Archivi Blog

Il meme di Spielberg

Qualche tempo (già ve ne parlai) è iniziata a circolare su internet una foto vecchia di Spielberg sul set di Jurassic Park. Posava accanto al modello di un triceratopo.
La cosa divertente è che alcuni animalisti mononeuronici (o flamer?) si scagliarono contro il perfido cacciatore che aveva ucciso quell’animale e che ora ci posava a fianco.
Un po’ di gonzi ci sono cascati o comunque ci sono andati dietro. Da lì è partita anche l’ironia in rete, con tanto di meme. Vi posto un paio di simpatici esempi.

56f

10489843_822654824419746_3499180803005792345_n

Cosa sarebbero i telegiornali senza…

Cosa sarebbero i telegiornali senza il web? Già scrissi in passato di come ormai buona parte degli articoli di nera abbiano almeno un’appendice con quello che vittima o carnefice pubblicavano suo social network. A questo aggiungiamo che sempre più spesso di fa ricordo a filmati fatto da privati con gli smartphone. In occasione di questo mondiale notavo una triste tendenza delle testate online di fare i servizi “ironia sul web”. In pratica ogni volta che succede qualcosa su cui è facile fare battute già i social network su popolano di battute, immagini sistemate ad arte e sottotitolato, meme vari. Ora anche se uno si impegna ad eliminare gli spammatori dai propri amici non si salva: arrivano i famigerati servizi/articoli “ironia dal web” che ci raccolgono il meglio, si fa per dire, e lo ripropongono. Che gioia!

Awkward: un post ospite

Ho fama di essere generalmente, almeno su certi argomenti, un first mover o quantomeno un tipo abbastanza aggiornato. Però comincio a perdere colpi: mi rendo conto di qualcosa di tendenza ma non riesco a capirci molto. Ecco che quindi cerco aiuto tra chi ne sa. Di recente continuavo ad imbattermi in rete nel termine awkward e sinceramente non mi sentivo in grado di parlarvene in modo compiuto. Allora ho fatto uno strappo alla regola, che mi vuole unico autore di questo blog, e ho chiesto ad una cara amica di spiegarmi meglio. Ne è saltato fuori il post qui sotto, che ospito con grandissimo piacere.

That awkward moment when…

Quel momento awkward in cui ti accorgi di… non sapere che cosa significhi awkward. O meglio, si capisce, dai. Tutti quei meme più o meno imbarazzanti di cui pullula la rete rendono il concetto abbastanza chiaro. Awkward è quel qualcosa che ti mette (lievemente) a disagio, ti infastidisce e ti fa storcere un po’ il naso. Tipo quando stai per salutare uno che credi di conoscere per strada e invece… ops, mi scusi! Aaaaaawkward -.-‘ (la faccina esprime bene la sensazione).

Di per sé, la parola è molto fica. A W K W A R D. Mai viste tante W vicine. E poi,signori e signore, una simpaticissima K in mezzo. Deriverebbe, secondo l’Oxford Dictionary, da awk, una parola dialettale che significa “all’incontrario/maldestro”, e il suffisso –ward che indica movimento (backwards, homeward, towards,…). Ora, io non so né quando, né come mai, ma è una parola molto fashion, trendy, a volte overused. Ops, molto di moda, di tendenza, a volte troppo usata. Aaaaaawkward -.-‘

Noi Italiani, come è noto, siamo molto suscettibili all’ inglese. Ci piace briffare, forwardare, ASAPpare, FYIare, check-in-are, boarding-pass-are, dowloadare, updatare e compagnia cantante. Ci crogioliamo nelle parole dal suono inglese (spesso usate in Italiano in maniera errata), fanno tanto businessman, CEO, manager. Ops, scusate ancora!

Io insegno inglese, e mi viene un po’ da ridere quando i miei alunni (tutti grandi, grossi e vaccinati) mi dicono “Io non so una parola di inglese”. Really? Ma non me lo dire. Non hai mai avuto un target nella vita? Nemmeno un’idea su dove passare il weekend e l’happy HOUR? Ma dai, dimmi di più del tuo non sapere nulla di inglese.

Io  ho vissuto sia in UK che in USA, dove tutto è brilliant, sweet, cool, awesome (altra parola foneticamente degna di nota), lovely, beautiful, dove YOLO, tuttavia evito accuratamente, quando mi esprimo in Italiano, di usare troppo inglese. È sgarbato, macchinoso, fuorviante, complicato, dà spesso origine a misunderstandings. Ops, fraintendimenti. Aaaaaaawkward -.-‘

Awkward ha dalla sua il fatto di essere una parola un po’ awkward di per sé, per il suo suono complicato alle nostre orecchie, quindi non so quanto e quanto a lungo durerà al di fuori dei meme, però ce l’hanno fatta tante altre parole, perché questa no? Sarebbe awkward, no?

C’è un po’ ancora quest’idea che la lingua sia un qualcosa di fisso, immutabile, scolpito nella pietra, così come hanno deciso quei sapientoni della Crusca, gran dottoroni barbuti che passano i loro giorni tra libri e manoscritti impolverati nel buio di una biblioteca. E invece non è propriamente così. I linguisti, quelli veri, sanno benissimo che la lingua è un essere vivente, che cambia e si modifica secondo come ognuno di noi la cambia e la modifica a suo piacimento. Sono sicura che qualcuno di voi avrà detto qualche volta “bellerrimo”, sentendo un po’ un brivido lungo la schiena per aver detto qualcosa di SBAGLIATO (no, è divertente, dai, basta non abusarne!), oppure quanti avranno detto di essere stati a un brunch all you can eat. La regola, IMHO, è il buon senso. Il common sense, che non è comune, ma buono per noi Italiani. ‘Chi ha più buon senso, che l’adopri’ è una delle massime preferite di mia madre, e piace molto anche a me. Quindi, che ci si trovi in una situazione awkward o meno, stare attenti a come ci si esprime è segno di intelligenza, flessibilità e cultura. Evitare di far sentire gli altri awkward usando troppo inglese (solo per fare i fighi, per essere cool) è invece una cortesia.

P.S. Se tutta questa questione delle parole inglese di uso corrente in Italiano vi interessa, ecco un bell’articolo di Annamaria Testa da cui iniziare: http://nuovoeutile.it/parole-italiane-e-inglesi/

Lo scavallamento del brand “Il Milanese Imbruttito”

Sono stato uno dei primi fan della pagina facebook de Il Milanese Imbruttito. Quasi un meme in cui i milanesi si auto prendono in giro sulle proprie assurdità.
Formula semplice, veloce. Una frase e via. Poi sono venute le magliette. Ci sta: amplifichi il successo di una frase. Poi sono venute le serate aperitivo/disco. Ci sta: per quanto poco sia milanese modarolo, sono cose che vanno bene. Ora però hanno veramente fatto il passo più lungo della gamba. Da qualche giorno è stato lanciato il blog. Un po’ informazione, un po’ mondanità, un po’ quel che capita.
Non mi piace. Non ha nulla di differenziale rispetto a molti altri siti del genere e i tentativi di portare l’ironia dalla singola frase al pezzo umoristico sono per ora miseramente scarsi. Ovviamente a mio modesto parere, che resto comunque un grande sostenitore del format originale.

Creiamo un meme?

Un meme è un tormentone in rete. In genere ruota intorno ad una immagine e ad un canovaccio classico di battuta. C’era stato quello di Fassino sulla famosa frase su Grillo e il suo movimento ma ce ne sono decine di esempi.

A cosa ho pensato io? A un’immagine di Fantozzi che sale sul palco del cineforum per dire che l’Armata Potenkim (conosciuta come potionkin) è un cagata pazzesca.

Ecco che quindi vi fornisco anche la materia prima. Prendete la foto qui sotto, scriveteci cosa per voi è una cavolata e fatelo girare in rete. Se volete ricordatevi di fornire la fonte 🙂

20130724-210806.jpg

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: