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Generazione GPS

Leggendo un po’ del Giappone, per documentarmi prima della partenza, leggevo spesso delle problematiche legate al raggiungere un indirizzo. Non avviene infatti come da noi (o non avviene sempre) che le vie abbiamo esplicitato il proprio nome e che la numerazione abbia una sequenza logica. Leggevo storie di gente che chiedeva ai passanti indicazioni, che si prodigavano gentilmente ad accompagnarli fino a destinazione, o chi consigliava di portarsi appresso il biglietto da visita (ammesso lo si avesse già) della propria destinazione, per esempio l’albergo, da mostrare al taxista di turno.

Oggi però tutto questo è superato.

Gli smartphone oggi hanno cambiato tutto, grazie al loro gps allegato. Anche solo Google Maps o Mappe di iOS, soprattutto se usate in modo ingrato a Booking.com o Tripadvisor, ci aiutano ad arrivare ovunque. Altre più specifiche, come Citymapper o altre delle singole città, ci portano per mano fino a destinazione. Insomma, ormai perdersi è impossibile. Anzi, è quasi un lusso che qualcuno ricerca espressamente.

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Quando una gnocca puo’ farti diventare misogino

Sono articoli come questo che mi fanno tendere alla misoginia. Leggetelo e poi ne parliamo:

Sorgente: Perché viaggiare da sola ha rovinato la mia vita sentimentale | Alyssa Ramos

In pratica un Mangia, Prega, Ama applicato ai viaggi ma dalla classica posizione di forza di una che non deve mai aver avuto problemi ad avere spasimanti. Buona parte delle cose che ha “imparato” trasudano luoghi comuni e soprattutto riporta un’esperienza che non possono certo fare tutti. Queste esaltazioni della vita da single non le capisco proprio, probabilmente perché sono totalmente lontane dal mio essere e i miei (lunghi) periodi single non li vivo certo come i momenti più intensi della mia vita…

Poi alcune parti sono davvero esilaranti, come quella in cui parla (lamentandosi) che su Tinder si conoscono solo stronzi. MA VA???

Viaggiare mi piace e mi piacciono le persone che viaggiano ma qui il concetto che si vuole far passare è ben diverso…

No guarda, l’ennesima “firma” dell’Huffington che mi allontana sempre più da questa fonte.

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La borsa per il viaggio

Al tempo degli smartphone, preparare la borsa per partire vuol anche dire preparare le app necessarie per il viaggio. Domani andrò a Londra e nella foto trovate la cartella che ho preparato. Ecco cosa contiene:

– Easyjet: per poter passare direttamente lo smartphone ai controlli di sicurezza e al boarding, evitando carta inutile

– Booking.com: come Easyjet ma per la prenotazione dell’albergo

– Citymapper: una ottima app per calcolare il miglior percorso coi mezzi pubblici. Funziona a Londra ma anche a Milano e in molte altre città del mondo.

– Tube Map: app gratuita per la mappa della metro di Londra ma anche per avere aggiornamenti in diretta sullo stato del servizio.

– Wimbledon: app ufficiale per avere aggiornamenti in tempo reale e tante altre curiosità sul torneo

– Xe Currency: perché nella terra d’Albione c’è ancora la sterlina e non sono più molto abituato a fare i cambi.

– Time Out London: perché a Londra c’è così tanto da fare e da vedere che qualche dritta torna sempre utile. 

 

Del panico da valigia da quattro giorni

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/8fc/24797867/files/2015/01/img_0486.jpgOdio dover far la valigia per quattro giorni. Intendendo in questo modo il bagaglio per un viaggio che implichi utilizzare un mezzo di trasporto che non sia la mia auto. Io di base ho due configurazione di bagaglio: il weekend (anche lungo) e la “settimana o oltre”
Il primo prevede il trolley o la borsa da palestra, in grado di essere imbarcati in cabina su easyjet. Il secondo è composto dalla valigia grossa, perché ho scoperto che quello che porto via per una o per tre settimane è quasi uguale. Dopo i sette giorni infatti scatta la necessità della lavanderia.
I quattro, o cinque, giorni sono quella terra di mezzo in cui non so come muovermi. Il fatto di partire in treno (questa volta) e non in aereo aiuta. Fra un paio di settimane volerò a Londra sempre per quattro giorni. In quel caso farò il viziato e imbarcherò… Il bagaglio con dimensione da cabina però. Lo so, sono complicato.

La valigia digitale

Quando parto per un viaggio oltre alla valigia fisica devo ormai prepararne anche una digitale. Smartphone, iPad, reflex e caricatori vari sono la prassi. C’è però anche una valigia software.
Ormai ci sono app per tutto, anche per il viaggio. Ben vengano quindi guide, mappe, siti di alberghi e ristoranti, counter del cellulare, app di compagnie aeree e chi più ne ha più ne metta. Senza dimenticare una buona colonna sonora.

Treno

Viaggiare mi piace. Sia nel senso di vedere posti nuovi, sia nel senso proprio del viaggio. Forse i viaggi in auto sono quelli che mi piacciono meno, soprattutto quando sono io a dover guidare. Quando invece, come oggi, viaggio in treno mi piace (quasi sempre). Anche su un intercity gremito come oggi, soprattutto visto che il posto a sedere ce l’ho. Sarà probabilmente anche perché non mi tocca la vita da pendolare trenord di molti miei amici…

L’inefficienza economica del viaggiatore single

Hand Holding Suitcase Covered with LabelsIl mio essere, in questo periodo, forzatamente analcolico mi portò a scrivere un post intitolato “L’inefficienza economica della vita analcolica“.
Oggi, il mio essere forzatamente single e in procinto di partire mi porta a scrivere questo post.
Questa inefficienza economica si concretizza soprattutto in due situazioni: i viaggi organizzati ed i pernottamenti singoli. La prima mi riguarda poco, a parte casi sporadici come quando andai in Armenia. La seconda invece mi riguarda aimè con una certa frequenza. Purtroppo le stanze in genere hanno lo stesso prezzo sia per una che per due persone, con la conseguente inefficienza per chi è nella mia situazione.
In questi giorni mi sono trovato a dover prenotare per alcune notti a Parigi e devo dire che mi stavo non poco arrabbiando. Sono riuscito a contenere i costi grazie al sito airbnb ma poco cambia: fossimo stati in due il costo (inferiore rispetto a quello dell’hotel) non sarebbe cambiato.

E che cavolo… cornuto e mazziato.

 

Vorrei essere Marco

Ma come? Direte voi, tu sei Marco. Ovvio. Però per alcune cose invidio il mio omonimo rhodese. Lui ormai ha superato quello che per me è un grande blocco: il viaggiare da solo. Lui non si fa problemi a prendere un aereo e farsi un weekend da qualche parte, per esempio per un concerto. Io onestamente non ce la faccio e lo vivo come un limite. Per esempio il 30 novembre suonano a Londra i Barenaked Ladies. Ho visto i biglietti per concerto e volo. Però proprio non ce la faccio.
È un peccato perché già il mondo è dominato dalla Mafia delle coppiette e noi single siamo socialmente tagliati fuori, se finisci in certi loop. A maggior ragione la mia castrante situazione sociale non dovrebbe essere motivo per privarmi di una delle cose più belle nella vita: viaggiare.

Ps il primo che tira fuori Viaggi e Avventure nel mondo gli sego le gambe. Il concetto è totalmente diverso e soprattutto le mi condizioni di salute non mi consentono di farlo.

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