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The Tea Party

Io e Mrs Puck non abbiamo, fortunatamente, delle grandi diatribe. Bhè, a parte il fatto che l’asfalto regolarmente a Tetris ma lì c’entra più che altro il nostro spirito competitivo.

Uno dei nostri motivi di discussione è il the. Il motivo è spiegato riportando un piccolo dialogo tipo:

Mrs “vuoi un the?”
P “sì grazie”
Mrs “quale?”
P “normale”

Qui in genere parte la discussione su cosa sia il the “normale” e su tutte le varianti offerte dal moderno mercato. Il fatto è che io sono cresciuto in anni in cui la scelta si riduceva a Star o Ati. Non ho voglia di altre complicazioni: se voglio un the, mi aspetto quello. Poi venne la twinnings e da lì apriti cielo. Ti vengono amici a casa e se non hai una dozzina tra the e infusi sei uno sfigato.

 

Un po’ di glam anche in Armenia

 

Quando faccio il mio monologo sull’Armenia, mi soffermo sempre a dire che quasi tutti i cognomi che finiscono per “ian” sono Armeni. Fra i vari discendenti famosi di armeni cito sempre Aznavour (che farebbe Aznavourian) e il papà di André Agassi (che faceva Agassian). Altre esempio famoso sono le famigerate Kardashian, Kim su tutte. Queste versioni al cubo di Paris Hilton pare che ora abbiano deciso di ritrovare le proprie origini e di farsi un bel viaggio nella terra dei loro avi. Saranno interessate, come lo ero io, ai famosi monasteri?

Ticinonline – Le Kardashian si preparano a visitare l’Armenia.

Una Web Serie non si nega a nessuno

Ormai non sono più i programmi sul digitale terrestre o sui canali satellitari a generare i nuovi fenomeni: oggi i grandi “ascolti” si fanno con le webseries. Si fa in fretta però a dirlo, più difficile a farsi. Ogni sedicente creativo e molte aspiranti youtube star si cimentano in queste cose. Ogni tanto però qualcosa di veramente buono si trova e, non a caso, è fatta in modo professionali. Sto parlando dell’ottima “Esami” di cui vi mostrò una puntata e ci invito a registrarvi sul canale.

 

Fare del junk food qualcosa di trendy

Di recente la Star ha provato a lanciare, anche se sarebbe meglio dire rilanciare, sul mercato italiano i noodle istantanei. Non è una grande novità perché cose del genere, d’importazione, si trovavano già in diversi supermercati. Quello che fa ridere e il maldestro tentativo di rendere trendy quello che nel resto del mondo e cibo di bassa qualità. Probabilmente si è tentato di cavalcare la crescente moda nei ristoranti di noodle, udon e ramen. Anche il nome scelto è patetico e anche latente mente razzista, un po’ come quelle datate barzellette che prendevano in giro i termini asiatici con il ministro dei trasporti Fur Gon Cin o il pilota Tho Fuso La Moto. Ecco comunque lo spot, decisamente trash.

Matteo, non importa

In genere sono scettico, per non dire molto critico, verso le youtube star. Però mi sono imbattuto in un vlog che trovo davvero carino. Si tratta di Daniele doesn’t matter. Non è il classico sfigato che si mette davanti ad una webcam e lancia i suoi sproloqui. Nonostante sia un prodotto domestico, è ben curato sia nel testo che nei montaggi. Certo, probabilmente questo livello l’ha raggiunto col tempo, visto che la cosa funzionava, però gli si deve riconoscere una buona cura per il prodotto. Non fatevi ingannare dall’utenza media che sembra abbastanza giovane, l’umorismo che mette nei testi e nella scelta delle immagini è tutt’altro che bambinesco.
Ve lo consiglio, se non altro per una visione ogni tanto. Se siete allergici a youtube, si è espanso ed è sbarcato coi medesimi contenuti video anche su iTunes con un podcast.

 

I wanna be a blog star

Inutile nasconderlo. Per quanto manzonianamente parli dei miei “cinque lettori” e predichi che il blog lo scrivo fondamentalmente per me stesso, la realtà è che vorrei ben altri numeri di visite. In fondo però, perchè qualcuno che non mi conosce dovrebbe leggere assiduamente il mio blog? In fondo non lo fanno spesso neppure gli amici. Penso di poter dire che scrivo quantomeno decentemente ma in fondo scrivo cose che magari ai più non interessano. Meramente le mie malate elucubrazioni. Non ho un tema specifico. Non ho un taglio specifico. Non ho un pubblico specifico di riferimento. Non sono famoso per cui qualcuno sarebbe portato a leggermi solo perchè sono io. Quindi sono destinato all’oblio della rete? Probabile però ho deciso che questo mese proverò a smuovere le acque per aumentare le visite. In quest’ottica oggi è partita anche una miliardaria campagna pubblicitaria su facebook. Budget: 12 euro 🙂 Vediamo un po’ se mi schiodo dalle mie 30-40 visite quotidiane.

Intanto, grazie a voi che già siete qua. Vi slinguo tutti 🙂

Io non capisco youtube (e le youtube stars)

Youtube e tutto quello che ci gira intorno sono cose che proprio non capisco. Un esempio? In pausa pranzo oggi stavo ascoltando un po’ di canzoni recenti. (A chi interessasse il percorso mentale: xfactor->morgan->rodolfo de angelis->nanni svampa) sono arrivato ad ascoltare Lassa pur ch’el mund el disa.

Mi spiegate perché nella colonna di destra Youtube mi consiglia un video il cui titolo è “ho i capezzoli a forma di cuore”… bah… questo è un primo punto. Il video in questione ha avuto più di duecentomila visioni e questo mi porta all’altro argomento.

Il secondo punto è quello delle cosiddette youtube star, in genere fanciulle (di maschi non mi pare di averne visti) che raccolgono migliaia di iscritti e centinaia di migliaia di visualizzazioni. Per dire cosa? Niente. Ok, sono l’ultima persona che dovrebbe parlare perchè ho un blog e quello che fanno loro in fondo non è altro che un videoblog. Però se qualcuno di voi prova a paragonarmi a Gemma del Sud o Fiocco di neve, prima gli mando gli avvocati, poi i sicari.

Ognuno è libero di fare quello che vuole, ben venga, quello che mi stupisce è l’interesse verso certe persone. Invidia? Bah non credo.

Comunque… Lassa pur ch’el mund el disa…

“Se sa che a Milan gh’è in progett la metropolitana
però ogni dì stu prugett semper pu el se sluntana”

con la Linea 5 non è cambiato molto 🙂

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