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Puck vs Linus

Cosa accomunava, domenica, Linus di Radio Deejay e il sottoscritto? Entrambi abbiamo sponsorizzato una manifestazione dello sport che pratichiamo. Lui la Deejay Ten e io una gara di Golf a San Vito di Gaggiano.

Ok, la portata dei due eventi è stata un po’ diversa, però devo dire che anch’io sono stato discretamente soddisfatto. Un ringraziamento a chi ha partecipato, agli amici con cui ho giocato e least but not last a Mrs Puck che si è smarronata con me per tutto il giorno al gazebo 🙂

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Una giornata da sponsor

Ieri il mio studio, su mia iniziativa ha sponsorizzato una piccola gara al golf club a cui sono iscritto. Mio padre mi ha tirato su con la cultura che lavorare bene paga. È innegabile ma oggi purtroppo non basta più e bisogna essere commerciali, anche se di indole non lo si sarebbe proprio. L’esperienza è stata positiva e quel golf club si è confermato (come penso da anni) un ottimo ambiente. Chi gioca a golf per apparire, non resta certo iscritto lì. Così ecco che in molti, per cortesia più che per reale interesse, si fermano a chiedere dell’attività o ascoltare quello che raccontavo. Se poi, col tempo, se ne caverà qualcosa di buono, vedremo.

Il Costantino d’Italia

No, questo post non parla di personaggi gossip di bassa lega ma di una delle personalità più forti della storia dello sport italiano.

Venerdì, durante gli Open d’Italia, ha dato il suo addio all’European Tour Costantino Rocca. Se gioco (male) a golf è anche merito suo. In trentatré anni di presenza sul circuito maggiore, ha raggiunto risultati che sembravano impossibili per un italiano. È diverso dai grandi giocatori che abbiamo oggi (i Molinari o Manassero) figli di famiglie bene e cresciuti nei circoli.Rocca era un caddie che si è fatto strada. Indimenticabile il suo British Open perso allo spareggio contro Daly. Grazie di tutto Costantino.

Sorgente: Emotional home farewell for Rocca – European Tour

Una sera al citygolf 

Dopo che, mesi fa, ero stato a fare un sopralluogo, ieri dopo il lavoro sono andato a provare il campo pratica CityGolf, all’interno dell’are CityLife (ex Fiera Milano). Devo ammettere che la cosa ha dei pro e dei contro. La struttura è basica: postazioni di pratica, piccolo spogliatoio, un bagno. Risente però della sua provvisorietà: in fondo è situata bello scavo delle fondamenta di un complesso che, prima o poi, verrà costruito. Lo dimostra anche il fatto che manca un putting green (richiederebbe investimenti e troppa manutenzione) e che le piante che decorano l’area non sono state estratte dai loro vasconi, segno che quella non è la loro destinazione definitiva. Tirando le somme un campo pratica soprattutto comodo per andarci, come ho fatto ieri, dopo il lavoro ma non necessariamente a buon mercato.

 

Piccole soddisfazioni sportive

Avete presente quelle persone naturalmente portate per lo sport? Quelle che appena provano a fare una cosa gli viene subito bene? Ecco. Io non sono così. In genere per ottenere risultati appena dignitosi mi ci vuole molto allenamento e appena rallento un po’ perdo buona parte dei progressi. Da qualche anno, più di quelli che vorrei ammettere, mi cimento con il golf. Ieri, un po’ a sorpresa, alla prima uscita stagionale sono riuscito a conseguire un risultato che inseguivo da anni: ho ottenuto l’handicap. Non sto qua a spiegarvi cosa sia, lo trovate facilmente su google. Permettetemi solo di bullarmi un po’ in pubblico. 

Il giovane professionista che gioca a golf in pausa pranzo

Qualche tempo fa feci un sopralluogo a CityLife dopo aver letto la notizia che ci avrebbero aperto un campo pratica di golf (almeno temporaneamente). Poi non ne avevo saputo più nulla è così oggi mi ci sono recato di persona. È aperto! Gestito dal Golf Club Milano, ha ancora l’aria un po’ precaria. La scaletta per scendere, ora ancora fatta in ponteggi, dovrebbe essere sostituita in settimana. Mi sono informato e penso che settimana verrò sicuramente almeno una volta. Vuoi mettere come posso tirarmela dopo? 🙂 ma non dite che è da milanese imbruttito. La gente che frequenta Corso Como non sa neppure come si impugna una mazza da golf…

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Bave Golfistiche

Uno dei miei sogni irrealizzati e irrealizzabili sarebbe quello di potermi permettere di vivere al City Life di Milano. Oggi ho un motivo in più per puntare a quel complesso: a breve (ieri non era un vero e proprio un inizio ufficiale) sarà aperto il loro campo pratica di golf. Conti fatti: 15 minuti del mio ufficio. La cosa diventa papabile per fare il trendy professionista che si allena in pausa pranzo…

Golf, Manassero padrino a City Life. Tiro mozzafiato da un grattacielo – La Gazzetta dello Sport.

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Jim e Ian

Domenica il team europeo si è aggiudicato la quarantesima edizione della Ryder Cup. Il livello di gioco, soprattutto l’ultimo giorno, è stato clamorosamente alto. Tra i tanti campioni in campo difficile dire il mio preferito. Restringo la scelta a due, molto diversi fra loro. Il primo e Jim Fyrik. Statunitense, uno dei giocatori di maggiore esperienza in campo. Una certezza. Da anni al vertice del Tour americano, non è certo tra i giocatori più noti al grande pubblico, soprattutto se raffrontato alle sue qualità e a quello che ha vinto. Come mai? È un anti personaggio. L’apoteosi del medioman al potere. Impossibile che non mi ci si immedesimi almeno un po’. Tanti fanno i fenomeni, lui è sempre lì. Al vertice.
L’altro è l’europeo Ian Poulter. Se io fossi il capitano di Ryder, prima convocherei lui, poi penserei al resto della squadra. Il motivo? Bhè forte è forte, non si discute, ma se si gioca un matchplay può battere chiunque. Soprattutto in Ryder, quando giochi davanti a 40.000 persone. Un cagnaccio ciò con un cuore grande così. Anche quando non è in giornata non molla mai e sotto pressione può sempre tirare fuori qualcosa dal cilindro. Come attitudine agonistica mi piace pensare di rivedermici.

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