Archivi Blog

Il voto svizzero

Non so ancora cosa dire del voto italiano di domenica, quindi vi parlerò di un’altra consultazione elettorale svoltasi lo stesso giorno. Gli svizzeri sono stati chiamati a votare su un referendum (proposto da un partito di destra) sull’abolizione del canone tv.

In Italia, senza neanche prendere in considerazione i se e i ma, ci sarebbe stato un plebiscito per la cancellazione. Qui no. Non c’è un solo cantone dove la proposta abbia raccolto la maggioranza dei voti. Da notare che la redistribuzione dei canoni non è fatta proporzionalmente ma in modo da consentire ad ogni area linguistica di avere un’offerta adeguata. Quindi se la svizzera italiana raccoglie il 4% del canone complessivo, alla sua radiotelevisione viene riassegnato il 22%. Questo vuol dire che aree che raccolgono di più, ricevono di meno. Anche queste aree hanno votato per mantenere il canone.

Da notare che quest’anno pagano 451 franchi, destinati a scendere a 365. Rispettivamente 388 euro e 314 euro. Ricordo che il canone italiano è 100 euro.

In tutto questo si nota una diversa maturità e senso civico dell’elettorato elvetico che comunque, soprattutto in Canton Ticino, ha dato segnali di derive populiste.

Sorgente: Svizzera, bocciato il referendum per l’abolizione del canone tv – Tgcom24

Di seguito anche un video che spiega, con i protagonisti della sitcom Frontaliers, il sistema della radiotelevisione elvetica.

 

Annunci

Ma chi glielo fa fare ai controllori?

Io sono da sempre un forte sostenitore del senso civico. Alla fermata della metro dove scendo, che si trova fuori dal limite della rete urbana, vedo spesso molte persone scavalcare per non pagare il biglietto. Non facciamo del qualunquismo: spesso anche degli/delle insospettabili. Il controllore del mezzanino non fa mai niente. Del resto non faccio neppure io qualcosa. Del resto non fanno qualcosa neppure i leoni da tastiera del gruppo Facebook dedicato al nostro paese. Perchè? Perchè in fondo abbiamo paura. E’ triste dirlo ma bisogna ammetterlo. Oggi giorno a cercare di fare la cosa giusta, si puo’ anche rischiare di andarci di mezzo. Fisicamente.

Sogno un mondo dove non serva “lo stato di polizia” ma forse per certe teste, italiane e non, che popolano il nostro paese forse il controllo costante delle forze dell’ordine è l’unico modo per far rispettare la legalità. Altrimenti la filosofia del furbetto la vince sempre.

Sorgente: Lite tra passeggero e dipendente Atm | Mezzanino Cairoli M1 | Milano

Sono Stato Io

Sono sempre stato molto fissato con il senso civico e, di riflesso, con l’educazione civica. Materia che, ai miei tempi, veniva anche abbozzata a scuola (saltuariamente). In queste settimane sulla metropolitana milanese c’è questa campagna della CISL Scuola che richiama (o almeno ci prova) il concetto che il bene pubblica è anche nostro, perché il pubblico siamo noi. Se la gente lo pensasse di più, forse non tratterebbe male certe cose.

Dell’educazione (civica o meno) sui mezzi pubblici

Premettiamo: non è un problema solo italiano, ho visto cartelloni sensibilizzare su questo comportamento anche sulle metropolitane di Londra e di New York.

Diciamo che uno dei comportamenti (prettamente maschili ma non solo) in cui si vede di più l’attenzione (o meno) di una persona verso gli altri è come tiene lo zaino se il mezzo pubblico è pieno. Io proprio mi sentirei in imbarazzo e tenere in spalla uno zaino ingombrante quando c’è pieno. Molti invece si comportano come fosse un loro sacrosanto diritto. Sarò fatto male io…

 

L’arroganza di chi ascolta musica in metro (senza cuffia)

Ieri sera in metropolitana, ore 20.30 vagone mezzo vuoto, è salita una tipa inquietante che ascoltava musica del cellulare ad alto volume dall’altoparlante. Inevitabilmente mi sono girato a guardarla, richiamato dal rumore. Lei aveva quello sguardo arrogante del “bhe? Cazzo vuoi? Sono libera di fare come mi pare”. Non avevo voglia di polemica e mi sono rituffato nelle mie cose. Non è però un comportamento solo di questa signora (perché aveva ben più di quarant’anni o li portava davvero male. Chi ascolta la musica così sa di dare fastidio e in modo arrogante quasi sfida gli altri. Senza quasi. Anche in questo sta la decadenza di educazione e senso civico.

Impariamo da Londra

Lunedì mattina. Nonostante il raffreddore mi alzo di buona lena per arrivare in metro un po’ prima del solito. Arrivo in metro e… Rallentamenti sulla linea 1 per acconsentire i soccorsi a un passeggero colto da malore su un convoglio. Premettendo che mi auguro che non sia nulla di grave, mi viene subito in mente un manifesto sulla metropolitana di Londra. Invita, nel caso di malore, a scendere dal treno per chiedere aiuto e non tirare il segnale di allarme a bordo. Questo consente dei soccorsi più rapidi e di non bloccare tutta la linea.

Ps ovviamente qualcuno troverà il modo di dare anche di questo la colpa ad ATM.

L’Italia. Vista da lontano

Quando si viaggia all’estero, soprattutto in Europa, l’Italiano (come chiunque altro) tende a fare un confronto tra il proprio paese e gli altri. Per noi questo confronto è spesso impietoso. A questo punto l’esterofilia dilaganti prende il sopravvento e spesso all’estero si sentono italiani magnificare tutto quello che è straniero, bastonando la situazione italiana, come se questa non la riguardasse. A me viene in mento un motto letto qualche tempo fa “non maledire quando sei fermo nel traffico, perché tu fai parte del traffico.”
Io non nego i problemi italiani. Anzi. Soprattutto per quanto riguarda il senso civico siamo molto indietro (e continuiamo a peggiorare). Però a me andare all’estero non fa mai venir voglia di emigrare ma sempre di tornare e di provare a fare qualcosa nel mio piccolo. Vediamo. Sono tornato con molta voglia di fare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: