Archivi categoria: Giorno Marmotta

Oggi questa canzone non si sarebbe potuta scrivere

Rapput è stato un tormentone del 1991. Scritta da Rocco Tanica e Claudio Bisio e interpretata da quest’ultimo. Personalmente, la conosco a memoria.

La riascoltavo (e cantavo) l’altro giorno e pensavo che oggi non sarebbe mai potuta esser un successo o, più che famosa, sarebbe diventata famigerata. Il motivo? Una certa deriva del politicamente corretto. Non fraintendetemi, certi temi sono gravi e pesanti. I passi avanti fatti in questi campi sono importanti e, paradossalmente, comunque non ancora sufficienti.

La canzone rientra nel filone demenziale ed è fortemente ironica, ci sono però elementi che oggi non sarebbero letti come tali da molti. Intanto il fidanzato/protagonista della canzone si rivolge alla controparte con un epiteto sessista (da qui il titolo Rap-put che non devo certo spiegavi).

Infine si chiosa con una minaccia di sfigurarla con un saldatore. Badate bene, non sto certo demonizzando questa canzone, anzi. Dico solo che certe riletture storiche, non dovrebbero essere fatte un tanto al chilo.

Quindi, continuerò a canticchiare Rapput e, se mi capiterà, guarderò “Via col Vento” (che, lo ammetto, non ho mai visto).

36 partite dopo

Ora bravi tutti ad esultare per l’Italrugby. Dove c***o siete stati per 36 sconfitte di fila? Cosa mugugnavate, da veri italioti calciofili, quando un’intera generazione di rugbisti lottava ma rimediava solo sconfitte?

Mi piace ricordare che l’ultima volta che sono stato in uno stadio, prima dell’Era Covid, fosse all’Olimpico a vedere LA Nazionale. Così come per tanti anni, con un po’ di buchi, sono il primo ad ammetterlo, abbiamo fatto con amici. Orgogliosi dopo le vittorie così come dopo le sconfitte.

Quel giorno giravano le prime mascherine e si iniziava a fare scorte nei supermercati.

Oggi le lacrime di gioia di Garbisi sono quelle che un po’ tutti abbiamo avuto. Grazie ragazzi.

Mi portate le arance?

No, non sono (ancora) finito nelle patrie galere, anche se il rischio di uccidere qualcuno è sempre dietro l’angolo (in ambito lavorativo). Vi racconto una storia, breve, prometto.

Oggi mi è capitato di dover tornare a casa in taxi. Abito in un quartiere di nuova costruzione, tutt’ora in espansione che, sui social, è spesso preso di mira per i palazzoni alti e talvolta troppo vicini. Do l’indirizzo al tassista, che conosce la via per la presenza di un noto concessionario e pensa debba andare lì. Chiarisco subito che io sono dall’altra parte della strada ma non registra questa informazione.

Stiamo per arrivare e lo vedo che guarda in giro incuriosito. Pensando che non sappia dove girare gli faccio “alla prossima rotonda a destra”. “Sì sì lo so” replica lui “stavo solo guardando questi nuovi palazzi (guarda chiaramente il nostro NdPuck), orrendi, sembrano proprio dei carceri”.

Svolta alla rotonda e gli dico di fermarsi “dove?” fa lui stupito “alla casa bianca”. Non ho avuto la voglia polemica di rispondergli “al carcere bianco”.

Ok, la nostra palazzina non è stata progettata da Frank Lloyd Wright (o Andrew, come stavo erroneamente scrivendo prima di andare su wikipedia) e non passerà alla storia dell’architettura ma io vorrei vedere tutti questi saccenti critici in quali capolavori abitino…

La memoria deve presentare il conto

Il giorno della Memoria ha un senso assoluto, oltre a quello di ricordare la Shoah: non si devono dimenticare gli errori del passato. La memoria è spesso corta. A qualcuno questa cosa fa comodo. Per fortuna ogni tanto però, presenta il conto. E’ il caso di Salvini e della sua recente visita in Polonia.

Da notare che il sindaco che lo contesta è di destra, probabilmente scelto appositamente, nella speranza di una accoglienza più soft… che non vi è stata: difficile dimenticare lo spassionato supporto del leader leghista a Putin.

Da notare anche il giubbotto indossato da Salvini, che dovrebbe essere, se ho capito bene (correggetemi se sbaglio) quello di una raccolta fondi della regione Lombardia, con diversi sponsor commerciali in bella vista.

Ogni ulteriore commento mi pare superfluo. Lascio il video di Euronews.

Ho vinto la battaglia con lo spam! (ma non la guerra)

Da anni sono passato a gmail, con la mia casella di posta principale. I molti tra voi che hanno fatto come me, sapranno che le mail sono divise in tre cartelle: Principale, Social e Promozioni. C’è poi una casella spam, che funziona, ma non intercetta tutte quelle mailing list alle quali, più o meno distrattamente, ci iscriviamo ma poi non ci interessano minimamente.

Ecco che quindi la mia casella Promozioni, si popolava di almeno una cinquantina di email inutili al giorno. Almeno. Da un mesetto a questa parte, con certosina pazienza, mi sono messo in pausa pranzo a fare tutte le singole disiscrizioni. Qualcuna ogni giorni.

Fantastico. Un’altra vita. Vi consiglio di perderci un po’ di tempo perchè alla fine funziona veramente. Si può vincere contro lo spam.

…a patto di non ricominciare a fare iscrizioni ad minchiam…

Rimanda oggi, rimanda domani…

… sono MESI che non scrivo sul blog. Eccomi quindi a fare (di nuovo) un post pieno di buon sentimenti, verso il mio blog. Questo diario online mi accompagna da ormai più tempo di quanto mi piaccia ricordare e spero di riuscire a rilanciarlo. Anche se siamo sempre i soliti a leggerlo.

Buona giornata a tutti

Che i Leoni da Tastiera rispondano delle proprie azioni

Premesso che io sogno un libero accesso ai social A PATTO che ognuno dimostri la propria identità (puo’ apparire anche con uno pseudonimo ma si deve essere in grado di risalire all’autore), non posso che plaudire QUESTA RECENTE SENTENZA.

In pratica questo soggetto, che aimè fa pure parte del corpo docente, commentò in questo modo la morte di un carabiniere: “uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza”.

Nell’articolo si legge poi che prima disse di essersi subito pentita del post, poi ritrattando dicendo che non l’aveva scritto lei. Assicurando che avrebbe fornito il nome dell’autore. Cosa mai avvenuta.

Il PM chiese tre mesi di reclusione. Il giudice ne ha dati otto. Benissimo.

No, non invoco la censura ma la gente deve imparare che non puo’ scrivere le peggio bestialità in rete (come gioire per la morte di chicchessia) e poi fare spallucce.

Ah, qualcuno lo legge ancora?

Non è certo un segreto, il fatto che non scriva più tre post al giorno come una volta. Altrettanto palese il fatto che non tornerò mai a farlo, per tanti motivi. I blog, in fondo, non sono più seguiti come una volta e anche io mi sposto su altri strumenti.

Non è infatti un caso che un lettore (illustre!) per contattarmi in merito a qualcosa pubblicato qua, mi abbia scritto su instagram.

La cosa mi ha fatto comunque piacere e mi ha ridato un po’ di voglia di scrivervi anche qua, nonostante il poco tempo, lo stress e, diciamo, la poca voglia.

Ok dai…fatemi andare a ravanere nelle bozze di post scritti a metà, se c’è ancora qualcosa di salvabile…

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