Archivi categoria: Giorno Marmotta

Il mio indice della Fase 2

Per me la fase 2 sarà veramente cominciata, quando arriverò a fine giornata senza aver sentito neppure una sirena di ambulanza. Per ora ne sento sempre almeno una prima di alzarmi dal letto (quindi diciamo prima delle 8).

Poi boh, sarò in una zona particolare io (che comunque non è a ridosso di ospedali) ma ne sento ancora numerose ogni giorno.

3 anni fa: il mitico Minuto 87

Mentre ieri si sprecavano gli sfottò calcistici sul 5 maggio di Lazio Inter. Oggi invece, un piccolo manipolo di tifosi romantici ricordano una partita mitica, che ha regalato la serie B alla Cremonese dopo undici anni. Faccio ammenda, per l’ennesima volta: in primavera non pareva proprio che quella partita potesse essere determinante, si prospettava la lotteria dei playoff, così organizzai per festeggiare il mio compleanno a Parigi. E’ finita che il secondo tempo me lo sono visto in streaming… ma va bene così.

Cari i miei Expat: Dublino

Iniziano questa rubrica, di cui vi scrivevo ieri, con questo contributo da Dublino:

Dublino, Repubblica d’Irlanda: il lockdown arriva a metá marzo, 2 giorni prima di San Patrizio – a sottolineare la serietá della minaccia.  I servizi finanziari sono indispensabili, pare… divido quindi il Desk in due: 2 ragazzi lavoreranno da casa e 2 in ufficio. Set-up per il lavoro da remoto – comunque – per tutti noi 4, prudenzialmente…dovessero cambiare le cose.

Scelgo di lavorare dall’ufficio, c’è giá la moglie che sembra provata a lavorare dal salotto di casa dopo un paio di settimane. E poi tanto siamo in pochissimi,  la stragrande maggioranza dei colleghi lavorerá da remoto. Distanziamento in ufficio, building semi-vuoto, non un’anima viva negli ascensori alle 7 di mattina, all’ingresso, e nemmanco la sera – fra le 17 e le 18.  La cleaner é cinese …mhmmhm …who cares, it is what it is.

Sulla via per l’ufficio, una mattina si e una no, “saluto” cordialmente i Garda (la polizia locale): stazionano a centro strada col loro posto di blocco a controllare le auto. Breve check e…“Take care of yourself, keep safe”. Cortesia Irish.  

Google ghetto svuotato, impressive. Quasi scioccante. Quel quartiere brulicava di giovani provenenti da mezzo mondo e impiegati del settore IT. Ora li puoi contare al tuo passaggio.

Per strada pero’ la gente cerca qualche forma di prudente normalitá. Il lockdown non ha mai impedito di uscire a camminare entro 2 Km da casa, poi allentato a 5 Km. Volenterosi papá spingono passeggini fra una nuvola passeggera che scarica un po’ di pioggerellina e un raggio di sole primaverile (10-13 C). Mascherine in giro se ne vedono poche, non sono obbligatorie d’altronde. Qualcuna di piu’ nei supermercati dove tutti i giorni – dall’apertura fino alle 12:00 e a giorni alterni – hanno accesso solo la categoria piu’ vulnerabile (gli over-65) o i soldati di questa strana guerra o emergenza sanitaria che dir si voglia (i dipendenti degli ospedali). All’ingresso il gel è disponibile e – in alcuni casi – guanti monouso.

Unintended consequences di questa emergenza: un fornitore di alcuni ristoranti italiani che distribuisce frutta & verdura italiane ha aperto ora alle consegne a domicilio: EUREKA !  Qualitá della vita: +3.

Intanto le coppie passeggiano come non mai, joggers corrono o e ciclisti piu’ o meno improvvisati pedalano lungo strade semi-deserte. Nei parchi la gente legge un libro o porta il cane a passeggio. I vicini di casa si scambiano saluti, bevono un bicchiere e chiacchierano a distanza di sicurezza  quantificata in metri due.  Accettazione e disciplinata attenzione verso il prossimo, tentativi di stabilire una qualche goffa normalitá. Dublino ha registrato all’incirca il 70% dei contagiati del Paese. E sebbene in Irlanda il numero dei contagiati abbia superato quello dell’Italia, quando corretto per la popolazione, il numero di decessi pare essere la metá. Meno densitá abitativa e over-65 che rappresentano solo il 13% della popolazione (22% in Italia 19% in UE) ha probabilmente aiutato, non certo la Sanitá locale, per quanto aver evitato di concentrare pazienti negli ospedali ha sicuramente aiutato.

Isteria collettiva ? Nessuna. Rassegnata accettazione e un po’ di benevolente tolleranza da parte della polizia, sempre molto presente a sorvegliare. Benvenuti nel New Normal.

Cari i miei Expat

La nostra generazione, più di quella dei nostri genitori, ha visto un flusso migratorio verso l’estero. Ecco che quindi io mi trovo ad avere amici che si sono dispersi in giro per il mondo. Paradossalmente, ora li posso sentire vinci i allo stesso modo in cui sento gente la cui casa vedo dalla mia finestra. Però ogni paese sta vivendo questo periodo in un modo diverso. Ho quindi chiesto loro di raccontarmi, brevemente, come se la passano. Nei prossimi giorni, ci saranno quindi una serie di post “ospiti” sul mio blog.

Buon primo maggio

E’ il primo maggio. Un primo maggio strano. Cerchiamo allora un po’ di normalità… con una classica canzone del primo maggio.

www.youtube.com/watch

Fase 1.2

Sarò pessimista io ma la fase 2 di questa drammatica situazione la vedo lontana. Lunedì però sono stato costretto, per lavoro, a uscire di casa e girare un po’ di Milano in macchina. Diciamo che mi sono sentito in una sorta di fase 1.2

Sarà stata la pioggia, sarà che ci stiamo abituando a questa nuova, strana, routine, ma passando davanti a due Esselunga e un Carrefur non ho visto la minima coda.

Nostro malgrando iniziamo a vedere una normalità anormale?

Il blog, coronavirus e spero stiate tutti bene

Ciao a tutti, è un po’ che non scrivo. Pensavo che, iniziando a lavorare da casa, avrei avuto più tempo per scrivere, invece è l’esatto opposto. Per quanto la mia condizione sia tecnicamente idilliaca (a casa sono logisticamente comodo e sostenuto e supportato dalla fantastica Mrs Puck), non è così facile essere sereni.

Ecco che, quindi, riprendo ora a scrivere dopo parecchio tempo. Detto questo, spero che stiate tutti bene. Voi e i vostri cari. Non so se andrà tutto bene, non so se torneremo migliori o peggiori di prima. L’importante è impegnarsi tutti al massimo.

L’inutilità al tempo del Coronavirus

A casa ascoltiamo molta radio in questo periodo. Grazie ad Alexa e alla app Tune In Radio, non siamo vincolati alle radio che si sentirebbero nella nostra zona ma possiamo spaziare verso altre stazioni. Mi capita così di ascoltare Radio Dolomiti, l’emittente che seguo quando sono in montagna. Ogni ora, o forse un po’ di più, continuano a trasmettere la rubrica “Viaggiare in Trentino”. Ok, capisco che sia magari pagata dallo sponsor ma ormai ogni volta è “traffico assente, causa il blocco agli spostamenti”. L’inutilità fatta rubrica.

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