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Guardavo il mondo da un oblò

Una volta, anni fa, mi divertivo ogni tanto a farmi un piccolo giro del mondo tramite le webcam. Andavo a Las Vegas a vedere come procedevano le costruzioni. Andavamo a New York per sbirciare Time Square. Andavo anche solo a Pinzolo, per vedere che tempo faceva. Ora trovare delle webcam attive è sempre più difficile. Siti come Earthcam.com spopolavano. Ora non è che siano spariti, solo che non sono più in auge. Non sono più al passo coi tempi. Ci sono le dirette di Facebook, Instagram, Periscope. Una cartolina che si aggiorna ogni cinque minuti è un dinosauro della rete.

Eppure mi manca l’epoca d’oro delle webcam e non escludo, nella casa nuova, di installarne una.

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Il buco nero di Lotto

Uno dei motivi principali per i quali ho (leggermente) abbassato il numero di post sul mio blog, è che la mattina in metropolitana più che altro gioco, invece di scrivere. Usando app che sfruttano costantemente la connessione internet per garantire il multiplayer, mi sono accorto di una cosa: c’è un buco nero a Lotto. Sempre la mattina (direzione sesto) e a volte la sera (tornando verso Rho Fiera), arrivati a quella stazione la connessione si perde. Solo per la navigazione però. Le chiamare vanno regolarmente. Evidentemente devo essere l’unico nerd rompiballe ad aver notato il problema, perché è mesi che va avanti.

Omonimia, portami via

18486348_10212514666118776_858965705677334007_nPrendi la questione della Blue Whale, che tanto scalpore sta destando e i cui risvolti non sono ancora molto chiari (si veda per esempio QUESTO ARTICOLO del Corriere, che solleva qualche dubbio). Gioco perverso o fake news? Non sta a me dirlo qui e ora. Fatto sta che lagggente si è scatenata sulla vicenda, con derive anche ironiche. Si veda per esempio questo screenshot, rilanciato dalla pagina De Complottis.

Casi di sfortunata omonimia. Siccome “c’è una canzona degli Elio e le storie tese per ogni evento della vita”, eccomi a rilanciarvi la non eccezionale Gimmi Ilpedofilo.

Sono sopravvissuto alla crisi d’astinenza

Ho taciuto il mio dramma (nerd) ma, dal 2 maggio, a casa ero senza internet. Poco male, direte voi, potevi comunque connetterti dal cellulare. Vero, anche se non per tutto basta. Poi considerate che, quando ormai quindici anni fa circa mi trasferii in quella casa, volli avere subito tre cose: 1) il letto 2) le tende (perché è una casa moderna ma fatta tipo casa di di ringhiera, con persone che passano davanti alla finestra di bagno e soggiorno) 3) connessione internet. Capite quindi la mia mancanza.

I momenti più drammatici sono stati lunedì e martedì. Causa indisposizione, lunedì sono rimasto a casa dal lavoro. Senza internet non potevo fare nessun lavoro in remoto e, mi sono reso conto, ormai guardo quasi solo programmi on demand. Siano essi su Sky o su Netflix. Risultato: una noia totale.

Comunque da ieri è finalmente tutto a posto e finalmente ho ripreso le mie solite routine. 

So che mi siete vicini… grazie.

Il bue che da del cornuto all’asino

Umberto Eco è morto ma, avendo fatto anni fa il fioretto di non “commemorare” più nessuno (Feiez a parte) da queste pagine, non sono qui a parlarvi di questo. Vorrei porre l’accento su un triste fenomeno di sciacallaggio mediatico di una sua citazione. A quanto pare sui social (sì, proprio sui social… e qui sta l’ironia) imperversa una frase di Eco in cui tristemente rilevava come la rete dia diritto di cittadinanza ad opinioni che non lo meriterebbero. Come sempre, in questi casi, i primi a tirar fuori la citazione sono stati coloro che la conoscevano. Sono arrivati poi quelli che, leggendola, l’hanno trovata interessante e poi, da lì, è partito il putiferio. L’ironia sta nel fatto che chiunque la rilanci, si sente in diritto di guardare dall’alto in basso gli altri, quando magari è egli stesso “lo scemo del villaggio” di cui si parla.

Disclaimer: ovviamente non ce l’ho con nessuno in particolare, in particolar modo con quelle poche persone della prima e seconda fascia che hanno rilanciato inizialmente la cosa.

Della scomparsa delle prove

Ormai siamo così abituati al fatto che in rete si trovi di tutto che, quando questo non accade, ce ne stupiamo. Come se la rete dovesse ormai essere il contenitore infinito dello scibile e dei ricordi. Da quelli fondamentali a quelli più futili. Mettete ieri per esempio. Per il post sulle macchie, cercavo una vecchia pubblicità del viavà degli anni 80. Diversi siti raccolgono spot del genere e pensavo non sarebbe stato difficile. Invece nulla. Ci sono rimasto davvero male.

La pesca miracolosa

Già lo scorso anno il pesce d’aprile del mio blog aveva registrato vittime illustri. Quest’anno devo dire che è andata anche meglio, soprattutto su Facebook. Ieri sul social network si sono lette così tante bufale che anche le notizie vere sono parse dubbie. In un clima del genere, ringrazio tutte le triglie cadute nella mia rete! Un paio di esemplari mi sono scappati ma potrebbero anche arrivare tardivamente. L’anno prossimo fare un altro scherzo a livello degli ultimi due sarà davvero complicato!

PS: non la comprerei mai ma la 500L non è poi così male di linea. Anzi. 🙂

Navigazione mobile: elucubrazioni di un commercialista nerd

Sto ripensando alla mia spesa per la connessione mobile. Anche perchè mi è stata disattivata la sim 3 che ho sul tablet… ma questo è un altro discorso, fatto di promozioni di pokerstar e problemi tecnici di tre, di cui magari vi parlerò in un altro momento.
La mia soluzione attuale è:

Smartphone: 9 euro al mese per il piano base (con 1gb) e altre 5 euro per 1gb aggiuntivo
Tablet: 5 euro al mese per 3gb

Ho fatto le mie ricerche ma l’unico piano per il tablet che mi intrighi è quello di TRE che già avevo.
Da dove nascono allora i miei dubbi e le mie elucubrazioni? Dalle possibili variazioni sul tema che potrei fare.

SOLUZIONE SBORONE: TRE mi darebbe il modem wifi portatile e 15gb per 14 euro al mese.
Pro: toglierei il gb aggiuntivo dallo smartphone e alla fine averei 10 gb in più per 4 euro in più (14 invece di 5+5), potrei condividere la connessione, in ottica di futuro cambio dell’ipad passerei a quello wifi (cosa di cui sono abbastanza certo già ora)
Contro: un altro “pezzo” da portarmi in giro (con tanto di caricabatteria), non sono sicuro di usare così tanto la navigazione.

SOLUZIONE BRACCINO: Utilizzo l’iPad solo in wifi, come faccio da mesi e quando sono in giro sfrutto in bridge la connessione dello smartphone.
Pro: Costo totale di 14 euro al mese
Contro: Solo 2gb

Che ne dite? In ottica di spending review potrei anche tenere la soluzione attuale (che, vista la cancellazione dell’attuale sim TRE è la “bracciono”), però l’altra ha anche esternalità positive soprattutto per altri soggetti che potrei far connettere.

Gradite segnalazioni di offerte che mi fossi perso.

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