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Il temutissimo Daspo Urbano

Il Daspo (o la Daspo) è quel provvedimento, in genere comminato in ambito sportivo, per la quale ad un soggetto viene vietato di recarsi allo stadio/palazzetto per un certo periodo di tempo.

A Milano è stata comminata la prima sanzione del genere a tre writers spagnoli. Andiamo con ordine.

La questione writers è annosa. Se da un lato lo stesso Comune ha previsto “muri liberi” dove le opere possono essere eseguite, dall’altro c’è il sacrosanto diritti di non vedere imbrattate proprietà private, come i treni o i vagoni della metropolitana.

Come mai writers spagnoli vengono a Milano? Semplice: qui da noi essere colti in determinate attività non è un reato penale, come invece è in altri paesi. Ecco che quindi importiamo anche questo tipo di attività…

Ora col pugno di ferro parte la temutissima Daspo Urbana. A cosa sono stati condannati i 3? A non prendere la metro per due giorni. Se recidivi, la pena potrà diventare di un anno. Questo sì che è un ferreo stato di polizia…

Sorgente: Sorpresi a imbrattare la metro, scatta il Daspo urbano: fuori dai treni per due giorni

Muri pericolosi 

E’ di oggi la tragica notizia della morte di un writer, travolto da un treno che non ha visto o sentito arrivare. Davanti alla morte non si puo’ ironizzare, fermo restando che soprattutto queste “opere” sui treni non denotano certo un grande senso civico. Meglio di sicuro le opere murarie, soprattutto in zone degradate dove anzi posso abbellire un arredo urbano altrimenti deprimente. Mi vengono in mente delle opere che ho visto a Testaccio o al Macro di Roma, oppure un bellissimo murales dietro alla cattedrale di San Lorenzo. Nell’articolo che vi ho linkato, il codacons parla di “morte annunciata”. Affermazione che lascia sempre il tempo che trova ma che da un senso anche a questo cartello di disclaimer nel quale mi sono imbattuto di recente.

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