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I rimpianti di un vecchio recensore di videogiochi

e3-2017

Nella mia carriera (se così la possiamo chiamare) di recensore di videogiochi, mi sono tolto diverse soddisfazioni. In oltre dieci anni, ho scritto per alcune delle più importanti riviste del settore, nel periodo che io considero d’oro della stampa videoludica. Però mi resta un grande rimpianto: nell’ambito delle redazioni, non ho mai contato così tanto da essere mandato ad una fiera all’estero. Certo, ha contato molto anche il mio inglese molto zoppicante…

Detto questo, è arrivato il periodo dell’anno in cui questo piccolo grande rimpianto riaffiora. E’ arrivato il periodo dell’E3 di Los Angeles.

Buon divertimento a tutte le mie conoscenze che ci andranno.

L’artigiano in Fiera sta passando di moda

Come ogni anno, sabato mattina ero a L’Artigiano in Fiera per l’apertura. Essendo abitudinario, dovevo partire col mio giro e soprattutto con lo strudel. Tra l’altro, non avendo trovato il mio solito, ho dovuto svoltare su di un altro. Essendo io flessibile come un giunco, il nuovo strudel non mi è piaciuto. Ci sono tornato poi ieri sera, per una cena veloce con un’amica. 

L’idea che mi sono fatto in queste due capatine è che, nonostante resti un fenomeno di massa decisamente importante, non c’è più la ressa di una volta. Secondo me il trend è verso un calo sensibile dei visitatori. Vedremo se i dati ufficiali mi daranno ragione.

In redazione ho sempre portato la croce

f_20140910-110453_gamescom-logoC’è chi canta e chi porta la croce, dice un detto popolare. Io, nella mia passata carriera di recensore di videogiochi, ho sempre portato la croce. Nessun problema, quello era il mio ruolo, sapevo di non aver il sacro fuoco della passione (anche videoludica) per ambire a qualcosa di più. Uno dei miei tanti gap era (ed è) la poca conoscenza dell’inglese. Questo ha in particolare determinato uno dei miei più grandi rimpianti professionali: non sono mai stato mandato a seguire una fiera all’estero. Ci penso ogni anno, in genere due volte all’anno, durante l’E3 di Los Angeles e in questo periodo, durante il Gamescom di Colonia. Seguo le mie conoscenze che partono come inviati e penso che in fondo, almeno una volta, sarebbe piaciuto farlo anche a me.

Una sera al citygolf 

Dopo che, mesi fa, ero stato a fare un sopralluogo, ieri dopo il lavoro sono andato a provare il campo pratica CityGolf, all’interno dell’are CityLife (ex Fiera Milano). Devo ammettere che la cosa ha dei pro e dei contro. La struttura è basica: postazioni di pratica, piccolo spogliatoio, un bagno. Risente però della sua provvisorietà: in fondo è situata bello scavo delle fondamenta di un complesso che, prima o poi, verrà costruito. Lo dimostra anche il fatto che manca un putting green (richiederebbe investimenti e troppa manutenzione) e che le piante che decorano l’area non sono state estratte dai loro vasconi, segno che quella non è la loro destinazione definitiva. Tirando le somme un campo pratica soprattutto comodo per andarci, come ho fatto ieri, dopo il lavoro ma non necessariamente a buon mercato.

 

Qui mi piacerebbe vivere

Sono stato a fare un giro nel quartiere City Life, il progetto di riqualificazione edilizia dell’ex area FieraMilano. Vuoi che un certo tipo di architettura mi piace, vuoi che col bel tempo sembra tutto più bello, vuoi che sono immobili veramente di lusso ma… Io bramerei veramente vivere qua. Ora ho uno sprone in più ad avere successo nel lavoro 🙂

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People watching al Games Week

– il Nerd evoluto (o semplicemente fortunato) che ha la ragazza, la trascina ad eventi Nerd per far vedere che non è come gli altri Nerd. Più è carina e più è spronata a vestirsi in modo provocante. Lei di base accetta di buon grado (a meno che lui non sia servo della gleba, comunque in questo caso la storia è destinata a durare poco) perché avere gli occhi addosso in ambiente con poca concorrenza (le standiste non contano) da sempre piacere.
– passano gli anni, passano le mode, ma i Nerd si vestono e si tagliano i capelli sempre nello stesso modo.

C’era una volta lo Smau

Ai tempi d’oro della vecchia fiera di Milano, parliamo quindi degli anni 80-90, ricordo lo Smau come una delle tre fiere più importanti, insieme alla Campionaria e al Macef. Io almeno ricordo soprattutto queste tre per la ressa in metropolitana quando erano in corso. Dall’adolescenza in poi, allo Smau sono anche stato direttamente interessato, per la mia passione tecnologica prima e per esigenze professionali poi. In Smau si andava per vedere le grandi novità informatiche e dell’automazione. Oggi questa fiera è vittima dei tempi. Tutte le notizie girano su internet e al massimo i commerciali vengono a domicilio a mostrarti tutto per filo e per segno. Resta l’attenzione giusto dietro qualche convegno. Ieri è iniziata l’edizione 2013 e, a parte qualche trafiletto sui giornali, non ce ne si rende neppure conto. Una volta in sto periodo eravamo tempestati di inviti per il giorno dei professionisti (che tra l’altro era sempre pieno di gente che professionista non era). Ora zero. Bei tempi andati.

…La meglio nerdosità

Come vi scrivevo (anzi vi mostravo solo con una foto) sabato scorso sono stato alla Games Week. Ormai scrivo abbastanza di rado per Gamesurf ma almeno il titolo per partecipare a certi eventi ce l’ho ancora. Girando per gli stand, tra gente che si faceva fare il trucco da zombie e altri che sgomitavano per urfidi gadget gratuiti, guardavo con sufficienza quella varia umanità. Mi è venuta in mente una scena del film (e del libro) Alta Fedeltà, in cui i tre protagonisti che lavorano in un negozio di dischi, trattavano con sufficienza i collezionisti di musica. A loro dire degli sfigati. Così li differenziava da loro? Solo il posizionamento sulla scala sociale dei fanatici. Ero così anch’io nei confronti di quei nerd? In parte sì e in parte no se, come dico sempre, ai miei tempi le redazioni erano piene di gente della mia età e ora, vent’anni dopo, le redazioni sono piene ancora di quella stessa gente. Sempre della mia età. 🙂

Comunque sabato mi sono dilettato soprattutto a fare foto. Eccovi qua il risultato, pubblicato su Gamesurf.

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