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Si avverte la stanchezza

La vacanza è agli sgoccioli. Quasi tre settimane a girare la Norvegia con tutti i mezzi possibili e immaginabili. Aerei, treni, canotti, traghetti, battelli di vario tipo. Una vacanza bellissima ma che, fisicamente, inizia a lasciare il segno. Mi tornano allora alla mente le vacanze negli States a cavallo tra la fine degli anni 90 e il primo decennio del 2000. Anche allora sempre on the road. Facendo un parallelo, a questo punto del viaggio, in genere tre o quattro giorni prima del rientro, si arrivava a Las Vegas per il cazzeggio finale. Alcuni giorni che, in linea di principio, dovevano essere di riposo. Si risolvevano poi in abbuffate abominevoli nei buffet, drink gratis nei peggiori casinò della strip (magari seduti alla Keno Louge fingendo di giocare), shopping compulsivo negli outlet e, generalmente, troppe poche ore di sonno. L’ideale per riprendersi.

Promemoria personale: portare Mrs Puck a Las Vegas

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Cosa fare a Trondheim la domenica (piovosa?)

Trondheim ci ha accolto, all’arrivo del nostro treno notturno, nel modo peggiore: con uno tempo di melma. Dovevano però riempire la giornata. Abbiamo visitato la cattedrale, siamo andati al museo d’arte moderna, girato il quartiere storico e passeggiato sul ponte vecchio. Tutto sotto la pioggia. Abbiamo quindi scoperto e preso una bella linea tranviaria che arrivava fin sopra la città, in un punto da cui partirebbero (se il tempo lo consentisse) diverse passeggiate. Ok, a quel punto erano le 15… proprio girando in tram ho però visto in lontananza il grande stadio. Piccola ricerca e illuminazione: andiamo a vedere una partita di campionato del Rosemborg! Squadra costantemente nelle coppe europee e che giusto qualche giorno prima aveva battuto, a domicilio, l’Ajax. Bello stadio, bel tifo, peccato abbia perso 0-1 con un autogol con doppia deviazione….

Tra l’altro i biglietti per la partita sono stati tra le cose meno costose della vacanza.

Mixage

Da ieri è estate e stamane, una canzone fatta passare dal trio medusa, mi ha scatenato un ricordo del passato. Fino ai diciotto anni le mie vacanze sono sempre state in Trentino. Fino a che non sono stato dotato di gusti musicali (e di attrezzature portatili per goderne) la colonna sonora di agosto era data dalle cassettine di mio padre. In Agosto non poteva mancare Mixage, una compilation che andava molto negli anni 80 e che mio padre acquistava dai primi “vu cumprá” che si affacciavano anche in Val Rendena, nei giorni di mercato.

 

Hamptons a gettoni

 Uno arriva in una delle zone più up degli USA (o almeno che hanno questa fama) e cosa fa? Va a fare il bucato in una lavanderia a gettoni. In una vacanza di tre settimane è una tappa quasi obbligata e nelle mie vacanze USA è una cosa capitata spesso. È anche un bel modo per entrare a contatto un po’ di più con la vita di tutti i giorni e fare del people watching. Anche questa volta c’erano tutti gli elementi classico di questa esperienza. Frequentato da fasce non certo abbienti (la signora degli Hampton non si fa il bucato da sola e non lo fa qua) ma ambiente rispettabile e pieno di bambini. Inoltre era venerdì sera e c’erano molti operai single a farsi il bucato. Menzione di merito al fatto che in questi luoghi vengono a morire vecchi e gloriosi coin op. Qui faceva bella mostra di sè un doppio cabinato Ms Pacman e Galaga.

Tornando agli Hampton (o Hamptons, non mi è ancora chiaro) altro non sono che la punta di Long Island. La parte chic c’è e parte da dove siamo noi a salire. La vedremo domani.

Il duello

Quando preparavo la vacanza, il mio unico rimpianto era quello di “saltare” l’estate quest’anno. Partire dal caldo italiano per il freddo neozelandese. Se devo giudicare da questa prima settimana, ho quasi fatto il colpo gobbo. A parte il piccolo problema di pioggia attraversato due giorni fa, le giornate qui sono freddine, neppure troppo, ma soleggiate. Ora andrò verso il sud, dove il clima dovrebbe essere tipo il nord europa e quindi non mi aspetto il meglio. Leggendo però i commenti dei miei amici su Facebook devo dire che non mi sembra di essermi lasciato alle spalle una grande estate. Forse l’inverno neozelandese batte eccezionalmente l’estate milanese?

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Primo indizio

Ciao parto. Chi mi frequenta sa dove vado. Per gli altri inizio a lasciare una serie di indizi. Il primo dei quali è la foto qui sotto. Pregherei chi sa da tempo la risposta di non spoilerare 🙂

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Peoplewatching da scoglio 2

Parte seconda: marcare il territorio
Tra le varie coppiette che popolano lo scoglio non si può non notare quella con il lui che marca il territorio. Non viene mai meno il contatto fisico. Nell’ordine crescente di potere di marcamento: abbracciata, mettersi con la testa sulla pancia di lei, abbraccio di nuovo ma con mano su tetta, sdraiati a fianco con mano sulla di lei patonaza.
Commento: lei verrà abbronzata a macchia di leopardo.

Peoplewatching da scoglio 1

Parte prima: la lotta per il maschio alpha
La compagnia di adolescenti sullo scoglio somiglia a un qualsiasi branco animale. Non tanto per la maleducazione, che non mi sembra ci sia, quando perché i maschi si sfidano per attestare il loro diritto di scelta sulle femmine del gruppo. Il biathlon del maschi alpha prevede prima la lotta libera e poi il tuffo coglione dallo scoglio, sottocategoria il lancio della femmina dallo suddetto scoglio.
Commento: Darwin non era un pirla.

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