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Dagli anni 70 (quasi 80) con furore

Questo weekend eravamo in Liguria. Diciamo tra Sestri e Rapallo, senza entrare troppo nel dettaglio. Alberghi tutti pieni ma avevamo prenotato per tempo. Diciamo che la struttura era un fantastico spaccato, direttamente degli anni 70. Gli arredi, le suppellettili, gli alcolici (rimpiango di non esser riuscito a fotografare le bottiglie di Bianco Sarti), tutto parlava di un albergo agé per gente anch’essa agé. Meritano però menzione assoluta i posacenere attaccati alle pareti di ogni corridoio e ormai lasciato alla propria solitudine, visto che non si può più fumare. Uniche due concessioni alla modernità il televisore (dove però il digitale terrestre non prendeva neppure Rai e Mediaset) e il Wi-Fi (che si prendeva in stanza ma non andava).  Pittoresco.

Le donne di Chiavari hanno il senso dell’umorismo

Parto con questa citazione dotta (Baccini – Le donne di Modena) per una serie di spigolature dalle prime 36 ore di visita a Chiavari. 

– il coccobello esiste ma ormai è istituzionalizzato, è italiano e tira fuori rime fantastiche che però non mi sono segnato e non mi ricordo più.

– sono una fighetta che ormai sui sassi usa sempre le scarpe da scoglio

– la spiaggia libera aveva persone ammassare una sull’altro e inevitabilmente si sentivano i discorsi altrui. Il migliore era di una 13-14enne che raccontava alla sorella/cugina maggiore le proprie vicissitudini sentimentali con un candore che non credevo esser più di quella generazione.

Peoplewatching da scoglio 1

Parte prima: la lotta per il maschio alpha
La compagnia di adolescenti sullo scoglio somiglia a un qualsiasi branco animale. Non tanto per la maleducazione, che non mi sembra ci sia, quando perché i maschi si sfidano per attestare il loro diritto di scelta sulle femmine del gruppo. Il biathlon del maschi alpha prevede prima la lotta libera e poi il tuffo coglione dallo scoglio, sottocategoria il lancio della femmina dallo suddetto scoglio.
Commento: Darwin non era un pirla.

Eremitismo

Sono a fine luglio sulla riviera di ponente. Come faccio a parlare di eremitismo? Semplice, è una sua particolare declinazione: quello digitale. Qui in questa casa, ma mi dicono anche in diverse parti del paese, il cellulare non prende. Molti di voi, conoscendomi, mi penseranno in giro come un rabdomante drogato alla ricerca di “campo”. Mi viene in mente un ricordo di un’estate in Islanda. Io e il mio omonimo rhodese non eravamo potuti uscire a far la crociera per avvistare le balene, per colpa del maltempo. Eravamo così andati, nel bel mezzo di una violenta pioggia, a guardare il farò più a nord dell’isola. Lì trovammo un vecchietto che girava con una piccola utilitaria riadattata a camper. Si dimenava sul tetto dell’auto, mulinando in aria un vecchio Nokia, cercando di prendere la linea. Ecco, tranquillo. Non sono così disperato. La mia maggiore preoccupazione è che i miei non possono contattarmi di notte ma a parte quello… Ho comunque il Kindle e tanti giochi dell’iPhone funzionano anche senza linea 🙂

Non pensavo l’avrei mai detto

Io sono uomo montano. Io sono quello che fino ai 19 anni ha passato sempre agosto in trentino. Io sono quello che “l’autunno più umido che abbia mai visto è stato un agosto in Islanda”. Le mie vacanze balneari sono state solo due: Fuerteventura nel 2006 e Elba 2013. Non sono certo una lucertola da spiaggia ma devo dire che, soprattutto dopo l’estate scorsa, per quanto travagliata sia stata la vacanze, ho sviluppato un certo piacere per il mare. A questo ho fatto seguire quindi un pucciatina di piedi a Pasquetta in Liguria e un giorno “balneare” sul lago di Lecco.

Ecco perchè quindi non pensavo l’avrei detto ma: avrei proprio voglia di fare un po’ di mare.

Per fortuna dopo metà luglio un paio di giorni riuscirò a farmeli. Con la mia fortuna pioverà.
L’importante è quindi riuscire ad arrivarci tutti d’un pezzo!

Insperato puccio pasquale

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Per ora poltrisco e non ho altro da raccontarvi. A presto

Libri letti troppo presto

Ci sono libri erroneamente ritenuti per ragazzi, che si fanno leggere troppo presto nella vita di una persona. Il risultato è quello di sottovalutarli. Subito a caldo mi vengono in mente due titoli: Il piccolo principe e La fattoria degli animali.

Soprattutto il secondo è un libro che ho letto, forse addirittura alle medie o ai primi anni di superiori, e che mi è rimasto lì. Nel senso che era sempre vigile in un cassettino della memoria. Poi col tempo l’ho metabolizzato e capito sempre meglio.

Ora mi è venuta voglia di dargli una bella ripassata e vorrei rileggerlo quest’estate. Ciò però cozza con un fattore: essendo io un lettore molto svogliato, avrei prima da leggere tante cose che non ho ancora letto (e che vorrei leggere) prima di passare al secondo giro.

Vediamo se l’estate balneare (una novità per me, in fondo) mi aiuta.

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