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Il bue che da del cornuto all’asino

Umberto Eco è morto ma, avendo fatto anni fa il fioretto di non “commemorare” più nessuno (Feiez a parte) da queste pagine, non sono qui a parlarvi di questo. Vorrei porre l’accento su un triste fenomeno di sciacallaggio mediatico di una sua citazione. A quanto pare sui social (sì, proprio sui social… e qui sta l’ironia) imperversa una frase di Eco in cui tristemente rilevava come la rete dia diritto di cittadinanza ad opinioni che non lo meriterebbero. Come sempre, in questi casi, i primi a tirar fuori la citazione sono stati coloro che la conoscevano. Sono arrivati poi quelli che, leggendola, l’hanno trovata interessante e poi, da lì, è partito il putiferio. L’ironia sta nel fatto che chiunque la rilanci, si sente in diritto di guardare dall’alto in basso gli altri, quando magari è egli stesso “lo scemo del villaggio” di cui si parla.

Disclaimer: ovviamente non ce l’ho con nessuno in particolare, in particolar modo con quelle poche persone della prima e seconda fascia che hanno rilanciato inizialmente la cosa.

Wired vs Wireless

Nella mia gestione Nerd dalla casa, originariamente sono stato un devoto delle connessioni via cavo. Soprattutto per questioni salutiste: non mi entusiasmava la presenza di campi elettromagnetici. Ecco che quindi avevo fatto tirare un cavo di rete fino al salotto. Poi col tempo ho modificato la mia posizione per due ragioni.  La prima è che non riuscivo a connettere tutto, soprattutto i dispositivi mobile. La seconda è che la mia rete non era che una piccole gocce nel mare di reti che ogni giorno attraversiamo senza accorgercene. Ora una terza fase, in cui sto tornando almeno in parte devo del cavo. Sky, SmartTv, Console potrebbero tranquillamente connettersi wifi ma l’esigenze di banda sono ormai così pressanti che solo il cavo riesce a rispondere alle crescenti esigenze. Con buona pace del groviglio che mi si sta formando dietro alla TV.

Creiamo un meme?

Un meme è un tormentone in rete. In genere ruota intorno ad una immagine e ad un canovaccio classico di battuta. C’era stato quello di Fassino sulla famosa frase su Grillo e il suo movimento ma ce ne sono decine di esempi.

A cosa ho pensato io? A un’immagine di Fantozzi che sale sul palco del cineforum per dire che l’Armata Potenkim (conosciuta come potionkin) è un cagata pazzesca.

Ecco che quindi vi fornisco anche la materia prima. Prendete la foto qui sotto, scriveteci cosa per voi è una cavolata e fatelo girare in rete. Se volete ricordatevi di fornire la fonte 🙂

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I wanna be a blog star

Inutile nasconderlo. Per quanto manzonianamente parli dei miei “cinque lettori” e predichi che il blog lo scrivo fondamentalmente per me stesso, la realtà è che vorrei ben altri numeri di visite. In fondo però, perchè qualcuno che non mi conosce dovrebbe leggere assiduamente il mio blog? In fondo non lo fanno spesso neppure gli amici. Penso di poter dire che scrivo quantomeno decentemente ma in fondo scrivo cose che magari ai più non interessano. Meramente le mie malate elucubrazioni. Non ho un tema specifico. Non ho un taglio specifico. Non ho un pubblico specifico di riferimento. Non sono famoso per cui qualcuno sarebbe portato a leggermi solo perchè sono io. Quindi sono destinato all’oblio della rete? Probabile però ho deciso che questo mese proverò a smuovere le acque per aumentare le visite. In quest’ottica oggi è partita anche una miliardaria campagna pubblicitaria su facebook. Budget: 12 euro 🙂 Vediamo un po’ se mi schiodo dalle mie 30-40 visite quotidiane.

Intanto, grazie a voi che già siete qua. Vi slinguo tutti 🙂

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