non ricordo neppure il nome) che fa delle simil Clarks con suola bicolore che mi intrigano molto. Forse un po’ sopra le righe per il mio stile ma mi piacerebbe avere il coraggio di indossarle. Ogni volta a Londra ci passo ma non le prendo mai. Un paio di settimane fa ero al Teatro Manzoni e proprio lì vicino ha aperto quel negozio. Ci sono rimasto male: averlo a portata di mano ne rovina gran parte del fascino.

Una pulce a Brooklyn 

Le auto americane sono note per essere gigantesche. Il mio adorato Pt era, ai tempi, pubblicizzato dalla Chrysler come “la piccola che sa fare la grande”. Uno slogan che qui da noi userebbero per la Ypsilon. Ecco perché mi sono stupito quando a Brookyln ho scoperto che è attivo Car2go. Non ne ho viste molte circolare ma, dalla mappa, il numero di vetture presenti era abbastanza alto. Niente da fare invece a Manatthan. Lì, tra traffico e parcheggi, girare in auto è praticamente impossibile.

  

Top Of The Rock

Mentre volo verso casa inizio una serie di post su cose viste o successe durante questo viaggio ma che non hanno fatto in tempo ad andare “in diretta” sul blog.

Essendo già stato diverse volte sull’Empire State Building, questa volta, per una vista dall’alto di Manatthan, abbiamo optato per Top of the Rock: la (relativamente) nuova terrazza panoramica del Rockfeller center. A mio avviso è il punto migliore per vedere la città perché sei a ridosso di Central Park è in mezzo agli altri grattaceli. Soprattutto si può fotografare anche  l’Empire. Fattore non trascurabile c’è anche meno coda per salire. Pretendente consigliato.  

  
 

Da Picasso ad Almagro: parte seconda

Dopo il MoMA, non senza qualche confusione tra linee metropolitane “local” e “express” sono andato a Flushing Meadows a coronare una mia piccola passione: il turismo sportivo. Sono così arrivato a metà grande slam, almeno da tifoso. Dopo Wimbledon sono stato agli US open, anche se solo le qualificazioni. Ho visto due italiani perdere, tra l’altro Arnaboldi sfortunato al tie break del set decisivo, e la Pennetta allenarsi. Seguirà un post ad hoc sulle differenze che ho trovato tra i due tornei. È stata comunque un’esperienza eccitante! Ovviamente ho strisciato pesante all’unico shop già aperto.

 

Dell’efficienza online 

Ieri abbiamo fatto una cosa molto da turisti: la crociera circle line attorno a Manatthan. La si vede in diversi film. Uno fra tutti “un giorno per caso”con Clooney e la Pfiffer. Non sapevamo che giorno saremmo andati se non la mattina stessa. Ieri, appena alzato, ho quindi visitato il sito per controllare gli orari: la crociera che ci interessava era alle 11. Erano le 9 passate e ho notato che era comunque prenotano le, ottenendo così uno sconto del 15% ho provato e ho atteso l’email di conferma. Qui iniziano o guai. L’email dice che l’allegato PDF va stampato, assieme alla mail, e consegnato. Io ovviamente non ho la stampante, inoltre da iPhone quel PDF non si legge. Preoccupato di aver buttato i soldi mi dirigo al pier. Faccio vedere sul piccolo schermo la mail, l’addetto sparisce in 30 secondi torna coi nostri biglietti. In queste cose sono troppo avanti.

Ps ok la gita è un classico da turisti ma consente visuali davvero da cartolina 

 

La natura non è equa

Ok, ci sono i belli e ci sono i brutti. Io ho sempre saluto di non essere un adone. Conosco persone belle, sia uomini che donne ma “belli normali”. Visitando il Witney Museum, mi sono imbattuto in Pierce Brosnam. Sì, l’attore, l’ex 007, il protagonista di Mamma Mia e tanti altri film. Lo vedi e pensi che è un bell’uomo nonostante l’età. Poi gli fai due foto di sfuggita e viene bello e perfetto come fosse in posa. Le facessero a te sembreresti pronto per le foto segnaletiche. E allora vaffanculo. Non c’è giustizia 🙂

  

   

Come ne “Il ragazzo di campagna”

 Dovendo scegliere un albergo a New York che conciliasse le nostre esigenze di ubicazione con il nostro budget, la nostra scelta è ricaduta sul Pod 39. Un albergo molto di design ma che già dal sito faceva capire come le stanze fossero abbastanza anguste. Si sa che in fotografia tutto appare più grande di quello che è, però non pensavamo certo di trovarci in una situazione del genere. Capiamoci, la sistemazione è molto carina ma sembra veramente di essere nel film di Pozzetto “il ragazzo di campagna”.

Guarda la clip del film.

Qui sotto invece un “panoramica” della nostra stanza. Dopo l’iniziale scoramento, devo dire che ho provato un perverso divertimento nell’incastrare il tutto. L’hotel però ha anche molti aspetti decisamente positivi ma ve ne parlerò in un altro post.

  

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