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Perdonami padre, perché ho peccato

Già l’ho scritto ma, dopo questo post, risulterò ancora meno credibile: non sono uno che all’estero va a cercare il cibo italiano. Però, in questa vacanza norvegese, era già capitato che andassimo a mangiare una pizza norvegese. Certo, mi resterebbe lo sfizio di provare la onnipresente catena “Peppe’s Pizza” ma credo potrò sopravvivere. Non divaghiamo e torniamo nel seminato.

E’ successo che, una sera a Svolvaer, quando avevamo un intero appartamento per noi, non avessimo particolarmente fame verso l’ora di cena. Colpa soprattutto mia. Quando poi verso le 22 ci è venuta fame (sempre a me, a Mrs Puck era venuta anche prima ma non ero riuscito a convincerla ad andare assieme in un locale anche se non avrei preso nulla), ci siamo accorti che in casa avevamo un pacchetto di spaghetti Barilla, lasciati da precedenti occupanti (ancora buoni). In mancanza però di condimento siamo andati al supermercato. Trash per trash, abbiamo optato per una fantastica “Pastasaus” al pomodoro, di marca locale. Alla fine è stata una cena piacevole e un po’ sopra le righe.

Accucciati in cuccetta 

La notte in cuccetta, tra Bodo e Trondheim, era una delle tappe che attendevo con maggior curiosità. Non avevo mai fatto una notte in cuccetta e, piuttosto che farlo in Italia, mi sembrava molto più salubre farlo qua. Tra l’altro era una scelta vantaggiosa, nel nostro itinerario, sia dal punto vista economico che del tempo di percorrenza. Come potete vedere dalla foto, avevamo qualche problema a muoverci, tra noi e le valigie. A poi aggiungiamo il fatto che mi si è rotto il lucchetto del mio bagaglio e mi sono dovuto inventare un po’ scassinatore e un po’ McGiver. Si poteva però sfruttare, come tavolino, il corridoio (cosa che da noi non si sarebbe mai potuta fare, poichè sarebbe stato pieno di gente senza posto assegnato).

Tutto pulito, tutto preciso. Abbiamo pure trovato due cioccolatini sul cuscino appena arrivati!

Un’esperienza sicuramente positiva.

Il dolce nazionale norvegese

Non l’avrei mai detto ma i norvegesi vanno pazzi per i waffle, o gaufre se volete dirla alla belga. Ovunque vai, ci sono. Anche il più scadente dei baracchini le ha. Magari fredde, magari schifose, ma le ha. Gli alberghi spesso ti danno la possibilità di fartele da soli, con il buffet delle colazioni. Il nostro hotel di Tromsø, addirittura, dalle 18 alle 20 aveva il free waffle e questo ci confuse non poco sull’ora in cui cenare (senza però impedirmi di farle ogni giorno). Nei supermercati non manca mai il preparato della Toro, marca che va molto da queste posto. Inutile dire che ho già nella wish list di Amazon la macchina da prendere al mio ritorno, quando arriverò col mio preparato Toro!

Sudo ma Bodø

Ieri pomeriggio siamo sbarcati dal traghetto che da Moskenes (nome che agli amici patiti di hockey porterà di certo più di un’assonanza) ci ho portato a Bodø. Abbiamo preso possesso della stanza, riportato l’auto al noleggio e a quel punto avevamo più di un giorno da passare in questa città. Che non fosse molto grande l’abbiamo capito anche dal fatto che la gente andava in aeroporto (dove abbiamo lasciato l’auto) a piedi. Le principali attrazioni del paese sono due chiese: una inguardabile e l’altra talmente bella che, passandoci in zona, non l’abbiamo vista. Risolto entto serata la pratica turistica, ci restava da riempire il tempo che ci separava dal nostro treno notturno. Abbiam quindi optato per viziarci e passare qualche ora nel “più grande acqua park di Norvegia” , con tanto di SpA. Mi chiedo come siano i più piccoli ma se non altro abbiamo passato una piacevole giornata. 

Menzione turistica su Bodø: in giro per la città ci sono dei murales molto interessanti. 

Spigolature dalle Svalbard

Le Svalbard sono ormai alle spalle (a dire il vero lo sono quasi anche le Lofoten, mentre vi scrivo) ed è il momento di buttare giù qualche idea sparsa sul posto. Piccole osservazioni che non meritavano un post tutto loro. 

– Le armi da fuoco vanno sempre portate dietro quando si esce dal paese. Chissà perché, però ti chiedono di non portarle quando entri in banca.

– che poi… ok quando fai trekking isolati ma a fondo valle, vicino all’unica strada, il fucile mi sembra una cosa eccessiva. 

– lo scrissi già in un altro post ma lo riporto qua, sempre sulle armi: gli studenti che vengono al distaccamento locale dell’Università, devono fare una giornata di corso per il porto d’armi.

– l’entità esterna più diffusa è sicuramente la thai. Cosa che si riflette anche nell’assortimento dei negozi di alimentari. 

Passione liofilizzata

Nell’unico supermercato delle Svalbard, ho notato una smisurata passione per i cibi liofilizzati. Ok, lì è una necessità dettata anche dal fatto che partono molti campeggiatori (o anche spedizioni più estreme), però anche negli altri centri norvegesi non cambia molto la situazione.

Sinceramente la cosa mi intrigava parecchio. Per esempio, solo di zuppe di pesce ce n’erano almeno tre tipi diversi, con ricette delle diverse parti del paese. Mi sa che mi ci riempirò la valigia e qualcuno di voi lo riceverà pure come souvenir della vacanza… 🙂

Visto che si parla di orsi


Mi giunge eco, anche qui in Norvegia, della polemica sugli orsi in Italia. La mia l'ho già detta in un altro post: la sicurezza delle persone viene prima di tutto e se si mettono dei predatori in un ambiente dove essi stessi non hanno predatori, prolifereranno in modo eccessivo.
Chi la sa più lunga di noi sugli orsi sono i norvegesi. Da decenni non si puo' più cacciarli e la popolazione degli orsi polari è passata da 1000 a 3000 esemplari (non chiedetemi se in generale o nella zona: non lo so). Fatto sta che però qui TUTTE le guide devono essere armate, gli studenti dell'Università DEVONO fare il corso per il porto d'armi (e non allontanarsi dal paese disarmati) e nelle corse campestri che si fanno da queste parti, i corridori si portano il fucile. Quindi va bene il rispetto della natura ma l'incolumità delle persone viene prima.
Nella nostra gita dei qualche giorno fa, prima di essere scaricati a terra in un'area lontano dal centro abitato (accompagnati da due guide armate) ci hanno fatto un breve briefing sul cosa fare se si fosse avvistato un orso.
Visti gli ampi spazi, capire prima se corre verso di te o altrove. Se corre verso di te e si è un gruppo, raggrupparsi. Quindi fare casino. Spesso l'orso è più spaventato di noi. Se questo non funziona, la guida gli spara una sorta di bengala contro, con la pistola di segnalazione. Ad un uomo farebbe male, all'orso per nulla. In pratica è un razzo che dopo averlo colpito (e gli rimbalza contro) esplode facendo casino e accecando. Se neppure così si spaventa, allora prende il fucile e si spara per uccidere, perchè un orso ferito è ancora più incazzato.
In definitiva: prima i nostri, prima le persone. Poi gli animali.

Ps: Nella foto qui sotto altre due guide armate che abbiamo avuto: non certo per la gita della quale parlavo ma semplicemente per una cena in un accampamento fuori dal centro abitato…

Italiani, brava gente

Sinceramente, speravo che la Norvegia fosse, per gli italiani, una destinazione un po' più di nicchia. Invece, a quanto pare, mezza Italia ha deciso di trasferirsi in questo angolo di mondo. Alle Svalbard già ci era capitato di trovare altri italiani, ma non eravamo certo l'etnia (straniera) dominante. Arrivati alle Lofoten è invece un brulicare di simpatici abitanti del bel paese. Sinceramente un po' mi dispiace. Tra l'altro devo rassegnarmi al fatto che sono un italiano riconoscibile. Bei tempi quando (nel lontano 1996) con Simon in Canada continuavano a scambiarci per croati.

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