Archivi Blog

Un libro non si nega a nessuno

Una volta chi aveva un libro in un cassetto, per farsi pubblicare, o era meritevole o cadeva nella rete di fantomatiche case editrici che si facevano pagare per pubblicarti. Oggi è molto più semplice: ognuno puo’ pubblicare da solo il proprio ebook, ponendo pure un prezzo di copertina, su Amazon. Il Kindle Direct Publishing è il programma di Amazon per chi vuole prodursi da solo la propria pubblicazione e metterla a disposizione per i possessori di kindle e per tutti quelli (su pc, mac, ios e android) utilizzino la loro App.

Io è da un po’ che ci giro intorno. Ho un paio di idee che vorrei/potrei far diventare un piccolo libro. La mia remora principale era legata alla lunghezza. Ammettiamo che non decida di distribuire il mio testo gratuitamente ma di farlo a pagamento (un simbolico 99 centesimi): quale sarebbe la lunghezza minima che un acquirente si aspetta di trovare in una pubblicazione del genere? Per cercare di capire ho iniziato a sfogliare la scheda di prodotti di questo tipo. Amazon segnala un generico numero di potenziali pagine di stampa. Sono così giunto alla conclusione che mi faccio problemi inutili e che se arrivassi alla fine di uno di questi due progetti avrebbe una lunghezza quanto meno pari a quella di molti altri prodotti autoprodotti (mi piace quest’espressione ridondante) che si trovano sul mercato. Una casa editrice di ebook parla di testi tra i 20.000 e i 60.000 caratteri. Una sciocchezza, se pensiamo che certe recensioni una volta dovevo farle di 9.000…

Quindi… prima o poi aspettatevi news!

Acquistare una rivista

Non acquistavo una rivista credo da anni. In genere mi informo su internet o altrimenti avevo fatto acquisiti o abbonamenti di versioni online di periodici (L’Internazionale su tutti). Questa volta per precisa scelta sono andato sul cartaceo e paradossalmente per una rivista informatica: Wired. Come mai? Ne leggo spesso il loro sito, seguo gli account Twitter, ho provato pure ad acquistare la loro versione digitale ma quest’ultima proprio non mi piace. Il motivo è semplice: ebook e riviste digitali (come la già citata L’internazionale) non fanno altro che trasferire il concetto di pagina sullo schermo dei nostri device, la versione digitale di Wired e invece uno spurio mix multimediale tra la pagina e il sito. Sarò legato a concetti antiquati io ma l’ho sempre trovata una cosa forzata e di non agile lettura. A quel punto fammi pagare i contenuti del sito, che si aggiornano anche più rapidamente.

Sono un pessimo lettore

Oggi ho passato la mattinata facendo sala d’attesa per le mie visite mediche del check up annuale. Ci sta. Lo sapevo. Ci sono quattro visite e aspetti fino a che le hai fatte tutte. Avevo quindi dietro il mio kit di sopravvivenza: iPhone, iPad, kindle e batteria esterna. L’idea era di leggere ma sinceramente ho fatto di tutto, compreso anche quasi addormentarmi, tranne leggere. Sono un vergogna.

Due spigolature: mi hanno certificato 71kg e 186cm.
Plaudo il primo dato (+4kg in un anno, +1kg in 18 mesi…) ma contesto il secondo, sono almeno uno o due centimetri di più. Uffa!

Lo scrittore che intriga

Prima di partire ho riempito il mio kindle con qualche ebook, salvo poi lasciarlo, almeno fino ad oggi, inutilizzato. Durante la fase di scelta e acquisto dei libri, si discuteva con YdR sullo scrittore che già dal nome intriga. La prima categoria è quella con il doppio cognome o con un suono comunque che lascia immaginare chissà che genere di uomo. Il capofila di questa categoria è David Foster Wallace. L’altra categoria, che è una sorta di modarola evergreen, è rappresentata dagli autori latinoamericani. Non serve per forza siano mostri sacri, se dici che leggi qualcuno col nome che ricorda il Sudamerica guadagni già punti. A maggior ragione se sconosciuto!

Il dilemma del lettore cinefilo

20140513-081752.jpgNon sono un lettore incallito anche se, come vi scrivevo, grazie al mio recente acquisto di un kindle ho ripreso in mano un po’ di libri che avevo in giro sbocconcellati.
Uno di questi è Non buttiamoci giù, di Nick Hornby. Sicuramente uno dei miei autori preferiti. Sono ancora verso metà e visti i miei ritmi mi ci vorrà molto. L’altra sera ho scoperto che è in uscita nelle sale italiana il film tratto dal romanzo. Che fare? Di sicuro non riesco a finire il libro e poi vedere la pellicola mentre è ancora in prima visione. Una cosa è vedere un film di cui hai letto il libro, un’altra è fare una cosa del genere e rovinarsi lo svolgimento della trama con quella che è inevitabilmente una riduzione ed una interpretazione. Io mi sto ancora facendo un’opinione di JJ, Martin, Jess e Maureen, non so se voglio scoprire ora come li ha immaginati il regista. Anzi lo so: non voglio saperlo. Deciso: finirò il libro e magari il film lo prenderò in dvd.

 

Self Publishing 1

Vista la relativa facilità con cui è possibile pubblicare un ebook su Amazon/Kindle, da diverso tempo sto pensando di produrre qualcosa di mio. Ammetto che il progetto subì un pesante rallentamento quando ricevetti delle pesanti e circostanziate critiche al mio italiano. Però nonostante tutto la cosa ora sta riprendendo un po’ di abbrivio. A questo punto però le alternative che ho davanti per la pubblicazione sono tre. Anzi, sarebbero molte di più però io avrei scelto le tre alle quali sono realmente interessato.

– Pubblicare gratis sul marketplace di kindle
– Pubblicare a 89 centesimi sul marketplace di kindle
– Usare l’interessante formula “Pay with a Tweet“.

A livello di orgoglio, la seconda sarebbe quella che più mi interessa e spererei di arrivare almeno a 100 download. La terza però è strutturalmente molto interessante. Infatti si tratta di un servizio che consente di scaricare gratis un prodotto, nel mio caso un testo, ed in cambio viene richiesto di condividere un tweet pubblicitario. In questo modo potrei sia vedere quanto si diffonde il mio testo che riceverne un po’ di pubblicità per il mio blog.

Visto che ormai qualche luminare di webmarketing tra i miei lettori ce l’ho, vediamo se qualcuno mi consiglia qualcosa.

Ah, vi chiedete che ho intenzione di pubblicare? Ve lo spiego nella prossima puntata!

Ode alla bassa tecnologia

Dopo tanto tempo che ci pensavo e dopo tantissimo tempo da quando gli ebook reader sono usciti sul mercato, mi sono deciso a comprare un kindle. Ho fatto una scelta ben precisa, motivata in ogni dettaglio e al momento ne sono soddisfattissimo.
Ho preso il modello di base da 59 euro.
Non mi interessava la retro illuminazione perché cercavo veramente qualcosa che mi rilassasse la vista dopo tutto il giorno al monitor.
Non lo volevo touch screen perché, pensando di non prendere custodie, lo volevo poter buttare in tasca senza paura che si accendesse.
Lo volevo costasse poco perché non ero sicurissimo di usarlo e poi non volevo un doppione dell’ipad.
Come dicevo, fino ad ora sono entusiasta. Leggerissimo, piccolo ma non troppo, di facile utilizzo. Consigliatissimo.

Tutto per una ragazza

Ho finalmente ripreso in mano e finito il romanzo “Tutto per una ragazza” di Nick Hornby. Ecco un paio di estratti non male che vi segnalo, soprattutto il primo:

Il fatto è che si arriva a un punto in cui i fatti non contano più e, pur sapendo tutto, non si sa niente, perchè non si conoscono le emozioni. E’ questo il problema delle storie, no? I fatti possiamo raccontarli in dieci secondi, volendo, ma i fatti non sono niente.

“Intuito maschile” “Gli uomini non hanno intuito” “Questo sì!”

Odio il tempo. Non fa mai quello che vorresti tu.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: