Archivi categoria: Giorno Marmotta

E poi qui da noi si parla di privacy…

Lo ignoravo totalmente ma, a quanto pare, a Pechino c’è una rete di telecamere e di riconoscimento facciale, in grado di scovare chiunque in pochi minuti.

Realtà o finzione? Un giornalista della BBC si è prestato ad un esperimento, di cui viene dato resoconto in quest’articolo de Il Corriere.

Di certo la cosa è molto inquietante.

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Un ottimo articolo su Le Iene

Non amo Le Iene, non amando la disinformazione e le fake news. Non nego che faccia anche del buon lavoro ma… Ecco un ottimo articolo, dalla versione italiana di Rolling Stone, in merito. Dice esattamente come la penso io, in modo decisamente migliore da come avrei mai potuto esprimerlo.

Sorgente: OK, smettiamola di guardare Le Iene | Rolling Stone Italia

Come un candito a Natale

Chiudete il web e anche la tv. Abbiamo lo spot più bello di questa stagione.
Dopo il Buondì, la Motta segna un altro gran colpo. Ascoltate bene il testo, è geniale.

Non è solo un lunedì

Oggi per me non è solo un lunedì. Conti alla mano, rientrare da un ponte di quattro giorni equivale a rientrare dalle terza vacanza più lunga dell’anno. Dopo agosto, Natale (si spera di stare a casa dal 30 al 6… ma la vedo dura) e a pari merito col weekend di Wimbledon (storicamente un giovedì-domenica) e Pasqua (venerdì-lunedì).

Ieri facevo colazione con cappuccio e torta di mele al Caffè Marconi, oggi cappuccio della macchinetta e tre GranCereale.

Insomma, tutto bello (tranne le quattro ore e passa per rientrare ieri, sotto la neve) ma riprendere oggi è davvero dura…

Sgrunt.

AF2018: uguale a se stesso

Primi due giorni de L’Artigiano in Fiera 2018 è sostanzialmente solo conferme. La manifestazione si conferma uguale a se stessa, nel bene e nel male. Gli stand sono grossomodo negli stessi punti. Gli articoli sono sempre gli stessi e la varia umanità non presenta sostanziali modifiche. Forse solo i trolley sono diventati più grandi e c’è chi ne ostenta alcuni che io non azzardo neppure per ferie di tre settimane. Detto questo, i miei canonici acquisti sono stato quasi tutti già eseguiti.

Being Milanese Imbruttito

Partiamo da alcuni dati di fatto. Io sono un MilaneseImbrutto. Di più. Io mi vanto di essere un milanese imbruttito, anche in alcuni dei suoi aspetti più deleteri.
Da sempre apprezzo l’idea della pagina Il Milanese Imbruttito. Non apprezzo l’omonimo blog e ho un rapporto ondivago nei confronti del canale Youtube. Sì, perchè se è vero che i video sono spesso divertenti, è altresì vero che sono pieni di marchettoni che dubito fortemente siano dichiarati come inserti pubblicitari.

Detto ciò, il video La Giornata Imbruttita è fantastico, fondamentalmente perchè è mera somma di alcune delle caratteristiche più spiccate del Milanese Imbruttito.

Buona visione. Taaac.

La barba è una livella

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Io, con una nota vacca, intrigata dal mio look hipster.

La moda hipster ha aiutato la diffusione della barba. Personalmente ho applaudito questa cosa perchè, da anni, portavo una leggera barbetta e bramavo farmela crescere. La gestione della stessa, però, mi faceva desistere. La moda ho portato, come indotto, tutta una serie di barbieri specializzati e il gioco è stato fatto.

Detto ciò, il concetto base di questo post è un altro. Sì, perchè alla base di certi miei post ci sono pure dei concetti.

La barba è una livella, parafrasando Totò.

Sì, perché la barba ha (quasi) sempre un effetto positivo sulla percezione estetica di un uomo. Guardate me. Non sono certo mai stato un adone. Il tempo, lo ammetto, qualche punto me lo ha fatto recuperare (da teenager non si batteva chiodo…ed era anche giustificata la cosa). Però da quando ho la barba, sono percepito decisamente meglio. Ma non è un isolato caso personale: la middle class maschile è molto più popolata. Frequentatori dei percentili più sfigati del mercato vedono alzarsi le proprie quotazioni. Soggetti già più elevati hanno dei miglioramenti ma, percentualmente, inferiori.

Cioè: chi era figo, resta dalla parte giusta del mercato. Gli altri riducono il gap.

A Milano il negozio di Pornhub

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Su dai, non fate gli ipocriti santarellini (e neppure santarelline): tutti noi sappiamo cosa sia pornohub. La notizia del giorno è che sta aprendo un temporary store a Milano. Anni fa la cosa avrebbe destato scalpore. I sexy shop erano luoghi, nell’immaginario collettivo, chiusi e bui, frequentati solo da loschi figuri. In parte è ancora così, ma da quando i sex toys si trovano in farmacia o su groupon, l’argomento è stato in parte sdoganato.

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