Archivi Blog

AF2018: uguale a se stesso

Primi due giorni de L’Artigiano in Fiera 2018 è sostanzialmente solo conferme. La manifestazione si conferma uguale a se stessa, nel bene e nel male. Gli stand sono grossomodo negli stessi punti. Gli articoli sono sempre gli stessi e la varia umanità non presenta sostanziali modifiche. Forse solo i trolley sono diventati più grandi e c’è chi ne ostenta alcuni che io non azzardo neppure per ferie di tre settimane. Detto questo, i miei canonici acquisti sono stato quasi tutti già eseguiti.

Annunci

L’artigiano in Fiera sta passando di moda

Come ogni anno, sabato mattina ero a L’Artigiano in Fiera per l’apertura. Essendo abitudinario, dovevo partire col mio giro e soprattutto con lo strudel. Tra l’altro, non avendo trovato il mio solito, ho dovuto svoltare su di un altro. Essendo io flessibile come un giunco, il nuovo strudel non mi è piaciuto. Ci sono tornato poi ieri sera, per una cena veloce con un’amica. 

L’idea che mi sono fatto in queste due capatine è che, nonostante resti un fenomeno di massa decisamente importante, non c’è più la ressa di una volta. Secondo me il trend è verso un calo sensibile dei visitatori. Vedremo se i dati ufficiali mi daranno ragione.

C’è una volta il mercatino di Natale

 

Il Banco d Garabombo è ormai una tradizione natalizia milanese. Da molti anni, la cooperativa Chico Mendes installa il proprio tendone nel parcheggio di Pagano. Al suo interno tutti i classici prodotti di Altromercato, in un assortimento che altrimenti sarebbe difficile trovare. Inizialmente partiva per Sant’Ambrogio e finiva dopo Natale. Poi ha iniziato ad allungarsi fino all’epifania. Ora, di anno in anno, inizia sempre prima. Vivimilano ci segnala che ha aperto il 5 novembre, giocando d’anticipo rispetto all’Artigiano in Fiera.

Sicuramentre uno dei miei appuntamenti fissi per i regali di Natale.

Ps: Grandonnismo assicurato per tutti.

Sorgente: Banco di Garabombo | ViviMilano

Periodo di rivoluzione (nel senso astronomico del termine)

C’era una volta (e c’è ancora) una mia amica. Un anno decidemmo di andare insieme a L’artigiano in fiera. Comprai un copriletto etnico.
Dopo quella volta lei nell’ordine ha fatto le seguenti cose:
– è andata per un anno a insegnare negli states
– è tornata
– si è innamorata
– si è trasferita
– sta per sposarsi.
L’altro ieri ho usato per la prima volta quel copriletto (che per anni era rimasto anche nel medesimo sacchetto di quando lo avevo portato a casa).
Due velocità di vita… ognuno ha i suoi tempi.

Conferme e sorprese all’artigiano in fiera

Dopo la seconda (e forse ultima) visita in fiera posso individuare le conferme e le sorprese di quest’anno.

Conferme: – venire in fiera in trolley è sempre di moda – il tabarrificio Veneto è sempre lì. Lo guardo con cupidigia e tiro dritto – il vecchietto di trentingrappa è sempre lì

Sorprese: – non c’è più il mio strudel preferito – l’argan è già passato di moda – c’è decisamente meno gente

Tardivamente in fiera

I miei pochi lettori vanno coccolati e so che si aspettano il mio post (o i miei post) sull’Artigiano in Fiera. Stante la mia trasferta slovena, solo ieri sera ci sono andato, con poco entusiasmo, una prima volta.

Che dire? Avevo sentito storie di metal detector e controlli serrati ma non ho trovato nulla di tutto questo. Ho trovato anzi una fiera in tono dimesso. Poca gente. Forse anche meno stand in alcuni padiglioni (per esempio quello Trentino). Forse tutti hanno dato libero sfogo alla propria voglia di shopping nel ponte di S.Ambrogio. Ci tornerò sicuramente ma potrebbe anche non capitare.

Nel dispetto delle tradizioni 

Oggi apre l’artigiano in Fiera. Io sono abitudinario e amante delle mie piccole tradizioni. In genere il primo giorno sono lì, mezz’ora prima del l’orario prefissato, a fare la cosa con le coppiette agguerrite e le vecchiette acide. Pronto a fiondarmi nel padiglione Trentino per prendere le strudel caldo con panna e mirtilli. Oggi no. Rompendo il rito fieristico oggi sarò altrove. Contento del mio viaggetto ma con un po’ di rimpianto per le mie routine.

Rho fiera, senza fiera

Oggi sono stato di prima mattina a Rho fiera, inteso come complesso di fiera (chiusa) metropolitana e stazione ferroviaria. Ha fatto uno strano effetto perché già arrivare alla stazione è una mezza impresa. Una volta lì ho percorso parte dei corridoi che neppure una settimana fa percorrevo nella fiumana dell’Artigiano in Fiera e ora erano deserti o addirittura chiusi. Inquietante che non solo non ci sia una biglietteria “umana” ma che per le fs neppure ci sia il distributore automatico, anche se lì fermano molti treni della direttrice per Torino. Mi sono anche fermato a prendere un caffè nel bar triste, sentimento che traspariva anche dai due lavoranti. Dirigendomi poi verso la macchina sono stato fermato da un gruppo di persone che cercavano l’Autoshow di Milano, di cui avevo sentito parlare ma che era evidente non fosse ora. Eppure il sito ufficiale riportava la data corrente. Ulteriore ricerca su Google ha fatto scoprire che era stato rinviato di un anno. Sommo il dispiacere del gruppetto.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: