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Sono abitudinario

Luglio 1996. Fu un periodo piuttosto campale per me. Feci un corso di inline hockey (cosa che, nella mia condizione, era abbastanza estrema). Mi apprestavo a fare la mia prima vacanza oltreoceano. Soprattutto (ai fini di questo post) cambiavo parrucchiere e pettinatura.

Da allora nulla è cambiato. Fino a ieri. Nell’ottica dell’efficienza, ho tradito il mio storico parrucchiere a favore del barber shop dove, da un po’, mi faccio curare la barba. Efficienza, dicevo: in ottica matrimonio, meglio avere uno che mi facesse sia barba che capelli. Ammetto, ero un mix di agitazione e sensazione di “tradire” qualcuno.

Alla fine è andata bene e sono soddisfatto della scelta.

Ovviamente la pettinatura è rimasta la stessa, mica vorrete troppi sconvolgimenti in una volta sola? Ma soprattutto… cosa volete che faccia coi quattro peli che ho in testa!

Gli inseguitori di porte

C’è una cosa che mi fa spesso ridere in metropolitana, soprattutto alla mia fermata, dove salgo ogni mattina e vedo spesso le solite facce. 

Fateci caso: mentre il treno si approccia, magari è quasi fermo, gente che era ferma sulla panchina insegue una porta che la sorpassa. Magari, stando fermi, si troverebbero perfettamente davanti alla porta successiva. 

Se poi sali sempre alla stessa fermata, non serve essere Sherlock per prendere un punto di riferimento e sapere che li si aprirà la porta.  

Invece no. Così spesso, come successo oggi, me ne sto fermo aspettando si apra la porta e vengo regolarmente travolto da qualcuno che, occhi fossi sulla porta, la insegue . Senza guardare dove va.

Nel dispetto delle tradizioni 

Oggi apre l’artigiano in Fiera. Io sono abitudinario e amante delle mie piccole tradizioni. In genere il primo giorno sono lì, mezz’ora prima del l’orario prefissato, a fare la cosa con le coppiette agguerrite e le vecchiette acide. Pronto a fiondarmi nel padiglione Trentino per prendere le strudel caldo con panna e mirtilli. Oggi no. Rompendo il rito fieristico oggi sarò altrove. Contento del mio viaggetto ma con un po’ di rimpianto per le mie routine.

Abitudinario

Il concetto di persone che riconosci ma non conosci (parlo della vita di tutti i giorni) è un argomento che mi ha sempre affascinato. “Le solite facce” le chiamiamo con YdR. Negli anni dell’università ho frequentato la biblioteca del mio quartiere e ancora oggi incrocio persone, da tutt’altra parte, che riconosco come “i bonoliani” ma con cui non mai scambiato neppure una parola. Passata l’università e iniziato a lavorare, lo stesso è successo in metropolitana. Poi ci sono casi che ti fanno pensare alla casualità della vita, o a quando siamo abitudinari o tutti standardizzati su certi orari. Per esempio come un giorno in cui incroci una persona sul tuo vagone, che magari non hai mai visto prima ma che per qualche motivo la noti, poi la rivedi la sera tornando a casa.

Tutto questo per dire che? Bah… tutto o niente. Strana la vita, considerando anche quante persone riconosciamo ogni giorno senza per questo conoscerle.

Un buon sabato

Se la mattina ti svegli e sotto la doccia canti “nubi di ieri sul nostro domani odierno” (al volgo nota come “abitudinario”) in fondo vuol dire che l’umore è buono.

Laaaaa nostra vitaaaa è una sciaraaaadaaaa sulle prime sembra xyxxx e invece è zkxyxx!

Sono abitudinario – Artigiano in fiera 2012

Mentre questo pezzo va in pubblicazione, viene ufficialmente aperta l’edizione 2012 de L’artigiano in fiera. Evento che ormai nel cuore dei milanesi ha soppiantato la fiera degli O’ Bei O’ Bei.
Mentre leggete queste righe, se le state leggendo in “diretta”, posso già dirvi esattamente quello che sto facendo, essendo io abitudinario e amante delle tradizioni.

Alle 9.30 circa sarò arrivato in zona Fiera Rho-Pero e mi sarò messo in coda con le maniache dello shopping natalizio, armate di trolley. Verso le 9,45 avranno iniziato ad aprire i cancelli. Mi sarò quindi recato nello stand del trentino dove, in anticipo rispetto all’orario di apertura, sarà già attivo una banchetto che fa lo strudel caldo. Con panna e mirtilli o crema alla vaniglia? Non lo so…deciderò al momento. Sono fatto così…sono un tipo imprevedibile! 🙂

Alle 10 invece sarò allo stand della TrentinGrappa. Come ogni anno incrocerò le dita che il solito vecchino non sia andato in pensione e o a lui o alla sua solita assistente chiederò: “che avete di nuovo e ricercato quest’anno?”. Seguirà almeno una degustazione.

Amo le tradizioni

Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)

Stamattina mi sono svegliato canticchiando questa canzone.

Chissà come mai… mah… meglio di quando avevo in testa Silvia lo sai

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