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Il cliente che vorrei (anche più di uno)

Sono un commercialista. Questo è noto ai più. Ho clienti che fanno cose interessanti, altri che fanno cose più normali. Alcuni sono simpatici. Altri, diciamolo, molto meno. Però è lavoro e si fa quel che si deve, con passione, dedizione e, possibilmente, con un sorriso. Però sarebbe bello avere dei clienti che ti piacciano.

Così l’idea di questo post. Collegata anche al fatto che ieri stavo per finanziare un progetto di una startup italiana su Kickstarter e mi è venuto lo schizzo di scrivergli. Gli ho chiesto se gli servisse un commercialista che capisse il loro ambito (era una software house di videogiochi e, come altresì è noto ai più, ho un passato come recensore di videogiochi).

La cosa non ha sortito effetti ma ho pensato: perchè non provo a scrivere un post per cercare “il cliente che vorrei”?

Come sarebbe questo cliente che mi raddrizzerebbe la giornata? all’inizio della propria attività, ambizioso, innovativo.

Uno che voglia andare a letto tranquillo di pagare il giusto, senza pretendere di fare quello più furbo degli altri.

Sei tu che stai leggendo questo post?

O forse non sei proprio come ho descritto ma ti sembro il commercialista che vorresti? Bhe contattami. Qui i modi per farlo ci sono.

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Una giornata da sponsor

Ieri il mio studio, su mia iniziativa ha sponsorizzato una piccola gara al golf club a cui sono iscritto. Mio padre mi ha tirato su con la cultura che lavorare bene paga. È innegabile ma oggi purtroppo non basta più e bisogna essere commerciali, anche se di indole non lo si sarebbe proprio. L’esperienza è stata positiva e quel golf club si è confermato (come penso da anni) un ottimo ambiente. Chi gioca a golf per apparire, non resta certo iscritto lì. Così ecco che in molti, per cortesia più che per reale interesse, si fermano a chiedere dell’attività o ascoltare quello che raccontavo. Se poi, col tempo, se ne caverà qualcosa di buono, vedremo.

Non ho capito un c***o della vita?

Noi commercialisti, quando chiacchieriamo fra di noi, usciamo spesso con affermazioni del tipo “ma chi ce lo ha fatto fare?” “Un giorno mollo tutto e vado ad aprire un chiosco su una spiaggia” “se rinasco faccio *****” dove, al posto degli asterischi, potete mettere qualsiasi lavoro che secondo voi non implichi l’uso del cervello e consenta di vivere una beata lobotomizzazione. Un po’ per caso mi sono imbattuto l’altro giorno nella storia di questo ex collega romano:

Sorgente: L’ex commercialista romano ora è un santone indiano: “Chiamatemi Baba” – Cinema – Spettacoli – Repubblica.it

Lui sì che ha saputo mollare tutto e cambiare vita! Tutto bello, tutto buono, bravo, bravissimo. Poi però scorri le risultanze di Google…

Sorgente:  Guru romano trovato con 1kg di erba, per farla franca tenta di ipnotizzare i carabinieri

MITICO!!! Ha pure provato ipnotizzare i carabinieri!!! Genio Vero 🙂

Ho solo da imparare! Lo dico da anni che devo inventarmi una setta, possibilmente che preveda la presenza di alieni e il sesso libero a favore del santone!

Al convegno che ci vai a fare?

  Ieri ero a un corso di aggiornamento, anche discretamente gremito (a dispetto di quanto sembri dall’immagine). Io capisco che per qualcuno raggiungere le ore minime imposte per la formazione obbligatoria sia un peso, però il tipo che vedete sulla destra li batte (quasi) tutti. Ha spostato una sedia e un tavolino, ha attaccato il portatile alla presa elettrica ed ha iniziato a farsi i fatti suoi. 

La nostra è una professione in cui la formazione costante è una necessità vitale. Quelli che non lo capiscono non so come facciano ad essere ancora sul mercato.

Rompete le righe

Non sono il classico commercialista che va in ufficio tutti i giorni in completo, però la cravatta quella c’è molto spesso. Non mi da molto fastidio quindi talvolta mi dimentico addirittura di averla su. Spesso però non arriva (indossata) fino a sera. Nel pomeriggio, finiti gli appuntamenti, la tolgo e la butto (ops, volevo dire “la ripongo con cura”) nella mia borsa da lavoro. Risultato? alla fine ho lì dentro più cravatte che scartoffie. Stasera devo ricordami di svuotarla…

Marketing Oriented

Io voglio solo lavorare in pace. Questo, nei primi anni della mia carriera professionale, era il mio credo. Avevo la pia illusione che bastasse fare bene il proprio lavoro per creare un passaparola positivo. Credo che in quel periodo credessi ancora alla fatina dei denti, alle donne che mi dicevano ti amo e al fatto che i clienti guardassero altro oltre all’importo in fattura. Col tempo sono cambiato. Molto per necessità, un po’ per costrizione. Ho anche iniziato a prenderci gusto. Il corteggiamento di un cliente, pur sempre nel rispetto dell’etica professionale, non è molto diverso dal corteggiare una bella donna. Devi mostrare il tuo meglio, senza però farti credere diverso da quello che sei. Devi avere pazienza ma non essere al tempo stesso troppo ossequioso. Devi capire cosa vuole l’altra parte e per fare questo soprattutto devi ascoltare.
Tutto questo per dire che alla fine sono diventato un po’ più marketing oriented e anche se spesso finisce con due di picche, ci sono altre volte che ti ripagano degli sforzi. Come oggi, quando ero a pranzo da un nuovo cliente e… sono venuti a propormene un altro. Effetto volano, lo chiamano. Circolo virtuoso, se preferite.

Vediamo se va in porto. Intanto il mio ego passerà un buon weekend.

Ci mancava solo Sara Tommasi…

Ci mancava solo Sara Tommasi per (s)puttanarci la professione…

Sara Tommasi: “Cambio vita, voglio fare la commercialista” | Gossip.

L’ascia o raddoppia

Ok, la violenza non è mai una soluzione.
Ok, questo avrà avuto i suoi bei problemi mentali.
Però a volte ti piacerebbe veramente fare una strage.

Commercialista aggredisce cliente a colpi di ascia – Corriere.it.

Ps: Ok, se ora sbarellassi e facessi davvero una strage, Studio Aperto e TgCom riprenderebbero questo post per dimostrare che avevo lanciato avvisaglie… ma per favore!!! 🙂

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