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Generazione GPS

Leggendo un po’ del Giappone, per documentarmi prima della partenza, leggevo spesso delle problematiche legate al raggiungere un indirizzo. Non avviene infatti come da noi (o non avviene sempre) che le vie abbiamo esplicitato il proprio nome e che la numerazione abbia una sequenza logica. Leggevo storie di gente che chiedeva ai passanti indicazioni, che si prodigavano gentilmente ad accompagnarli fino a destinazione, o chi consigliava di portarsi appresso il biglietto da visita (ammesso lo si avesse già) della propria destinazione, per esempio l’albergo, da mostrare al taxista di turno.

Oggi però tutto questo è superato.

Gli smartphone oggi hanno cambiato tutto, grazie al loro gps allegato. Anche solo Google Maps o Mappe di iOS, soprattutto se usate in modo ingrato a Booking.com o Tripadvisor, ci aiutano ad arrivare ovunque. Altre più specifiche, come Citymapper o altre delle singole città, ci portano per mano fino a destinazione. Insomma, ormai perdersi è impossibile. Anzi, è quasi un lusso che qualcuno ricerca espressamente.

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Una volta c’era Tom Ponzi

Una volta c’era Tom Ponzi che, almeno a Milano, era sinonimo di investigatore privato. Avevi dubbi sul partner? Su di un socio d’affari? Chiamavi Tom Ponzi! Oggi invece controllare la gente è molto più facile. Per esempio c’è questo simpatico oggettino che costa veramente poche decine di euro. Nasce, probabilmente, per trovare le chiavi o da mettere al collare del vostro animale domestico. Però puoi casualmente farlo cadere in un’auto o farlo scivolare in una borsa ed ecco che potrete scoprire, direttamente sul vostro smartphone, il percorso  che verrà fatto.

I fedifraghi (e le fedifraghe) sono avvisati…

Sorgente: Amazing New Tech

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